Il Tirreno

Livorno

serie c gold: oggi 

Pielle, un’altra big per il riscatto

La squadra di Mori a Firenze, il Don Bosco attende invece Empoli

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LIVORNO. Giocano entrambe stasera le livornesi della C Gold e per entrambe la strada sembra, almeno in partenza, non propriamente in discesa.

GRS SERVICES PIELLE. La squadra di Mori conclude stasera al PalaCoverciano di Firenze (inizio ore 18,30) il trittico di ferro che l’ha vista opposta alle tre squadre più forti del campionato, cioè le due retrocesse dalla serie B, Siena e appunto Firenze, e in mezzo la capolista imbattuta Lucca. Chiuderlo a mani vuote, questo tris di partite, non sarebbe stato un dramma se non fosse stato preceduto dalla inaspettata sconfitta interna con Agliana, ma tant’è. Dalla partita di stasera ci si aspetta però, al di là del risultato finale, un’inversione di tendenza. Sia contro Siena che contro Lucca, Toppo e compagni hanno giocato alla pari contro le più forti avversarie nella prima metà partita, salvo sparire dalla scena dopo l’intervallo lungo. L’esatto contrario di quanto fatto nelle prime 2 giornate quando la Pielle aveva vinto largo contro Castelfiorentino e Altopascio, venendo fuori con grande autorità dopo il riposo.

DON BOSCO. Un quarto d’ora più tardi (PalaMacchia, inizio ore 18,45) in campo anche il Don Bosco che attende la visita di Empoli, in teoria squadra abbordabile o comunque della stessa fascia dei rossoblù. Squadra anch’essa molto giovane, senza alcun over, con i galloni di capitano affidati a un 24enne (l’ex Lorenzo Fantoni) anche se il “vecchio” della squadra è, con i suoi 28 anni, l’ala Baroncelli, ottimo realizzatore e tiratore. Empoli vanta per ora un solo successo all’attivo ma, attenzione, ottenuto in trasferta sul non facile campo di Agliana. Ma a rendere complicatissima la situazione per Roberto Russo è l’ultima settimana, con quattro quinti del quintetto base a lungo a casa per acciacchi vari: si parla di Graziani, Creati, Orsini e Del Frate, al quale si è aggiunto anche il lungo Korsunov. E senza buoni allenamenti in settimana, poi giocare nel fine settimana è difficile. Ecco che il fulcro della partita si sposta dal piano tecnico a quello nervoso, della tenuta mentale. E qui, al di là di chi potrà scendere in campo e in quali condizioni, bisogna che i giovani del Don Bosco facciano un passo avanti, dandosi più continuità nell’arco dei 40 minuti e difendendo forte e duro dal primo all’ultimo minuto. (f.p.)

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