Gioco
I cinque nodi del Livorno
di Alessandro Bernini
Tre acquisti mancanti, i dubbi su Gasbarro e Moscati: ora serve una svolta
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LIVORNO. Un Ferragosto di pensieri, almeno per chi tiene sempre la maglia amaranto nel cuore. Perché fino a oggi qualcosa è stato fatto (la conferma di Mazzoni e l’arrivo di Doumbia in primis) ma la squadra è ancora lontana dall’essere completa e forse anche competitiva per il vertice. Ha ragione Sottil quando parla della necessità di tre rinforzi, uno per reparto. Servirebbero di qualità e prima possibile, ma al momento le due componenti non sono compatibili anche perché chi è in serie B (tipo Sarno) vuole provare a restarci sino all’ultimo.
Ci sarebbe comunque da capire bene cosa si intende per “3 rinforzi, uno per reparto”. Se partono anche Moscati (probabile) e Gasbarro (possibile), diventano 5 oppure restano 3? Il tutto mentre bisogna fare i conti con una situazione surreale: Moscati piace a Sottil ma lui se ne vuole andare, Borghese non piace e lui invece vuole restare.
Guardiamo comunque reparto per reparto la situazione, le trattative e i casi.
PORTIERI. Qui, per fortuna siamo a posto. Mazzoni è il miglior portiere della categoria, dietro c’è il “bimbo” Romboli e dunque va bene così.
DIFESA. Il nodo sono i centrali. Perché a oggi le uniche certezze sono Blondett e Gonnelli. Il resto è fumoso: Gasbarro è nel mirino del Carpi e potrebbe partire, Borghese è separato in casa, piace Polvani della Spal (ex Pontedera) ma ancora non c’è la firma. L’asse dei due centrali è troppo importante in un modulo 4-2-3-1 nel quale la diga di centrocampo non è poi così solida, quindi non si può sbagliare. La sensazione è che servirà un centrale forte fisicamente.
Sulla fasce oggi abbiamo Franco a sinistra e Pedrelli a destra, con Morelli che a questo punto diventa la prima alternativa su entrambe le corsie. Occhio anche a Marchi, che Sottil per ora ha spesso utilizzato come terzino destro.
CENTROCAMPO. Anche qui manca un uomo. Sottil vuole un giocatore di sostanza, rapido, di altro passo rispetto a Giandonato (che la società potrebbe cedere se arrivano offerte). In questo modo ci sarebbero tre titolari (Luci, Valiani e il nuovo arrivo) per due maglie, con Valiani che all’occorrenza potrebbe anche andare a fare il 10.
LINEA AVANZATA. Considerando il 4-2-3-1 di Sottil, facciamo un’analisi sui “3” dietro alla punta. È evidente che manca completamente il trequartista, ruolo che sino a oggi ha ricoperto Valiani. Quello è il giocatore che il Livorno non deve sbagliare. Serve un 10 di primo livello, che sappia dettare l’ultimo passaggio e diventare anche seconda punta, uno coi piedi buoni. Scordatevi Diamanti perché non è fattibile nonostante il nome giri da qualche giorno, anche arrivare a Sarno a oggi non è facile. Ripetiamo: qui i soldi vanno spesi, perché senza un 10 vero, questa squadra è monca.
Ci sono poi gli esterni. Tre al momento: Doumbia, Murilo e Moscati, con i primi due che sulla carta possono giocare sia a sinistra che destra. La qualità ci sembra buona ma la coperta forse è un po’ corta, anche perché questo è un ruolo dispendioso e dove le giornate di luna storta sono più frequenti. E se parte anche Moscati? Insomma, ci vuole un giocatore forte, ma forse anche due.
ATTACCANTE. Abbiamo usato il singolare “attaccante” non a caso visto che nel 4-2-3-1 non sono previste “coppie d’attacco” ma solo una punta che sulla carta dovrebbe sfruttare il gioco sulle fasce e il lavoro del trequartista. Insomma, un finalizzatore puro. È chiaro che ci affidiamo a Daniele Vantaggiato, nella speranza che la sfortuna smetta di torturarlo. Lui è il titolare, Maritato la riserva, Ponce la possibile mina vagante. Non pensiamo che ci saranno nuovi innesti in questo ruolo, a meno che Maritato non chieda espressamente di andare al Vicenza (che lo ha richiesto). A quel punto andrà cercata un’altra prima punta che non sarà Jawo (andato al Feralpi).
