Gioco
dal 2007 sempre titolare in prima squadra
Cacciò-Picchi, dieci anni di amore
Il capitano premiato dalla società: «Qui un pezzo della mia vita»
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LIVORNO. Dieci anni di militanza nell’Armando Picchi. Per questo motivo Christian Cacciò, difensore e capitano dei biancoamaranto, ha ricevuto una targa dalla società appena prima del fischio d’inizio del derby di Coppa vinto per 1-0 contro la Pro Livorno Sorgenti. «Non ne sapevo niente, è stata una sorpresa – commenta Christian -, ringrazio la società per questo bel pensiero».
Un sorso di emozioni e poi testa e corpo sul campo, sempre lì a guidare la retroguardia per l’esordio ufficiale nella stagione 2017/18. Un gol di Cutroneo ha permesso al Picchi di portare a casa l’intera posta in palio e prendere subito il comando del girone a tre di cui fa parte anche l’Atletico Etruria. Che gara è stata? «È stata una partita bella e tosta. Credo che abbiamo affrontato una delle squadre più attrezzate del nostro campionato (il girone C di Promozione, ndr). La Pro Livorno Sorgenti è partita forte nel primo tempo, poi abbiamo segnato noi e siamo stati bravi a gestire il vantaggio nel secondo tempo, resistendo alla pressione degli avversari. Alla fine il risultato ci ha dato ragione, ma il pareggio sarebbe stato più giusto per quanto visto in campo».
Analisi lucida del capitano, che adesso si gode il primo successo e domenica resterà in poltrona: il Picchi tornerà all’opera domenica 17 per la prima di campionato, in casa contro il San Quirico.
Christian Cacciò è arrivato all’Armando Picchi nel 2007 e ha sempre giocatori in Prima squadra, partendo dalla serie D. Classe 1989, abbina prestanza fisica a doti tecniche che gli hanno permesso di andare in doppia cifra nella passata stagione, qualificandosi come uno specialista sui calci da fermo. Ma che sapore hanno i 10 anni di militanza in biancoamaranto? «A parte che sto invecchiando – scherza Christian –, ci sono tanti bei ricordi che mi porto dentro da quando gioco nel Picchi. Soddisfazioni e delusioni, tante amicizie e tante belle persone che ho incontrato nel corso di questi dieci anni. Voglio ringraziarle tutte, dai compagni di squadra agli allenatori e, ovviamente, la società, con la quale ho instaurato un bel rapporto e non ho mai avuto un problema».
Ma c’è anche un ricordo tra i più belli da conservare. «La finale di Coppa Toscana giocata due anni fa a Firenze contro la Zenith Audax. Il risultato non ci dette ragione, ma fu comunque una bella esperienza».
(d.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Un sorso di emozioni e poi testa e corpo sul campo, sempre lì a guidare la retroguardia per l’esordio ufficiale nella stagione 2017/18. Un gol di Cutroneo ha permesso al Picchi di portare a casa l’intera posta in palio e prendere subito il comando del girone a tre di cui fa parte anche l’Atletico Etruria. Che gara è stata? «È stata una partita bella e tosta. Credo che abbiamo affrontato una delle squadre più attrezzate del nostro campionato (il girone C di Promozione, ndr). La Pro Livorno Sorgenti è partita forte nel primo tempo, poi abbiamo segnato noi e siamo stati bravi a gestire il vantaggio nel secondo tempo, resistendo alla pressione degli avversari. Alla fine il risultato ci ha dato ragione, ma il pareggio sarebbe stato più giusto per quanto visto in campo».
Analisi lucida del capitano, che adesso si gode il primo successo e domenica resterà in poltrona: il Picchi tornerà all’opera domenica 17 per la prima di campionato, in casa contro il San Quirico.
Christian Cacciò è arrivato all’Armando Picchi nel 2007 e ha sempre giocatori in Prima squadra, partendo dalla serie D. Classe 1989, abbina prestanza fisica a doti tecniche che gli hanno permesso di andare in doppia cifra nella passata stagione, qualificandosi come uno specialista sui calci da fermo. Ma che sapore hanno i 10 anni di militanza in biancoamaranto? «A parte che sto invecchiando – scherza Christian –, ci sono tanti bei ricordi che mi porto dentro da quando gioco nel Picchi. Soddisfazioni e delusioni, tante amicizie e tante belle persone che ho incontrato nel corso di questi dieci anni. Voglio ringraziarle tutte, dai compagni di squadra agli allenatori e, ovviamente, la società, con la quale ho instaurato un bel rapporto e non ho mai avuto un problema».
Ma c’è anche un ricordo tra i più belli da conservare. «La finale di Coppa Toscana giocata due anni fa a Firenze contro la Zenith Audax. Il risultato non ci dette ragione, ma fu comunque una bella esperienza».
(d.s.)
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