Sicurezza
«Lo spirito è giusto, peccato per certi errori»
di Fabrizio Pucci
Il tecnico Andrea Sottil dopo il successo: se giochiamo in velocità siamo difficili da affrontare
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LIVORNO. Andrea Sottil si presenta in sala stampa con poca voce. Ne ha persa molta durante i 94’ di battaglia sul campo di un Gavorrano mai domo che si è arreso solo dopo il colpo del ko sferrato da Vantaggiato..
Sottil bella vittoria, ma perché quella sofferenza dopo il loro secondo gol?
«Non dobbiamo dimenticarci che ci sono anche gli avversari. Nel complesso però la nostra vittoria è stata meritata. Dopo aver incassato un gol su un episodio che non dobbiamo concedere, siamo stati bravi a ribaltarla subito. Poi siamo andati sul 3-1 e potevamo segnare anche il quarto e il quinto gol. Purtroppo abbiamo sbagliato tante palle gol e rimesso in discussione la partita e questo non deve capitare».
Sei gol presi nelle ultime tre partite. Perché?
«Ne sono consapevoli per primi i ragazzi. A fine partita nello spogliatoio facevano proprio questa considerazione. Sembra che in certi momenti si spenga la luce, si spengano i contatti. E questo non è possibile. Significa che su questo aspetto lavoreremo ancora più duramente perché quello che abbiamo fatto fino ad ora non è bastato. Dipende da me. Loro, però, che sono molto bravi, devono essere sempre concentrati e determinati nella fase difendente».
Concentrazione che serve anche in attacco non pensa?
«Sì. Dobbiamo essere sempre sportivamente cinici e spietati perché con tutto quello che creiamo non possiamo prestare il fianco a certe situazioni pericolose».
Nel momento più complicato, con il Gavorrano in vantaggio e arroccato dietro, la differenza l’ha fatto il singolo. È questo il vostro segreto?
«È chiaro che abbiamo singoli giocatori dalle grandi qualità. Questi giocatori però sono inseriti in un ottimo collettivo. Quando i ragazzi giocano insieme in velocità e fanno muovere rapidamente il pallone diventato una squadra molto complicata da affrontare. È così che sono arrivati i due gol in due minuti e nello stesso modo avremmo potuto dilagare. Quando invece rallentiamo avvantaggiamo gli avversari».
Aveva chiesto di vedere un Livorno operaio. È stato accontentato?
«Ho visto lo spirito giusto. I ragazzi hanno dato tutto. Bene anche chi è subentrato. L’atteggiamento del gruppo mi è piaciuto dall’inizio alla fine. Va bene così. Ora dobbiamo continuare».
Sottil bella vittoria, ma perché quella sofferenza dopo il loro secondo gol?
«Non dobbiamo dimenticarci che ci sono anche gli avversari. Nel complesso però la nostra vittoria è stata meritata. Dopo aver incassato un gol su un episodio che non dobbiamo concedere, siamo stati bravi a ribaltarla subito. Poi siamo andati sul 3-1 e potevamo segnare anche il quarto e il quinto gol. Purtroppo abbiamo sbagliato tante palle gol e rimesso in discussione la partita e questo non deve capitare».
Sei gol presi nelle ultime tre partite. Perché?
«Ne sono consapevoli per primi i ragazzi. A fine partita nello spogliatoio facevano proprio questa considerazione. Sembra che in certi momenti si spenga la luce, si spengano i contatti. E questo non è possibile. Significa che su questo aspetto lavoreremo ancora più duramente perché quello che abbiamo fatto fino ad ora non è bastato. Dipende da me. Loro, però, che sono molto bravi, devono essere sempre concentrati e determinati nella fase difendente».
Concentrazione che serve anche in attacco non pensa?
«Sì. Dobbiamo essere sempre sportivamente cinici e spietati perché con tutto quello che creiamo non possiamo prestare il fianco a certe situazioni pericolose».
Nel momento più complicato, con il Gavorrano in vantaggio e arroccato dietro, la differenza l’ha fatto il singolo. È questo il vostro segreto?
«È chiaro che abbiamo singoli giocatori dalle grandi qualità. Questi giocatori però sono inseriti in un ottimo collettivo. Quando i ragazzi giocano insieme in velocità e fanno muovere rapidamente il pallone diventato una squadra molto complicata da affrontare. È così che sono arrivati i due gol in due minuti e nello stesso modo avremmo potuto dilagare. Quando invece rallentiamo avvantaggiamo gli avversari».
Aveva chiesto di vedere un Livorno operaio. È stato accontentato?
«Ho visto lo spirito giusto. I ragazzi hanno dato tutto. Bene anche chi è subentrato. L’atteggiamento del gruppo mi è piaciuto dall’inizio alla fine. Va bene così. Ora dobbiamo continuare».
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