Il Tirreno

Livorno

IL DOPO DERBY 

Sottil pronto a rialzarsi Perché a rincorrere sono sempre gli altri

Sottil pronto a rialzarsi Perché a rincorrere sono sempre gli altri

LIVORNO. Benedetta sia la Coppa Italia. Spesso considerata un male necessario, stavolta per il Livorno è la manna. Il motivo? Semplice. Costringe l'ambiente a voltare pagina e a mettersi alla spalle...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Benedetta sia la Coppa Italia. Spesso considerata un male necessario, stavolta per il Livorno è la manna. Il motivo? Semplice. Costringe l'ambiente a voltare pagina e a mettersi alla spalle la sconfitta nel derby. Quanto alla squadra, l'operazione di metabolizzazione dello scivolone dell'Arena Garibaldi è compito di Andrea Sottil, tecnico giovane ma abbastanza “scafato” da saper ricostruire in fretta il morale della truppa.

SCONFITTA SALUTARE. Può mai far bene il ko nel derby con i cugini? No. Eppure a questo giro il Livorno tutto sommato ha limitato i danni. Il motivo non sta solo nella classifica - cinque punti sugli eterni avversarsi che devono ancora riposare - ma anche nel modo in cui è maturata la sconfitta. Al netto degli episodi controversi, conviene rimarcare come il Livorno sebbene abbia espresso appena il 50% delle sue potenzialità, ha comunque fatto la partita in casa della squadra arcistrafavorita per il successo finale.

Non solo. In tutta onestà non è che il Pisa abbia impressionato. Abbiamo ardore agonistico, una difesa arcigna, ma anche parecchie palle lunghe e pedalare. Insomma. Gli amaranto hanno perso e sarebbe scorretto non ammettere che la sconfitta è sanguinosa, ma nel complesso possono ancora pensare positivo.

AVANTI CON CORAGGIO. Tra l'altro il primo stop in campionato può aver l'effetto di un bagno di umiltà che male non fa. L'aura di imbattibilità che genera un pizzico di supponenza è stata spazzata via con la secchiata d'acqua gelata nerazzurra. Ora si riparte. Con rabbia, certo, ma anche con la convinzione che i tanto declamati da Sottil margini di miglioramento non sono un concetto astratto, ma qualcosa di estremamente concreto e reale. Sì. Il Livorno può e deve far meglio. Rischiare qualcosa meno ed essere più incisivo là davanti. Lo sa l'allenatore. Ne sono consapevoli i giocatori e i dirigenti a cominciare da Spinelli che - in caso di necessità - a gennaio darà il placet per consolidare questa rosa che comunque ha dimostrato di essere ampiamente competitiva.

Quindi, Livorno: avanti con coraggio. Domenica arriva l'Arzachena. Tre punti contro i Sardi possono scacciare qualche piccolo pensiero negativo. Un successo nel prossimo turno rimetterà le cose a posto. Convinzione, solidità, gerarchie del campionato. E avrà l'effetto di una massiccia dose di cicatrene sulla ferita prodotta dal gol di Eusepi, dagli errori dell'arbitro e sul gestaccio di Gucher. Piccolezze. Sulle quali è meglio stendere un velo.

Fabrizio Pucci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web