Insomma, c’è ancora molto da fare. Pecini e Facci lavorano a tappeto, su questo possiamo garantire: chiaro che serve anche lo sforzo di Spinelli per rendere davvero il Livorno una squadra che punta in alto.
Ci sarebbe comunque da capire bene cosa si intende per “3 rinforzi, uno per reparto”. Se partono anche Moscati (probabile) e Gasbarro (possibile), diventano 5 oppure restano 3? Il tutto mentre bisogna fare i conti con una situazione surreale: Moscati piace a Sottil ma lui se ne vuole andare, Borghese non piace e lui invece vuole restare.
Guardiamo comunque reparto per reparto la situazione, le trattative e i casi.
PORTIERI. Qui, per fortuna siamo a posto. Mazzoni è il miglior portiere della categoria, dietro c’è il “bimbo” Romboli e dunque va bene così.
DIFESA. Il nodo sono i centrali. Perché a oggi le uniche certezze sono Blondett e Gonnelli. Il resto è fumoso: Gasbarro è nel mirino del Carpi e potrebbe partire, Borghese è separato in casa, piace Polvani della Spal (ex Pontedera) ma ancora non c’è la firma. L’asse dei due centrali è troppo importante in un modulo 4-2-3-1 nel quale la diga di centrocampo non è poi così solida, quindi non si può sbagliare. La sensazione è che servirà un centrale forte fisicamente.
Sulla fasce oggi abbiamo Franco a sinistra e Pedrelli a destra, con Morelli che a questo punto diventa la prima alternativa su entrambe le corsie. Occhio anche a Marchi, che Sottil per ora ha spesso utilizzato come terzino destro.
CENTROCAMPO. Anche qui manca un uomo. Sottil vuole un giocatore di sostanza, rapido, di altro passo rispetto a Giandonato (che la società potrebbe cedere se arrivano offerte). In questo modo ci sarebbero tre titolari (Luci, Valiani e il nuovo arrivo) per due maglie, con Valiani che all’occorrenza potrebbe anche andare a fare il 10.
LINEA AVANZATA. Considerando il 4-2-3-1 di Sottil, facciamo un’analisi sui “3” dietro alla punta. È evidente che manca completamente il trequartista, ruolo che sino a oggi ha ricoperto Valiani. Quello è il giocatore che il Livorno non deve sbagliare. Serve un 10 di primo livello, che sappia dettare l’ultimo passaggio e diventare anche seconda punta, uno coi piedi buoni. Scordatevi Diamanti perché non è fattibile nonostante il nome giri da qualche giorno, anche arrivare a Sarno a oggi non è facile. Ripetiamo: qui i soldi vanno spesi, perché senza un 10 vero, questa squadra è monca.
Ci sono poi gli esterni. Tre al momento: Doumbia, Murilo e Moscati, con i primi due che sulla carta possono giocare sia a sinistra che destra. La qualità ci sembra buona ma la coperta forse è un po’ corta, anche perché questo è un ruolo dispendioso e dove le giornate di luna storta sono più frequenti. E se parte anche Moscati? Insomma, ci vuole un giocatore forte, ma forse anche due.
ATTACCANTE. Abbiamo usato il singolare “attaccante” non a caso visto che nel 4-2-3-1 non sono previste “coppie d’attacco” ma solo una punta che sulla carta dovrebbe sfruttare il gioco sulle fasce e il lavoro del trequartista. Insomma, un finalizzatore puro. È chiaro che ci affidiamo a Daniele Vantaggiato, nella speranza che la sfortuna smetta di torturarlo. Lui è il titolare, Maritato la riserva, Ponce la possibile mina vagante. Non pensiamo che ci saranno nuovi innesti in questo ruolo, a meno che Maritato non chieda espressamente di andare al Vicenza (che lo ha richiesto). A quel punto andrà cercata un’altra prima punta che non sarà Jawo (andato al Feralpi).
Insomma, c’è ancora molto da fare. Pecini e Facci lavorano a tappeto, su questo possiamo garantire: chiaro che serve anche lo sforzo di Spinelli per rendere davvero il Livorno una squadra che punta in alto.
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