Gioco
La prima volta di Mattia Montini «Siamo una squadra con 24 titolari»
LIVORNO. Mente fredda, piede caldo. Mattia Montini si è presentato così sul dischetto per battere il rigore che ha chiuso il match con la Pistoiese. «È importante – ha spiegato il giovane bomber...
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LIVORNO. Mente fredda, piede caldo. Mattia Montini si è presentato così sul dischetto per battere il rigore che ha chiuso il match con la Pistoiese. «È importante – ha spiegato il giovane bomber – presentarsi sul dischetto determinati e convinti. Non conta chi ci va, basta che la palla entri dentro». Però quella palla pesava tantissimo. «La responsabilità in effetti era parecchia, ma non ho avuto per niente paura. Questo è il mio mestiere, perciò devo affrontare quel tipo di momenti con la dovuta leggerezza, ma anche con la massima concentrazione».
Giusto. Anche perché i rigori li sbagliano solo quelli che hanno il coraggio di tirarli. Se poi quel venticinquenne è anche un ragazzo umile, con i piedi per terra e che ha scelto Livorno per fare il salto di qualità, allora tanto meglio. «Non è che ci sono delle vere e proprie gerarchie per chi deve battere i calci di rigore. Domenica sera è capitato a me, ringrazio il mister e i ragazzi che mi hanno dato fiducia».
Mattia Montini è arrivato a fine mercato, come sostituto di Piergiuseppe Maritato, che ha scelto di andar via. E in neanche un mese di amaranto, si è già ambientato alla grande. «Nello spogliatoio ci sono delle gerarchie stabilite dal passato. È giusto che sia così ed è una cosa determinata anche dalla condizione fisica. Io sono arrivato tardi e devo ancora un po' inserirmi, anche se ho lavorato tanto. Devo sempre stare sul pezzo, perché il campionato è lungo e le cinque sostituzioni sono un'arma in più da sfruttare. L'occasione, perciò, può arrivare a tutti».
Ecco, appunto. Quest'anno avere una panchina lunga è senza dubbio un fattore positivo, che Sottil sta tenendo in considerazione . «Il Livorno ha 24 titolari. Dobbiamo allenarci tutti al massimo per arrivare pronti alla partita. Anzi, faccio un appello a chi per il momento ha avuto poco spazio: non abbattiamoci perché siamo un gruppo veramente forte. Il mister ha bisogno di tutti noi, perché per raggiungere l'obiettivo finale è fondamentale il contributo di chi viene dalla panchina».
Nicolò Cecioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Giusto. Anche perché i rigori li sbagliano solo quelli che hanno il coraggio di tirarli. Se poi quel venticinquenne è anche un ragazzo umile, con i piedi per terra e che ha scelto Livorno per fare il salto di qualità, allora tanto meglio. «Non è che ci sono delle vere e proprie gerarchie per chi deve battere i calci di rigore. Domenica sera è capitato a me, ringrazio il mister e i ragazzi che mi hanno dato fiducia».
Mattia Montini è arrivato a fine mercato, come sostituto di Piergiuseppe Maritato, che ha scelto di andar via. E in neanche un mese di amaranto, si è già ambientato alla grande. «Nello spogliatoio ci sono delle gerarchie stabilite dal passato. È giusto che sia così ed è una cosa determinata anche dalla condizione fisica. Io sono arrivato tardi e devo ancora un po' inserirmi, anche se ho lavorato tanto. Devo sempre stare sul pezzo, perché il campionato è lungo e le cinque sostituzioni sono un'arma in più da sfruttare. L'occasione, perciò, può arrivare a tutti».
Ecco, appunto. Quest'anno avere una panchina lunga è senza dubbio un fattore positivo, che Sottil sta tenendo in considerazione . «Il Livorno ha 24 titolari. Dobbiamo allenarci tutti al massimo per arrivare pronti alla partita. Anzi, faccio un appello a chi per il momento ha avuto poco spazio: non abbattiamoci perché siamo un gruppo veramente forte. Il mister ha bisogno di tutti noi, perché per raggiungere l'obiettivo finale è fondamentale il contributo di chi viene dalla panchina».
Nicolò Cecioni
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