Gioco
LA VITTORIA IL CAPPELLINO E IL “RI’OVERO”
DI LEONARDO LUBRANI
La partita con la Giana doveva essere alla portata. E invece non è stata per niente una passeggiata. Che non sarebbe stata una domenica tranquilla l'ho capito appena ho messo piede in gradinata: il...
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La partita con la Giana doveva essere alla portata. E invece non è stata per niente una passeggiata. Che non sarebbe stata una domenica tranquilla l'ho capito appena ho messo piede in gradinata: il libeccio mi ha fatto volare via per due volte il cappellino del Livorno e quello mi è parso un brutto presagio. Nel primo tempo, poi quel vento, la squadra lo aveva contro e si è visto bene perché siamo stati sempre in difficoltà. La partita nella partita, però è quella degli sportivi della gradinata. Al gol della Giana due signori di una certa età hanno commentato: “Hai visto Mario in che stato siamo?” e l'altro pronto: “De siamo da riovero”. Per fortuna nel secondo tempo la squadra si è svegliata. Il mio cappellino non è più volato via, i nonni accanto a me si sono rasserenati e dopo lo spavento della traversa colpita dagli avversari siamo saltati addosso alla partita con Murilo che mi ha diventare matto perché non deve essere facile entrare e segnare tutte le volte. Non è stata una bella partita, ma era importante prenderci i tre punti e lo abbiamo fatto. In barba a Giana e anche a Erminio. Forza Livorno, vai avanti così che quest'anno ci divertiamo.
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