Gioco
Maiorino accende Luci illumina È la festa del gol
Bruno è sempre al punto giusto nel momento giusto Dumbia e Valiani a centrocampo sono una garanzia
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6 PULIDORI. Due gol incassati, e sono sei nelle ultime tre partite. Troppi, anche se lui ha poche colpe. Rischia grosso con una uscita su Moscati. Ora rientrerà Mazzoni, ma lui può essere fiero di ciò che ha fatto.
5, 5 PEDRELLI. Un crostino di quelli che assaggi e dici “ma cosa c’e dentro? ” . Perché in effetti la sua partita non è ne carne ne pesce. Dietro aiuta poco i centrali, davanti avrebbe autostrade ma viaggia quasi sempre in terza. Eppure il piede c’è.
5, 5 PIRRELLO. La sua partita è invece un panettone ripieno. Si becca l’ammonizione, sbaglia sul primo gol, fa un gran recupero su Moscati a inizio ripresa, poi esce perché Sottil ha paura di restare in 10. È un po’ in difficoltà questo ragazzone che tira la carretta dall’inizio, ora l’ultima battaglia poi la sosta gli farà bene. ( 14’st Morelli 6. Sono out Borghese e Gonnelli, così si ritrova a fare il centrale. Entra nel ruolo carico e convinto)
6 GASBARRO. Quasi si immola al 90’su un tiro di Gemignani che rischiava di portare al 3-3. Difesa a volte in difficoltà, lui tiene il timone dritto. Non è stata una partita facile su un campo dove anche le patate si rifiuterebbero di nascere e crescere.
5, 5 FRANCO. Un po’come quelle luci di Natale trovate nel garage e che erano lì dal 1995. Le provi, funzionano, poi si spengono, poi si riaccendono. Molto intermittente.
7, 5 BRUNO. Se mettete in fila i palloni che ha recuperato, ci arrivate a Licata. Mediano monumentale. Arriva al tramonto della partita ed è sempre al punto giusto al momento giusto.
8 LUCI. Ma che partita ha fatto? Domina a centrocampo, dà ordine e imposta, l’ultimo pallone forse lo ha perso quando giocava ancora Baggio. Alzategli un monumento. E già che ci siamo, fategli anche il contratto. Che forse è più importante.
6, 5 DOUMBIA. Ogni weekend un Italia un terzino si sveglia e sa che dovrà correre più di Doumbia. Ogni weekenda, un terzino va a letto col raffreddore. Dudu spacca la difesa quando accelera e stavolta si sacrifica anche a centrocampo. Solo un consiglio: ogni tanto, punta la porta e vai al tiro.
7 MAIORINO. In due minuti noi abbiamo sceso le scale dello stadio, lui ha segnato due gol. Bagnino di un Livorno che non vede la riva, killer spietato. Deve trovare continuità, il contorno a quei 2 minuti non è stato indimenticabile. ( 29’st Perez 6. Venti minuti di pressing)
6, 5 VALIANI. Trottolino amoroso tutu-tata. L’unico che ha un po’di brio quando il Livorno sembra imbalsamato, sfiora il gol del 3-1, su di lui c’è’anche un rigore netto, poi esce dal campo e pensi che per altri 15 anni può ancora giocare ( 29’st Marchi 7. Voto all’atteggiamento con cui entra in campo. Rincorre chiunque, copre, tiene la posizione e combatte. E fino a oggi non aveva mai toccato campo. Un esempio per tutti).
6 VANTAGGIATO. Partita entusiasmante come un sabato pomeriggio all’Ikea, fino a quando al 94’manda tutti a casa firmando il 4-2. Prima colpisce un palo e simula il cenone divorandosi di tutto. Strappa il 6 con la sua rete numero 11 in stagione.
5, 5 PEDRELLI. Un crostino di quelli che assaggi e dici “ma cosa c’e dentro? ” . Perché in effetti la sua partita non è ne carne ne pesce. Dietro aiuta poco i centrali, davanti avrebbe autostrade ma viaggia quasi sempre in terza. Eppure il piede c’è.
5, 5 PIRRELLO. La sua partita è invece un panettone ripieno. Si becca l’ammonizione, sbaglia sul primo gol, fa un gran recupero su Moscati a inizio ripresa, poi esce perché Sottil ha paura di restare in 10. È un po’ in difficoltà questo ragazzone che tira la carretta dall’inizio, ora l’ultima battaglia poi la sosta gli farà bene. ( 14’st Morelli 6. Sono out Borghese e Gonnelli, così si ritrova a fare il centrale. Entra nel ruolo carico e convinto)
6 GASBARRO. Quasi si immola al 90’su un tiro di Gemignani che rischiava di portare al 3-3. Difesa a volte in difficoltà, lui tiene il timone dritto. Non è stata una partita facile su un campo dove anche le patate si rifiuterebbero di nascere e crescere.
5, 5 FRANCO. Un po’come quelle luci di Natale trovate nel garage e che erano lì dal 1995. Le provi, funzionano, poi si spengono, poi si riaccendono. Molto intermittente.
7, 5 BRUNO. Se mettete in fila i palloni che ha recuperato, ci arrivate a Licata. Mediano monumentale. Arriva al tramonto della partita ed è sempre al punto giusto al momento giusto.
8 LUCI. Ma che partita ha fatto? Domina a centrocampo, dà ordine e imposta, l’ultimo pallone forse lo ha perso quando giocava ancora Baggio. Alzategli un monumento. E già che ci siamo, fategli anche il contratto. Che forse è più importante.
6, 5 DOUMBIA. Ogni weekend un Italia un terzino si sveglia e sa che dovrà correre più di Doumbia. Ogni weekenda, un terzino va a letto col raffreddore. Dudu spacca la difesa quando accelera e stavolta si sacrifica anche a centrocampo. Solo un consiglio: ogni tanto, punta la porta e vai al tiro.
7 MAIORINO. In due minuti noi abbiamo sceso le scale dello stadio, lui ha segnato due gol. Bagnino di un Livorno che non vede la riva, killer spietato. Deve trovare continuità, il contorno a quei 2 minuti non è stato indimenticabile. ( 29’st Perez 6. Venti minuti di pressing)
6, 5 VALIANI. Trottolino amoroso tutu-tata. L’unico che ha un po’di brio quando il Livorno sembra imbalsamato, sfiora il gol del 3-1, su di lui c’è’anche un rigore netto, poi esce dal campo e pensi che per altri 15 anni può ancora giocare ( 29’st Marchi 7. Voto all’atteggiamento con cui entra in campo. Rincorre chiunque, copre, tiene la posizione e combatte. E fino a oggi non aveva mai toccato campo. Un esempio per tutti).
6 VANTAGGIATO. Partita entusiasmante come un sabato pomeriggio all’Ikea, fino a quando al 94’manda tutti a casa firmando il 4-2. Prima colpisce un palo e simula il cenone divorandosi di tutto. Strappa il 6 con la sua rete numero 11 in stagione.
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