Gioco
«Il primo posto ci esalta io voglio restare lassù»
di Andrea Masini
Sottil e il calendario: «Ora 3 partite in casa su 4, battiamo il ferro finché è caldo» E prepara le trappole per l’Arezzo: «Squadra esperta, ma dobbiamo batterla»
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LIVORNO. Vincere aiuta a vincere. Figuriamoci poi nel modo in cui il Livorno lo ha fatto a Pontedera: 3 gol in 9 minuti triplicano l’autostima, incendiano il cuore ed hanno permesso agli amaranto di proteggere il primato in classifica.
Una leadership preziosa, che è stata mantenuta anche durante il turno infrasettimanale con Mazzoni e compagni comodi sul divano e con la testa già rivolta al derby con l’Arezzo.
Mister, che tipo di clima si respira all’interno dello spogliatoio?
«Sereno. C’è l’atmosfera giusta per lavorare bene. I ragazzi s’impegnano al massimo, sono tutti partecipi e questo è un aspetto fondamentale nella costruzione del gruppo».
La classifica ora conta il giusto, ma vedere il Livorno lassù fa un bell’effetto…
«Siamo appena all’ottava di campionato, ma vi garantisco che nella testa dei giocatori il primo posto incide eccome sugli stimoli e la determinazione da mettere in campo. Tutte le domeniche in palio ci sono tre punti e quelli devono essere il nostro obiettivo».
Il sintetico di Pontedera ha creato problemi a livello fisico?
«Tutto nella norma, solo martedì qualcuno ha fatto differenziato».
A Pontedera il Livorno è stato sotto per 75 minuti. Poi le tre fiammate di Murilo e i tre punti. Insomma, non è andato tutto liscio. Come se lo spiega?
«Da parte nostra non abbiamo capitalizzato diverse occasioni, mentre il Pontedera ha sfruttato a dovere gli episodi. Forse è mancata un po’ di cattiveria dentro l’area, aspetto sul quale ho focalizzato l’attenzione perché l’Arezzo vanta attaccanti esperti e di ottima qualità. Detto ciò, per marciare forte si devono capire gli errori e correggerli, oltre ad essere più cinici sotto porta».
Il Livorno giocherà tre delle prossime quattro partite al Picchi. È questo il momento di premere sull’acceleratore?
«Il ferro va battuto finché è caldo. Stiamo entrando nel vivo del girone di andata, anche se poi qualunque sfida fa storia a sé e va affrontata come se fosse quella decisiva».
Bruno è recuperato?
«Alessandro sta bene ed è a disposizione. Ovvio che non ha i novanta minuti nelle gambe e dovrà riprendere confidenza con il ritmo partita, ma riaverlo nel mazzo è un aspetto di non poco conto».
E Murilo? Si è guadagnato una chance dal primo minuto?
«Questi ragazzi mi rendono la vita difficile (ride, ndr). Scioglierò le ultime riserve domenica alle 18, ma non sapete quanto è bello per un allenatore avere l’imbarazzo della scelta. Fino ad oggi Murilo ha dato di più subentrando, ma è anche vero che tre gol nessuno li fa per caso. Quindi chissà…».
Vantaggiato o Montini?
«Altro grattacapo: Daniele, lo ripeto, è un giocatore di valore assoluto per la categoria, stiamo cercando di portarlo al top della condizione e adesso – finalmente – si è pure tolto la maschera. Montini scalpita, senza dimenticare Ponce…».
Si è aspetta un Arezzo guardingo, oppure votato all’attacco?
«Col cambio di allenatore, l’Arezzo ha ritrovato fiducia e brio. È una squadra viva, organizzata e con tanta qualità non solo nei piedi di Moscardelli, Cellini e De Feudis. Abbiamo grande rispetto, ma il Livorno ha le carte in regola per battere qualsiasi tipo di atteggiamento che mostrerà l’Arezzo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una leadership preziosa, che è stata mantenuta anche durante il turno infrasettimanale con Mazzoni e compagni comodi sul divano e con la testa già rivolta al derby con l’Arezzo.
Mister, che tipo di clima si respira all’interno dello spogliatoio?
«Sereno. C’è l’atmosfera giusta per lavorare bene. I ragazzi s’impegnano al massimo, sono tutti partecipi e questo è un aspetto fondamentale nella costruzione del gruppo».
La classifica ora conta il giusto, ma vedere il Livorno lassù fa un bell’effetto…
«Siamo appena all’ottava di campionato, ma vi garantisco che nella testa dei giocatori il primo posto incide eccome sugli stimoli e la determinazione da mettere in campo. Tutte le domeniche in palio ci sono tre punti e quelli devono essere il nostro obiettivo».
Il sintetico di Pontedera ha creato problemi a livello fisico?
«Tutto nella norma, solo martedì qualcuno ha fatto differenziato».
A Pontedera il Livorno è stato sotto per 75 minuti. Poi le tre fiammate di Murilo e i tre punti. Insomma, non è andato tutto liscio. Come se lo spiega?
«Da parte nostra non abbiamo capitalizzato diverse occasioni, mentre il Pontedera ha sfruttato a dovere gli episodi. Forse è mancata un po’ di cattiveria dentro l’area, aspetto sul quale ho focalizzato l’attenzione perché l’Arezzo vanta attaccanti esperti e di ottima qualità. Detto ciò, per marciare forte si devono capire gli errori e correggerli, oltre ad essere più cinici sotto porta».
Il Livorno giocherà tre delle prossime quattro partite al Picchi. È questo il momento di premere sull’acceleratore?
«Il ferro va battuto finché è caldo. Stiamo entrando nel vivo del girone di andata, anche se poi qualunque sfida fa storia a sé e va affrontata come se fosse quella decisiva».
Bruno è recuperato?
«Alessandro sta bene ed è a disposizione. Ovvio che non ha i novanta minuti nelle gambe e dovrà riprendere confidenza con il ritmo partita, ma riaverlo nel mazzo è un aspetto di non poco conto».
E Murilo? Si è guadagnato una chance dal primo minuto?
«Questi ragazzi mi rendono la vita difficile (ride, ndr). Scioglierò le ultime riserve domenica alle 18, ma non sapete quanto è bello per un allenatore avere l’imbarazzo della scelta. Fino ad oggi Murilo ha dato di più subentrando, ma è anche vero che tre gol nessuno li fa per caso. Quindi chissà…».
Vantaggiato o Montini?
«Altro grattacapo: Daniele, lo ripeto, è un giocatore di valore assoluto per la categoria, stiamo cercando di portarlo al top della condizione e adesso – finalmente – si è pure tolto la maschera. Montini scalpita, senza dimenticare Ponce…».
Si è aspetta un Arezzo guardingo, oppure votato all’attacco?
«Col cambio di allenatore, l’Arezzo ha ritrovato fiducia e brio. È una squadra viva, organizzata e con tanta qualità non solo nei piedi di Moscardelli, Cellini e De Feudis. Abbiamo grande rispetto, ma il Livorno ha le carte in regola per battere qualsiasi tipo di atteggiamento che mostrerà l’Arezzo».
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