Il Tirreno

Livorno

a pontedera esecuzione perfetta 

E Pedrelli ci toglie l’angoscia da rigore

Finalmente crolla il tabù: penalty segnato dopo uno 0/6 consecutivo

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LIVORNO. Cucù, il tabù non c'è più. Il rigore trasformato dal gelido Ivan Pedrelli da Bologna al minuto 87 di Prato-Livorno val bene una tripla rima un po' scherzosa, da paura superata. Si, perché diciamo la verità. Quando il numero 9 si è presentato sul dischetto i 1200 tifosi amaranto hanno rivisto i fantasmi dell'anno scorso: Murilo a Siena, Maritato con il Como e la Lucchese, Vantaggiato con il Pontedera, Calil con la Lupa Roma e, in apertura di questa stagione, di nuovo Maritato in Coppa Italia contro la Feralpisalò.

Uno 0 su 6 ai “tiri liberi” che nemmeno il più scalcinato dei cestiti. Certo. Proprio contro la Feralpi, poi il Livorno vinse ai rigori facendo en plein dal dischetto, ma quella rondine non fece e non poteva fare primavera. Anche perché al primo rigori, tutti saremmo andati in fibrillazione.

Tutti meno lui, il Pedrelli da Bologna. Faccia e accento emiliani degni di un film di Ligabue, ha rotto l'incantesimo. Andate a riguardare la trasformazione del penalty. Quasi neanche corre verso il pallone. E poi lui calcia pressoché da fermo. Portiere a sinistra e palla a destra. La porta finalmente larga come quella del calcio fiorentino e non stretta come quella del gabbione.

Ha già eguagliato il suo record personale, firmato a Rimini nel 2015/16. O forse chissà. Pedrelli è un bomber e gioca terzino sotto copertura. Un bel depistaggio anche se quel numero nove sulle spalle qualcosa avrebbe dovuto farci capire.

Fabrizio Pucci

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