Toscana
«Soddisfatto del mercato? Per ora no»
di Nicolò Cecioni
Andrea Sottil esce allo scoperto e chiede rinforzi: «Lavorare così è difficile: mi servono tre uomini, uno per reparto»
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LIVORNO. Una settimana fa Andrea Sottil si rivolse alla società senza mezzi termini, chiedendo con insistenza di intervenire al più presto sul mercato per rendere questa rosa completa e competitiva. Non si può certo dire che il Livorno abbia una squadra di seconda fascia, ma in effetti per giocarsi la promozione con le big, qualcosa in più bisogna fare per migliorare il gruppo.
Questo lo sa il tecnico di Venaria Reale, lo sanno Facci e Pecini, lo sanno i tifosi e probabilmente lo sanno anche i giocatori. A sette giorni di distanza dalla debacle del Cabassi, però, il mercato amaranto è rimasto praticamente immobile e il gruppo, in sostanza, è lo stesso. Diverse trattative imbastite. alcuni nomi usciti, altri rimasti segreti. Ma fatti concreti, rispetto alla scorsa settimana, non ci sono stati.
E così adesso Sottil si rivolge di nuovo ai suoi dirigenti senza usare mezze parole. Senza nascondere anche un pizzico di delusione. E alla domanda se fosse soddisfatto del mercato, Sottil risponde con un secco «no» e con un'espressione facciale che lasciato poco spazio all'immaginazione.
«Questa squadra - commenta il tecnico amaranto - dev'essere completata. Il tempo passa, una settimana fa avevo chiesto alla società di intervenire sul mercato per avere la rosa definitiva il prima possibile, ma in questi giorni non è stato fatto un granché».
Anche perché provare schemi e tattiche con un gruppo che verrà stravolto non è affatto facile. Cosa si aspetta prossimamente?
«Esattamente tra due settimane inizierà il campionato e vorrei avere tutta la rosa pronta. Giocare le partite amichevoli in queste condizioni è difficile perché non posso lavorare come vorrei o provare eventuali esperimenti».
E quindi?
«Come ho già chiesto più volte, mi aspetto che la società intervenga con tre innesti importanti, uno per ogni reparto, in modo da migliorare tutta la squadra».
Prima che alle entrate, però, bisogna pensare alle entrate. E una situazione che dev'essere risolta è quella di Moscati, un giocatore che vuole tornare in serie B, ma che per il momento ha ricevuto richiesto troppo basse rispetto al suo valore.
«È vero. Quella di Moscati è una fase ibrida, senza dubbio poco chiara. Dev'essere risolta. Lui è un giocatore importante, di grande qualità e che, fino a quando sarà con noi, io considero disponibile e lo utilizzerò. Ma al momento questa situazione è una di quelle cose che disturbano di più tutto l'ambiente».
Contro la Berretti, invece, è tornato Vantaggiato. Come lo ha visto?
«Bene. Ha perso 10 giorni per colpa dell'infortunio allo zigomo ed è un po' indietro a livello atletico. Ma ha dato dei bei segnali. Aveva la maschera che gli limitava la visuale, però ha comunque segnato un gol».
Nell'intervista a caldo dopo il netto 4-0 subito a Carpi, si era arrabbiato molto anche con i suoi ragazzi. In questa settimana ha visto dei miglioramenti dal punto di vista del gioco e delle idee?
«La squadra è cresciuta molto e tutti stanno migliorando giorno dopo giorno. Sia sotto l'aspetto tecnico-tattico che dal punto di vista della condizione fisica. Abbiamo lavorato molto e ho visto dei passi avanti importanti, ma la strada è ancora lunga».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo lo sa il tecnico di Venaria Reale, lo sanno Facci e Pecini, lo sanno i tifosi e probabilmente lo sanno anche i giocatori. A sette giorni di distanza dalla debacle del Cabassi, però, il mercato amaranto è rimasto praticamente immobile e il gruppo, in sostanza, è lo stesso. Diverse trattative imbastite. alcuni nomi usciti, altri rimasti segreti. Ma fatti concreti, rispetto alla scorsa settimana, non ci sono stati.
E così adesso Sottil si rivolge di nuovo ai suoi dirigenti senza usare mezze parole. Senza nascondere anche un pizzico di delusione. E alla domanda se fosse soddisfatto del mercato, Sottil risponde con un secco «no» e con un'espressione facciale che lasciato poco spazio all'immaginazione.
«Questa squadra - commenta il tecnico amaranto - dev'essere completata. Il tempo passa, una settimana fa avevo chiesto alla società di intervenire sul mercato per avere la rosa definitiva il prima possibile, ma in questi giorni non è stato fatto un granché».
Anche perché provare schemi e tattiche con un gruppo che verrà stravolto non è affatto facile. Cosa si aspetta prossimamente?
«Esattamente tra due settimane inizierà il campionato e vorrei avere tutta la rosa pronta. Giocare le partite amichevoli in queste condizioni è difficile perché non posso lavorare come vorrei o provare eventuali esperimenti».
E quindi?
«Come ho già chiesto più volte, mi aspetto che la società intervenga con tre innesti importanti, uno per ogni reparto, in modo da migliorare tutta la squadra».
Prima che alle entrate, però, bisogna pensare alle entrate. E una situazione che dev'essere risolta è quella di Moscati, un giocatore che vuole tornare in serie B, ma che per il momento ha ricevuto richiesto troppo basse rispetto al suo valore.
«È vero. Quella di Moscati è una fase ibrida, senza dubbio poco chiara. Dev'essere risolta. Lui è un giocatore importante, di grande qualità e che, fino a quando sarà con noi, io considero disponibile e lo utilizzerò. Ma al momento questa situazione è una di quelle cose che disturbano di più tutto l'ambiente».
Contro la Berretti, invece, è tornato Vantaggiato. Come lo ha visto?
«Bene. Ha perso 10 giorni per colpa dell'infortunio allo zigomo ed è un po' indietro a livello atletico. Ma ha dato dei bei segnali. Aveva la maschera che gli limitava la visuale, però ha comunque segnato un gol».
Nell'intervista a caldo dopo il netto 4-0 subito a Carpi, si era arrabbiato molto anche con i suoi ragazzi. In questa settimana ha visto dei miglioramenti dal punto di vista del gioco e delle idee?
«La squadra è cresciuta molto e tutti stanno migliorando giorno dopo giorno. Sia sotto l'aspetto tecnico-tattico che dal punto di vista della condizione fisica. Abbiamo lavorato molto e ho visto dei passi avanti importanti, ma la strada è ancora lunga».
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