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Livorno

Alex Doga spinge Morelli sulla fascia «Forte e ama la maglia: il futuro è suo»

di Nicolò Cecioni
Alex Doga spinge Morelli sulla fascia «Forte e ama la maglia: il futuro è suo»

LIVORNO. Un tempo c'era Doga sulla fascia a far emozionare i tifosi, e il piccolo Gabriele Morelli gioiva sugli spalti. Oggi i ruoli si sono invertiti e su quella fascia ci corre «Beghi», mentre Alex...

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LIVORNO. Un tempo c'era Doga sulla fascia a far emozionare i tifosi, e il piccolo Gabriele Morelli gioiva sugli spalti. Oggi i ruoli si sono invertiti e su quella fascia ci corre «Beghi», mentre Alex è in tribuna. È il segno inesorabile del tempo che scorre. Uno ci ha regalato un grandissimo passato, all'altro sono affidate le speranze per un altrettanto esaltante futuro.

«Gabriele – spiega Doga – l'ho visto crescere e sono convinto che può essere l'arma in più di questo Livorno. L'ho avuto quando allenavo gli Allievi e lo conosco bene. E vi assicuro che ancora non ha messo in mostra tutte le sue potenzialità».

Domenica, soprattutto nel secondo tempo, ha giocato un match ad alta intensità. «Certo, sono soddisfatto della sua prova. Ma ancora lo avete visto al suo 70 per cento. Ha un enorme margine di miglioramento perché alterna folate da giocatore di qualità sopraffina a momenti in cui si eclissa. Niente di grave, capita a tutti. Soprattutto alla sua età. È sempre un po' inesperto e soprattutto non si conosce ancora abbastanza. Questa cosa gli impedisce di sfruttare le due doti in pieno, ma sappiate che la sua macchina ha dei motori che vanno molto forte».

E Morelli ha tutto il tempo per imparare a guidare quei motori. Ha 21anni, una carriera davanti e alle spalle una città che gli vuole bene. «È del '96 ma ha già la testa sulle spalle. Può costruire qualcosa di importante nella squadra della sua città. Avere in rosa un ragazzo che è cresciuto nel settore giovanile e che tifa per questi colori è un valore aggiunto. Magari non è facile riuscire a gestire la pressione, ma lui è bravo e sono convinto che ce la farà».

“Beghi! è un livornese doc, uno che n nel momento del bisogno, non si è tirato indietro, andando a spalare il fango per aiutare le famiglie alluvionate. Un senso di appartenenza che in squadra hanno in molti, visto che diversi sono partiti dalle giovanili. L'ultimo, in ordine temporale, è il portierino Pulidori. «Tutti, domenica, hanno giocato un'ottima partita. Questa squadra sa attendere il momento giusto per punire l'avversario. Deve riuscire a scardinare la difesa e quando lo fa, diventa devastante perché se si aprono gli spazi gli esterni si esaltano e diventano imprendibili. Forse è per questo che giochiamo meglio in trasferta, quando le altre squadre cercano di fare la partita».

A proposito di trasferte, tra meno di un mese tornerà il derby e Doga è uno degli ultimi ad aver segnato all'Arena con la maglia amaranto addosso. «La tragedia che ha colpito Livorno ha riportato tutto a un livello proporzionato, con i pisani che sono venuti in soccorso alla città. Ma la rivalità e il campanilismo è giusto che rimangano. Sarà una partita difficile, ma in questo momento il Livorno è la squadra da battere. Vedremo un derby accesissimo».

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