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solidarietà
Il Livorno con Bottai: la sinergia regala il pulmino a una onlus
LIVORNO. Il Livorno, Lenny Bottai (tifoso storico amaranto e campione di boxe) e la sua società pugilistica Spes Fortitude. Nasce da questa sinergia un’idea che trasforma un gesto di solidarietà pro-a...
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LIVORNO. Il Livorno, Lenny Bottai (tifoso storico amaranto e campione di boxe) e la sua società pugilistica Spes Fortitude. Nasce da questa sinergia un’idea che trasforma un gesto di solidarietà pro-alluvionati in un effetto domino di donazioni per Livorno.
Bottai si è impegnato in varie situazioni ed è una delle persone colpite dalla recente alluvione, la protezione civile ha tolto l’abitabilità alla sua casa ed è stato costretto a trasferirsi. E il Livorno si è offerto di dare una mano a uno storico tifoso. Così è nata la sinergia che ha portato alla donazione di un pulmino da 9 posti alla Mediterrano Onlus, con la creazione di un posto di lavoro.
«Ho dato una mano per delle iniziative pro-alluvione - dice Bottai - la più recente è stata nella nostra palestra, dove abbiamo fatto l’asta per una maglia di Luci. Protti e Laudicino sapevano che ero uno dei colpiti dall’alluvione (circa 35mila euro di danni, ndr), ma non avevo comitato ed era difficile aiutarmi. Volevo evitare donazioni visto che la relazione tra me e il Livorno è stretta, allora - considerando che il Livorno aveva bisogno di acquistare un furgone da 9 posti per le giovanili - ho proposto che acquistassero quello: mi sarebbe servito per far cassa e svolgere i lavori a casa». E la sinergia è diventata ancora più stretta. «Il Livorno ha avuto una sponsorizzazione da una concessionaria, la quale ha donato i furgoni - aggiunge Bottai - ma la società, con Pecini, ha avuto l’idea di utilizzare i soldi per comprare il furgone e donarlo poi ad un’associazione sul territorio. È la Mediterraneo con la quale avevo anche un progetto: l’ente si occupa di salute mentale, attraverso lo sport aiutavamo ragazzi in cura nell’integrazione e nello svago. Sono davvero persone speciali che meritano. Così ho telefonato a un mio tesserato, lo psicologo dell’Asl Alessio Mini con cui feci quel progetto, e mi ha messo in contatto con Paolo Pini della Mediterraneo: oltre a dirmi che il mezzo era davvero necessario, visto che sono costretti a noleggiarlo costantemente, si sarebbe creato anche un posto di lavoro con l’assunzione di un autista. Appena l’ho detto a Protti, non abbiamo avuto dubbi».
«Non c’è niente di male nell’accettare soldi, tanto più quando si è nella mia situazione - chiude il pugile amaranto - ma a me, per struttura mentale e ideologica, piace sempre amplificare il raggio. Se ho la fortuna, anzi il privilegio, di avere chi mi aiuta, penso a espandere la cosa: non sempre è possibile, questo è ovvio, ma quando si può basta non guardare solo a se stessi».
Bottai si è impegnato in varie situazioni ed è una delle persone colpite dalla recente alluvione, la protezione civile ha tolto l’abitabilità alla sua casa ed è stato costretto a trasferirsi. E il Livorno si è offerto di dare una mano a uno storico tifoso. Così è nata la sinergia che ha portato alla donazione di un pulmino da 9 posti alla Mediterrano Onlus, con la creazione di un posto di lavoro.
«Ho dato una mano per delle iniziative pro-alluvione - dice Bottai - la più recente è stata nella nostra palestra, dove abbiamo fatto l’asta per una maglia di Luci. Protti e Laudicino sapevano che ero uno dei colpiti dall’alluvione (circa 35mila euro di danni, ndr), ma non avevo comitato ed era difficile aiutarmi. Volevo evitare donazioni visto che la relazione tra me e il Livorno è stretta, allora - considerando che il Livorno aveva bisogno di acquistare un furgone da 9 posti per le giovanili - ho proposto che acquistassero quello: mi sarebbe servito per far cassa e svolgere i lavori a casa». E la sinergia è diventata ancora più stretta. «Il Livorno ha avuto una sponsorizzazione da una concessionaria, la quale ha donato i furgoni - aggiunge Bottai - ma la società, con Pecini, ha avuto l’idea di utilizzare i soldi per comprare il furgone e donarlo poi ad un’associazione sul territorio. È la Mediterraneo con la quale avevo anche un progetto: l’ente si occupa di salute mentale, attraverso lo sport aiutavamo ragazzi in cura nell’integrazione e nello svago. Sono davvero persone speciali che meritano. Così ho telefonato a un mio tesserato, lo psicologo dell’Asl Alessio Mini con cui feci quel progetto, e mi ha messo in contatto con Paolo Pini della Mediterraneo: oltre a dirmi che il mezzo era davvero necessario, visto che sono costretti a noleggiarlo costantemente, si sarebbe creato anche un posto di lavoro con l’assunzione di un autista. Appena l’ho detto a Protti, non abbiamo avuto dubbi».
«Non c’è niente di male nell’accettare soldi, tanto più quando si è nella mia situazione - chiude il pugile amaranto - ma a me, per struttura mentale e ideologica, piace sempre amplificare il raggio. Se ho la fortuna, anzi il privilegio, di avere chi mi aiuta, penso a espandere la cosa: non sempre è possibile, questo è ovvio, ma quando si può basta non guardare solo a se stessi».
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