Il Tirreno

Livorno

Coloriamo la Piazza di amaranto

dI ALESSANDRO BERNINI
Coloriamo la Piazza di amaranto

Scontro al vertice a Siena (ore 20.30) ma il Livorno non sarà solo: 1400 tifosi al seguito

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Ci hanno sempre fatto un po’ paura queste trasferte. Entusiasmo, centinaia di tifosi al seguito, voglia di spaccare il mondo e poi... È la nostra storia, ce la teniamo nel cuore con gioie e dolori. Sennò non saremmo livornesi.

Eppure abbiamo ancora davanti agli occhi quel 3-2 di Pontedera, col mondo rovesciato in meno di un quarto d’ora e i 1300 in delirio. Un sogno. Un film. Quasi un segnale che forse qualcosa è cambiato. Che non sempre dobbiamo rovinarci il fegato proprio nel momento più bello.

Ecco perché ci affidiamo con orgoglio a questi ragazzi per una partita che vale tanto. Un esame di maturità? Per certi versi sì. Una partita spartiacque? Forse no, ma certo che se il Livorno dovesse vincere allora sai quante gambe che inizierebbero a tremare da altre parti...

Una cosa è certa. Il Livorno stasera avrà due risultati a disposizione. Se un po’ conosciamo Sottil, lui va a Siena per vincere perché abbiamo la sensazione che questo Livorno non sia squadra che può fare troppi calcoli: va per il massimo, e poi si vede. Ciò non toglie che pure un pareggio sarebbe risultato positivo, prezioso, una dimostrazione di solidità. Che oltretutto consentirebbe di mantenere la testa della classifica, il che non guasta mai.

Sarà battaglia, questo è sicuro. Perché Siena è storicamente un campaccio, perché loro devono rimediare dopo lo 0-3 di domenica scorsa, perché l’arrivo di 1500 tifosi regalerà comunque uno scatto d’orgoglio anche ai senesi. Il Livorno deve evitare di complicarsi la vita nel primo tempo, quando ha dimostrato di soffrire sempre un po’ di più: 4 volte su 10 partite è andato sotto, ha sempre rimontato ma non è che ogni volta si può tirare la corda. Non prendere gol è il primo diktat di giornata: se il buon Pulidori resta imbattuto, siamo a più di metà dell’opera.

Sottil va dritto col 4-3-3 ma pensa di spostare Murilo trequartista e riportare Valiani a sinistra, per il resto l’unico dubbio è in mezzo al campo tra le geometrie di Giandonato e i muscoli di Bruno.

L’adrenalina sale. Perché poi, per noi, giocare contro la Juve o contro il Siena cambia poco. L’amore è per la maglia. E se stasera la indossano 11 leoni, ci sarà da divertirsi.



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