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La più brutta sconfitta di Mori Se le Triglie non mordono è dura
LIVORNO. Non è esagerato definirla la più brutta sconfitta della squadra di Marco Mori da che lui ne è al timone. Analizzando le statistiche, passate balza all'occhio che non è certo la prima volta...
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LIVORNO. Non è esagerato definirla la più brutta sconfitta della squadra di Marco Mori da che lui ne è al timone. Analizzando le statistiche, passate balza all'occhio che non è certo la prima volta che gli è capitato di tornare a casa senza il referto rosa tra le mani, ma, così a memoria, si ricorda una sola sconfitta oltre i 10 punti di margine, quella di Altopascio dell'ultima giornata di regular season del campionato scorso, peraltro del tutto ininfluente.
Perché la Pielle lottava sempre e comunque, con la bava alla bocca e fino all'ultimissimo pallone. E quando non è riuscita a fare canestro ha sempre cercato, storicamente, di non farlo fare nemmeno agli altri, mentre a Siena invece i padroni di casa hanno avuto percentuali quasi stellari a tacere delle 29 (!) palle perse.
Le assenze. Pesanti, nessuno lo nega. La mancanza di Buzzo e di Massoli ha sicuramente privato l'attacco di qualche alternativa in più. Quanto a quella di Sidoti è una questione di scelte: Mori preferisce premiare la quantità e la qualità degli allenamenti e la sua scelta è insindacabile. Dentro Venditti, dunque. Ma è un fatto che Toppo sembri più a suo agio quando può stare il più possibile vicino al ferro e che il buon Nello, grande persona, uomo spogliatoio, leader nato ma attaccante modesto abbia portato 3 punti (1 su 7) in 31’, meno di un punto ogni 10’ giocati. Nessuna squadra, in quel ruolo, può permettersi questo. E ora resettare, alla svelta. Sabato sera arriva la capolista imbattuta Lucca. Ci vorrà un'altra PL. Quella delle prime due giornate potrebbe andar bene. (f.p.)
Perché la Pielle lottava sempre e comunque, con la bava alla bocca e fino all'ultimissimo pallone. E quando non è riuscita a fare canestro ha sempre cercato, storicamente, di non farlo fare nemmeno agli altri, mentre a Siena invece i padroni di casa hanno avuto percentuali quasi stellari a tacere delle 29 (!) palle perse.
Le assenze. Pesanti, nessuno lo nega. La mancanza di Buzzo e di Massoli ha sicuramente privato l'attacco di qualche alternativa in più. Quanto a quella di Sidoti è una questione di scelte: Mori preferisce premiare la quantità e la qualità degli allenamenti e la sua scelta è insindacabile. Dentro Venditti, dunque. Ma è un fatto che Toppo sembri più a suo agio quando può stare il più possibile vicino al ferro e che il buon Nello, grande persona, uomo spogliatoio, leader nato ma attaccante modesto abbia portato 3 punti (1 su 7) in 31’, meno di un punto ogni 10’ giocati. Nessuna squadra, in quel ruolo, può permettersi questo. E ora resettare, alla svelta. Sabato sera arriva la capolista imbattuta Lucca. Ci vorrà un'altra PL. Quella delle prime due giornate potrebbe andar bene. (f.p.)
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