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Per il Pontedera un’altra impresa sfumata nel finale

Per il Pontedera un’altra impresa sfumata nel finale

Come accaduto nel derby col Pisa, la beffa arriva al fotofinish Grassi: gol al Mannucci in campionato dopo più di tre anni

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PONTEDERA. Un autogol in meno e una bandierina alzata in più. Tanto sarebbe bastato al Pontedera per ritrovarsi nell’olimpo della classifica. Dalla possibile etichetta di rivelazione al purgatorio che anticipa l’inferno chiamato playout. Il calcio è uno sport che vive di episodi. Ed è bello per questo. I granata lo sanno bene. Quindici giorni fa la zampata a porta invertita di Spinozzi fece sfumare la vittoria nel derby col Pisa. Ieri un innocuo cross di Mendez ha fissato sull’1-1 il match con la Viterbese. Sempre sui titoli di coda della partita. Il traversone dell’uruguaiano cresciuto nel Peñarol si è infilato prima tra le maglie della difesa granata, poi in porta. Gli uomini di mister Ivan Maraia reclamano per un presunto fuorigioco attivo di alcuni giocatori gialloblù, che avrebbero oscurato la vista a Contini. Il calcio, però, è fatto di episodi. A volte ti aiutano, a volte ti penalizzano. Quello che conta di più, però, è ciò che si vede sul campo. E il Pontedera da qualche tempo sta inviando incoraggianti segnali di crescita.

Identità. «Ora sappiamo come dobbiamo giocare per mettere in difficoltà i nostri avversari. Abbiamo trovato compattezza e consapevolezza, possiamo giocarcela con chiunque». Con queste parole capitan Vettori analizza i tre risultati utili consecutivi del Pontedera e, più in generale, il buon andamento della squadra negli ultimi due mesi e mezzo. Anche con la Viterbese i granata hanno fatto vedere organizzazione e concentrazione. Il tasso tecnico del gruppo non è alle stelle, ma la grinta è da applausi. Nei primi minuti gli ospiti spingono forte: Tortori gira di testa da due passi e trova i guantoni di Contini, poi Sini colpisce il palo con una staffilata dalla distanza. Vettori e compagni non si scompongono, soffrono e ripartono. Mentalità operaia, quella che serve per fare risultato.

Bentornato Gigio. Ore 15, 03. Dopo più di tre anni Gigio Grassi torna a segnare al Mannucci in campionato. L’ultima corsa sotto la gradinata era datata 29 novembre 2014, contro il Forlì. Il numero 10 porta in vantaggio il Pontedera al 32’ del primo tempo con una punizione delle sue, velenosissima, che beffa Iannarilli. La condizione del fantasista 34enne migliora di partita in partita. Dopo l’acuto di Grassi il Pontedera potrebbe chiudere la prima frazione sul doppio vantaggio, ma la girata di Risaliti, al 44’, viene neutralizzata da Iannarilli.

Sofferenza e imprecisione. I complimenti il Pontedera se li merita tutti. Ma oltre alla carota c’è il bastone. Caponi a inizio secondo tempo misura i riflessi a Iannarilli, poi, però, i granata arretrano e lasciano spazio all’iniziativa della Viterbese. Sottili mette dentro giocatori offensivi uno dietro l’altro e il Pontedera soffre. Nonostante il forcing ciociaro, Pesenti ha due volte sui piedi la palla buona per far vincere i suoi. Al 44’, prima del gol del pari di Mendez, spara addosso a Iannarilli. Poi, nel sesto minuto di recupero, si fa stoppare dall’estremo laziale, in uscita disperata. Nel secondo tempo anche una galoppata verso la porta finita con un nulla di fatto. A nove minuti dalla fine la Viterbese aveva colpito anche un palo col solito Mendez. Pari giusto, anche se il colpaccio era davvero a un passo per la banda di Maraia. Ma il calcio è questione di episodi. . Tommaso Silvi

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di Redazione web