Il Tirreno

Livorno

La stellina europea: Santini è di bronzo ai campionati Junior

di Mario Orsini
La stellina europea: Santini è di bronzo ai campionati Junior

Livorno, stupendo terzo posto per il sedicenne della Boxe Salvemini: «Grande gioia, anche se in semifinale meritavo di più»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Una stupenda medaglia di bronzo al collo, il sorriso dipinto sulle labbra e la consapevolezza di aver meritato qualcosa di più. Massimo Emanuele Santini, ai campionati europei di pugilato Junior di Albena, sulle rive bulgare del mar Nero, ha scritto a caratteri cubitali il proprio nome nell’albo d’oro nella categoria al limite dei 52 Kg.

Ed è stato l’unico, dei dodici boxer della pattuglia azzurra, insieme al siciliano Mattias Zdrinca, a portare a casa una medaglia di bronzo che, nel suo caso, avrebbe potuto tranquillamente essere d’oro o d’argento. Basta ascoltarlo: «In semifinale, contro l’irlandese Clancy, non meritavo di perdere. Il verdetto dei giudici mi ha lasciato di stucco. Secondo me avevo vinto in maniera netta le prime due riprese e nella terza, pur essendo un po’ calato per la stanchezza, mi ero difeso tutto sommato sufficientemente bene».

Ma si sa come vanno le cose in questo sport, specialmente a livello internazionale, quando onore e merito fanno spesso a pugni con i verdetti. Per capire che qualcosa non ha funzionato nel verso giusto, non solo nei suoi riguardi, aggiunge: «In finale poi l’irlandese Clancy ha perso con il russo Boris Kaibien. Un verdetto anche in questo caso non veritiero, duramente contestato dal numeroso pubblico, in larga parte neutrale, presente a bordo ring».

A non digerire la sconfitta di Massimo Emanuele in semifinale è stato anche l’Head Coach azzurro Giulio Coletta: «Quello di Santini è stato un match molto più equilibrato di quanto dica il punteggio. I quattro 30-27 per Clancy non ci stanno mai nella vita. Sono soddisfatto di quanto ha fatto il ragazzo. Anche il 5-0, con cui è stato sconfitto Zdrinca, mi lascia perplesso, perché il nostro pugile ha mantenuto un ottimo ritmo per tutto il match e il suo avversario bulgaro avrà messo a segno al massimo tre colpi».

Massimo Emanuele, 16 anni il prossimo 16 novembre si era presentato in forma smagliante all’appuntamento bulgaro e negli ottavi e nei quarti aveva strapazzato, in maniera netta (doppio 5-0) prima l’ungherese Fekete e poi l’idolo di casa Dzhurov ed era volato a vele spiegate in semifinale.

Contento della nuova medaglia di bronzo europea - la terza targata Livorno Boxe Salvemini in un quinquennio - il suo maestro Donato Salvemini: «Massimo Emanuele avrebbe meritato di più. Nonostante questo la medaglia di bronzo è uno splendido risultato che va ad arricchire la nostra bacheca, nella quale brillavano già quelle conquistate, nella categoria Junior, nel 2013 a Anapa in Russia da Filippo Gressani e nel 2015 ad Assisi, da Matilde Cammarota». Poi un flash sul futuro prossimo Massimo Emanuele: «È stato bravissimo, adesso però, deve riposare, godersi la sua medaglia e vivere la sua adolescenza in santa pace. Per questo non lo farò partecipare ai prossimi campionati italiani che questa settimana inizieranno con le selezioni regionali».

Ad attendere martedì sera Massimo Emanuele, all’aeroporto di Fiumicino c’erano mamma Federica e babbo Matteo, felici come una pasqua di riabbracciare e di riportare nel suo nido familiare il loro adorato “cucciolo”. Ma felice di tornare a casa è stato anche lui: «Non vedo l’ora di andare a scuola e stare insieme ai miei compagni. Quest’anno frequento la classe terza H, nell’indirizzo Servizi Commerciali al Colombo». A chi dedichi questa medaglia di bronzo? «Alla mia adorabile sorellina Ginevra di quattro anni, ai miei genitori e ai nonni Cinzia e Manrico e alle mie zie: Eleonora, Cristina, Saihyo e a zio Alfredo. Inoltre al mio maestro e preparatore atletico Donato Salvemini e a tutto lo staff della Livorno Boxe Salvemini. Lo ringrazio di cuore per avermi preparato per affrontare i maniera ottimale questi campionati europei».

L’ultima doverosa considerazione in proiezione futura è nelle parole profetiche che ci disse sul ragazzo il grandissimo Franco Nenci in tempi non sospetti: «Santini è un talento genuino. In lui rivedo me stesso da giovane». E Nenci (classe 1935) lo ricordiamo per i pochi che non lo conoscono, è stato l’unico livornese ad aver conquistato una medaglia olimpica (Melbourne 1956).

Inoltre ha guidato come maestro la nazionale azzurra, anche a Seul 1988 e, come pugile professionista ha collezionato tante belle vittorie sui ring di mezzo mondo. Insomma è uno che di pugili se n’intende. E si è visto anche questa volta….
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web