Gioco
«Le favorite sono altre, ma occhio alla mia PL»
di Francesco Parducci
Basket. Nel prossimo weekend parte il campionato di C Gold, coach Marco Mori fa le carte al torneo
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LIVORNO. Ormai pochissimi giorni all'inizio del campionato di C Gold. È quindi il momento della rituale intervista precampionato a Marco Mori, coach di una Pielle chiamata a ripetere il miracolo della scorsa stagione.
Coach Mori, un buon precampionato, con la qualificazione alle Final Four di Coppa e la vittoria nel “Città di Livorno”.
«Onestamente per quanto riguarda la Coppa devo dire che altri gironi erano più difficili . A volte abbiamo giocato partite a due facce, venendo fuori solo nella seconda parte. Comunque quella contro Don Bosco nella finale del Città di Livorno e quella contro S,Vincenzo nei quarti di Coppa sono state due buone partite, anche perché atleticamente siamo ancora un po' indietro e qualche problema fisico con Capobianchi, Venditti e Sidoti c'è già stato».
In molti dicono che il girone, quest'anno, è più duro del precedente.
«Probabilmente è così. Al di là del fatto che Pino Firenze e, ancora di più, Virtus Siena sembrano un gradino sopra le altre, non si riescono a vedere squadre già fin d'ora destinate ai quartieri bassi della classifica. Dopo le due che ho citato c'è un gruppo di squadre, nel quale spero che potremo entrare anche noi: Lucca, Castelfiorentino, Valdisieve, Agliana, Altopascio. Altre magari si aggiungeranno in corsa»
È stato difficile inserire un professionista come Toppo in una squadra di ragazzi che giocano gratis, per il puro spirito di giocare?
«No, perché Fiorello è una persona speciale. Lui sa che nessuno gli ha mai regalato nulla, che i risultati li ha ottenuti solo con il lavoro. Non sottovaluta nessuno, nemmeno quando c'è stato da giocare contro squadre di serie D. La mattina continua a lavorare sulla parte fisica, perché sa che a 37 anni questa è la strada per continuare a essere il giocatore che è. Credo che abbia ancora ulteriori margini di miglioramento».
Poi c'è questa novità del cambio del campo di gara...
«Siamo consapevoli che qualcosa perderemo, quanto a fattore campo. Ma in un'ottica di crescita era un passo che dovevamo fare. Ci alleniamo al PalaMacchia due volte a settimana, speriamo che bastino».
Brucia ancora quello 0-3 nella finale promozione?
«Sinceramente un po' sì. Ma sopratutto perché non siamo riusciti a essere noi stessi, a fare tutto quello che avevamo fatto per tutto l'anno, specialmente in gara1. Dopo hanno deciso gli episodi. Ma ora si volta pagina».
Coach Mori, un buon precampionato, con la qualificazione alle Final Four di Coppa e la vittoria nel “Città di Livorno”.
«Onestamente per quanto riguarda la Coppa devo dire che altri gironi erano più difficili . A volte abbiamo giocato partite a due facce, venendo fuori solo nella seconda parte. Comunque quella contro Don Bosco nella finale del Città di Livorno e quella contro S,Vincenzo nei quarti di Coppa sono state due buone partite, anche perché atleticamente siamo ancora un po' indietro e qualche problema fisico con Capobianchi, Venditti e Sidoti c'è già stato».
In molti dicono che il girone, quest'anno, è più duro del precedente.
«Probabilmente è così. Al di là del fatto che Pino Firenze e, ancora di più, Virtus Siena sembrano un gradino sopra le altre, non si riescono a vedere squadre già fin d'ora destinate ai quartieri bassi della classifica. Dopo le due che ho citato c'è un gruppo di squadre, nel quale spero che potremo entrare anche noi: Lucca, Castelfiorentino, Valdisieve, Agliana, Altopascio. Altre magari si aggiungeranno in corsa»
È stato difficile inserire un professionista come Toppo in una squadra di ragazzi che giocano gratis, per il puro spirito di giocare?
«No, perché Fiorello è una persona speciale. Lui sa che nessuno gli ha mai regalato nulla, che i risultati li ha ottenuti solo con il lavoro. Non sottovaluta nessuno, nemmeno quando c'è stato da giocare contro squadre di serie D. La mattina continua a lavorare sulla parte fisica, perché sa che a 37 anni questa è la strada per continuare a essere il giocatore che è. Credo che abbia ancora ulteriori margini di miglioramento».
Poi c'è questa novità del cambio del campo di gara...
«Siamo consapevoli che qualcosa perderemo, quanto a fattore campo. Ma in un'ottica di crescita era un passo che dovevamo fare. Ci alleniamo al PalaMacchia due volte a settimana, speriamo che bastino».
Brucia ancora quello 0-3 nella finale promozione?
«Sinceramente un po' sì. Ma sopratutto perché non siamo riusciti a essere noi stessi, a fare tutto quello che avevamo fatto per tutto l'anno, specialmente in gara1. Dopo hanno deciso gli episodi. Ma ora si volta pagina».
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