Il Tirreno

Livorno

Due cuori e una bici, Valentina e Andrea non si fermano più

di Mario Orsini
Due cuori e una bici, Valentina e Andrea non si fermano più

Livorno, coppia nella vita e anche nelle gare miste dove hanno partecipato alla gara a cronometro a coppie in notturna, organizzata dall’Uisp. E intanto il figlio Gabriele ha già preso la scia...

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LIVORNO. Due cuori e una bicicletta. Anzi tre biciclette, considerando anche la “biciclettina” del loro figlioletto Gabriele di neppure due anni che, nonostante la tenera età, sembra perfettamente a suo agio sulle sua piccola due ruote, per la gioia e la felicità di mamma Valentina Borghini e babbo Andrea Grandi. «Nostro figlio ha un senso dell’equilibrio davvero sviluppato per la sua età. Per adesso si limita a spingere la bicicletta con i piedi. Ma si vede lontano un miglio che sogna di poterci emulare, naturalmente senza l’aiuto delle ruotine laterali». Il pedale, non ci vuole molto a capirlo, è la passione sportiva più rilevante di casa “GrandiBorghini”, due anime in un nocciolo, con lo sport e tanti altri interessi in comune a fare da collante e la sana competizione come stimolo.

Una passione e una voglia di gareggiare e mettersi in gioco che nei giorni scorsi li ha visti, uno accanto all’altra, ai nastri di partenza della gara a cronometro a coppie in notturna, organizzata, dall’Uisp, come antipasto del Criterium Iridato, su un anello di un paio di chilometri, da ripetere cinque volte, che si snodava da Piazza Grande, via Cairoli, Piazza Cavour, Scali Saffi, Scali Bettarini e via Grande.

Valentina e Andrea hanno gareggiato nella sezione a coppie miste: “Lui e Lei”. E l'hanno fatto in maniera egregia concludendo la loro fatica con un invidiabile secondo posto, con un tempo complessivo di poco più di 15 minuti, alla ragguardevole media di oltre 40 Km/h su un tracciato con parecchie curve che costringevano anche i ciclisti più esperti e navigati a tirare i freni. Logica la soddisfazione di entrambi. «Per me – ha detto Valentina- è come essere arrivata prima assoluta, perché avevo un sacco di amici che hanno tifato per me! Tra coloro che mi hanno sommerso di applausi e fatto montagne di complimenti, c’erano pure i miei allievi di spinning del Centro Sportivo di Monterotondo. È stato bello sentire il loro affetto e la loro vicinanza». Poi aggiunge: «Vi voglio bene!». Frasi ribadite con enfasi anche sul suo profilo facebook.

Inoltre, da buona livornese, dalla testa ai piedi e un pizzico di ironia sempre d’attualità aggiunge: «Un grazie particolare ad Andrea Grandi. Se non c’ero io dietro a frenarlo finiva la gara in metà tempo di quello che abbiamo impiegato». Parole al miele dunque per il suo compagno e padre di suo figlio Gabriele che replica, alle considerazioni della compagna, a stretto giro di posta: «Valentina è brava, anzi bravissima, ma per andare forte in bicicletta occorre allenarsi. E lei, anche a causa delle mille cose che deve fare, si allena poco».

E di cose Valentina ne ha davvero tante cominciando dal lavoro più bello e affascinante del mondo: quello di mamma. «Le mie giornate dovrebbe essere di almeno trentasei ore. E forse non basterebbero lo stesso». Oltre a fare l’istruttrice Personal Trainer presso il Centro sportivo di Monterotondo, Valentina Borghini, grazie alla sua laurea in Chimica, è responsabile della gestione rifiuti presso la raffineria Eni. Un lavoro bello e impegnativo. «La chimica da quando frequentavo le aule del liceo Cecioni è sempre stata una delle mie grandi passioni. Se all’Università sono riuscita a laurearmi con relativa facilità è stato anche grazie agli insegnamenti liceali, in particolare del professor Santerini».

Tra Valentina e lo sport, invece, l’amore è scoccato quando era ancora in fasce ed è proseguito, anche su canali diversi, fino a oggi. Tra le tappe più importanti c’è la pallavolo. «Ho giocato a volley per un ventennio, da quando avevo 11 anni fino a 30, in varie categorie fino alla C1. Con la bicicletta da corsa, invece, è stato un incontro casuale. Un incontro che mi ha cambiato la vita. A stimolarmi a salirci sopra e mettermi alla prova furono i miei allievi di spinning, quasi come sfida. Per me è stato come un colpo di fulmine. Andando in bicicletta ho incontrato Andrea e da allora camminiamo felicemente insieme con il nostro adorato Gabriele come faro della nostra quotidianità. E qualche volta corriamo pure insieme in bicicletta. Andrea, però, com'è accaduto al mondiale amatori di domenica, spesso gareggia anche da solo. Ed è proprio bravo. Nella sua carriera di amatore ha vinto tante volte. Io invece per gareggiare a quei livelli non ho ancora l’autonomia. Ma non è detto… mai dire mai. Perché la bicicletta mi piace parecchio. E mettermi in gioco e competere ancora di più. La vita è tutto un quiz, ma anche una corsa, qualche volta con troppe curve ma tante altre con lunghi rettilinei. Molti fortunatamente anche in leggera discesa, Basta guardare avanti e lasciarsi andare sulle ali dei sogni...».

 

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