Il Tirreno

Livorno

Scontri diretti e derby dopo il Pro Piacenza due mesi di fuoco

di Fabrizio Pucci
Scontri diretti e derby dopo il Pro Piacenza due mesi di fuoco

La sfida di domenica da trampolino per il ciclo di ferro Sottil aspetta le big per avere risposte dopo un inizio super

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nel mezzo del cammin del girone d’andata è utile volgere lo sguardo indietro per contemplare la bellezza di un ruolino di marcia da primato e anche in avanti per valutare che cosa c’è all’orizzonte. Il primo scoglio si chiama Pro Piacenza. Neanche il più ingenuo e ottimista dei tifosi si sogna di sottovalutare la squadra emiliana. Dopo tutto questo solido Livorno – nelle pieghe di un percorso quasi perfetto – non appena si è cullato sugli allori è stato uccellato da avversari dalla cifra tecnica inferiore. Per cui – come ha spesso ribadito Igor Protti – anche domenica serviranno cuore caldo e testa fredda anche perché il confronto con i rossoneri è una specie di trampolino. Anzi. È proprio il trampolino dal quale il Livorno si tufferà in acque procellose.

NOVEMBRE DI FERRO. E allora torniamo al famoso sguardo vòlto verso l’orizzonte e scrutiamo il dopo-Pro Piacenza. Nell’ordine gli amaranto giocheranno con Siena (fuori), Viterbese all’Ardenza, Monza in trasferta, Olbia qui e Pisa all’Arena Garibaldi. Si capisce al volo senza dover fornire ulteriori spiegazioni che quello appena passato in rassegna è un trenino di avversarie dai vagoni potenzialmente esplosivi e quindi da maneggiare con estrema cautela.

Non solo. Come elemento disturbo, come se non fosse sufficiente la qualità delle squadre da affrontare, tra la partita con l’Olbia e il superderby con i cugini nerazzurri il calendario propone la gara di Coppa Italia con l’Arezzo, altra squadra per nulla malleabile. Di certo nella sfida con gli amaranto di Pavanel, nel Livorno sarà praticato un massiccio turnover, ma c’è da scommettere che Sottil avrebbe fatto volentieri a meno di questo impegno nella settimana che precede la partita di Pisa.

ASSALTO DA SINISTRA. E chi lo dice che la sinistra si è dispersa in mille e più rivoli? Guardate il calendario del Livorno. Nelle prime nove partite del girone di andata ha affrontato solo ed esclusivamente squadre della parte meno nobile della classifica. Nelle altre otto – Pro Piacenza escluso – gli amaranto devono vedersela con avversarie che abitano nella parte sinistra della classifica. Se trattassimo di politica e non di pallone, diremmo quasi che l’Armata Rossa punta sull’Ardenza.

Dopo il treno di novembre, infatti, la parte ascendente del torneo del Livorno si chiuderà con squadre in salute: la sorprendente Arzachena, le bella Carrarese vista fino ad ora e il sempre temibile Piacenza. Insomma. Da qui a Natale ci sarà da combattere in modo baldo e fiero contro tutto e contro tutti.

TEMPERATURA AMARANTO. Al netto delle sensazioni prodotte dalla sola, superficiale presa in visione del calendario passato, presente e futuro, è chiaro come il sole che nei prossimi quarantacinque giorni capiremo davvero di che pasta è fatto il Livorno. Come dicono i tifosi con i capelli bianchi, “misureremo la febbre agli amaranto”.

Fino a questo momento i ragazzi di Sottil hanno dimostrato di essere solidi, di avere talento e determinazione. Di essere in grado di superare qualsiasi ostacolo. Nei fatti hanno trovato difficoltà solo quando se le sono andate a cercare con pericolosi cali di concentrazione. Hanno sofferto solo domenica scorsa con la Giana Erminio. Per il resto percorso netto anche e soprattutto come atteggiamento.

Ora però, con la Pro Piacenza, ci apprestiamo ad entrare in un’altra fase. Di certo non decisiva visto che siamo appena in autunno, ma più calda e pericolosa nella quale ci sarà poco da scherzare o gigioneggiare. Signori. Come dice Sottil: «Indossiamo la tuta degli operai e andiamo a combattere». Coraggio Livorno. Sono gli altri che devono aver paura di te.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web