Il Tirreno

Livorno

Un Livorno di marmo per volare

di Fabrizio Pucci
Un Livorno di marmo per volare

A Carrara attenzione all’ex “Ciccio” Tavano e alle alchimie tattiche di Silvio Baldini

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LIVORNO. Più duro del marmo. Più determinato di sempre. Il Livorno che questa mattina imbocca l’A12 con destinazione Carrara ha sulla racchetta una palla break.

Domenica scorsa il vantaggio sul Pisa si è dilatato, ma l’aumento del distacco è stato solo apparente perché in media inglese non è cambiato nulla: vittoria casalinga per gli amaranto e pari esterno per i nerazzurri. Se però oggi dovesse arrivare il blitz in casa degli Azzurri, quei sette o più punti di vantaggio – in attesa del risultato del Pisa impegnato con il rognoso Arezzo – sarebbero più reali e meno virtuali.

Il calcolo giusto, corretto e definitivo lo faremo la prossima settimana quando noi giocheremo all’Ardenza con il Piacenza e i cugini osserveranno il loro turno di riposo. Tutto questo senza contare che nemmeno il Siena oggi avrà vita facile proprio al “Garilli” con gli Emiliani. Nemmeno il Livorno troverà tappeti rossi al suo passaggio a Carrara, ma ha dalla sua parte più di un fattore che lo spinge.

AVANTI TUTTA. Il primo, oggettivo, è la forza della squadra. La Carrarese, che se la giocherà a specchio con un insidioso 4-2-3-1 è una buonissima squadra, allenata da un tecnico capace ed esperto come Silvio Baldini, vecchio bucaniere e antico mentore di Sottil ai tempi di Catania. L’allievo conta di fare lo sgambetto al maestro perché il valore tecnico di cui dispone è superiore a quello degli azzurri che davanti hanno Ciccio Tavano, ex tanto detestato quanto puntuale nel castigare il Livorno dopo i tre anni passati qui senza scaldare il cuore di nessuno malgrado la gragnuola di gol segnati in maglia amaranto. Il secondo motivo per credere nel successo è dato dallo stadio mobile. Saranno ottocento gli sportivi amaranto al seguito della squadra.

In pratica il Livorno giocherà in casa e se questo non assicura il successo, di certo garantisce ai giocatori una spinta unica. Il terzo fatto pro-Livorno è la tenuta psicologica del gruppo. Dopo il ko nel derby è arrivata una risposta di personalità con l’Arzachena e oggi bisogna continuare su quel solco. Testa sul manubrio, quindi e vietato volgere lo sguardo indietro. Preoccuparsi degli altri significa sciupare preziose energie mentali e dare un piccolo segnale di debolezza. Qui invece vogliamo continuare la fuga per la vittoria. Ed è bene che le inseguitrici se ne rendano conto in fretta. A cominciare da oggi.

FIOCCO ROSA. C’è un motivo in più per fare bene a Carrara. Ieri a Napoli è nata Eva, figlia di Michele Franco e della moglie Ornella.

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