Gioco
La Lazio operaia può fare festa La Juve è a terra
Dopo la doppietta di Immobile si scatena Dybala ma proprio in extremis il baby Murgia fa il 3-2
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ROMA. La Lazio operaia e tignosa (termine che piace tanto ad Allegri ma poco adatto alla sua squadra) smonta la Juventus per 70 minuti, ma nel finale si fa recuperare due gol di vantaggio e la partita va fino ai supplementari.
La Lazio corre di più, pressa, fa più falli e l’arbitro chiude mezzo occhio, si difende bene. Tutte cose che i campioni d’Italia non fanno. Il modulo di Allegri dà risultati solo nei primi minuti quando i bianconeri sprecano e mettono alle corde la Lazio. Al 3’ Strakosha salva l’impossibile su deviazione ravvicinata di Cuadrado servito da Alex Sandro, e si ripete subito su tiro di Dybala e di Higuain. Tre calci d’angolo in un soffio e occasioni che non danno soddisfazioni ad Allegri.
Nel primo tempo la partita della Juventus finisce lì e sale in cattedra la Lazio, con Lucas Leiva già calato nei panni che furono di Biglia, Milinkovic mobile e pericoloso, Parolo reattivo, Immobile unica punta ma capace di creare sempre problemi a Benatia e Barzagli. La Lazio sembra padrona del gioco, anzi lo è grazie alla maggiore aggressività e convinzione. La Juve cerca di sfondare sulle fasce dove Cuadrado però farebbe irritare anche un santo, Alex Sandro e Mandzukic che si danno da fare ma la Lazio si chiude bene, e anche Dybala pur arretrando e mostrando qualche numero non incide e non riesce mai a innescare Higuain che tocca pochissimi palloni. Khedira pare fuori condizione, e l’altro centrocampista, Pjanic, predica nel deserto.
La condizione fisica della Lazio nel primo tempo sembra migliore e dopo alcune mischie pericolose nella difesa bianconera, al 30’ Milinkovic trova un corridoio centrale per Immobile con la difesa juventina ferma. Salta Buffon che non può che sdraiarlo. Rigore che lo stesso Immobile realizza. E al 34’ la Lazio sull’onda dell’entusiasmo sfiora il raddoppio con Buffon che salva prima su Basta e poi su Lucas Leiva. Un vantaggio parziale meritato, per la voglia e la caparbietà di una Lazio che eppure manca di Anderson e Keita e ha Radu in condizioni precarie.
Nella ripresa ci si aspetta la reazione della Juventus, ma i bianconeri subiscono gol al 54’ ancora con Immobile. Cross di Parolo e il centravanti laziale la mette sotto la traversa. La Juventus affonda. Al 60’ è ancora Immobile a tu per tu con Buffon che salva. Da quel momento si assiste alla reazione rabbiosa ma senza grandi idee dei bianconeri, con Allegri che fa entrare Douglas Costa che quantomeno dà un po’ di vivacità all’attacco bianconero. Dentro anche De Sciglio e Bernardeschi, ma i tiri di Costa e Pjanic non impensieriscono Strakosha. La Lazio sta meglio fisicamente, le sfuriate della Juve sono con circolazione di palla lento che fa infuriare Allegri. All’84’ dopo fasi alterne è Dybala, il più fresco, a procurarsi un’altra punizione dal limite. Il tiro da 25 metri è una fucilata imprendibile. La Juventus si rovescia in avanti alla ricerca del pareggio per guadagnare i supplementari. È un forcing furioso ma con poche idee. Invece quello che non ti aspetti avviene. Marusic appena entrato azzoppa Alex Sandro. È rigore e al 91’ Dybala realizza con freddezza riportando in parità una partita che fino a pochi minuti prima sembrava finita. Ma è un ragazzino del vivaio laziale, Murgia, aò 93’ a infilare il 3-2 su cross di Lukaku. E questa volta la Lazio può fare davvero festa. (p.c.)
La Lazio corre di più, pressa, fa più falli e l’arbitro chiude mezzo occhio, si difende bene. Tutte cose che i campioni d’Italia non fanno. Il modulo di Allegri dà risultati solo nei primi minuti quando i bianconeri sprecano e mettono alle corde la Lazio. Al 3’ Strakosha salva l’impossibile su deviazione ravvicinata di Cuadrado servito da Alex Sandro, e si ripete subito su tiro di Dybala e di Higuain. Tre calci d’angolo in un soffio e occasioni che non danno soddisfazioni ad Allegri.
Nel primo tempo la partita della Juventus finisce lì e sale in cattedra la Lazio, con Lucas Leiva già calato nei panni che furono di Biglia, Milinkovic mobile e pericoloso, Parolo reattivo, Immobile unica punta ma capace di creare sempre problemi a Benatia e Barzagli. La Lazio sembra padrona del gioco, anzi lo è grazie alla maggiore aggressività e convinzione. La Juve cerca di sfondare sulle fasce dove Cuadrado però farebbe irritare anche un santo, Alex Sandro e Mandzukic che si danno da fare ma la Lazio si chiude bene, e anche Dybala pur arretrando e mostrando qualche numero non incide e non riesce mai a innescare Higuain che tocca pochissimi palloni. Khedira pare fuori condizione, e l’altro centrocampista, Pjanic, predica nel deserto.
La condizione fisica della Lazio nel primo tempo sembra migliore e dopo alcune mischie pericolose nella difesa bianconera, al 30’ Milinkovic trova un corridoio centrale per Immobile con la difesa juventina ferma. Salta Buffon che non può che sdraiarlo. Rigore che lo stesso Immobile realizza. E al 34’ la Lazio sull’onda dell’entusiasmo sfiora il raddoppio con Buffon che salva prima su Basta e poi su Lucas Leiva. Un vantaggio parziale meritato, per la voglia e la caparbietà di una Lazio che eppure manca di Anderson e Keita e ha Radu in condizioni precarie.
Nella ripresa ci si aspetta la reazione della Juventus, ma i bianconeri subiscono gol al 54’ ancora con Immobile. Cross di Parolo e il centravanti laziale la mette sotto la traversa. La Juventus affonda. Al 60’ è ancora Immobile a tu per tu con Buffon che salva. Da quel momento si assiste alla reazione rabbiosa ma senza grandi idee dei bianconeri, con Allegri che fa entrare Douglas Costa che quantomeno dà un po’ di vivacità all’attacco bianconero. Dentro anche De Sciglio e Bernardeschi, ma i tiri di Costa e Pjanic non impensieriscono Strakosha. La Lazio sta meglio fisicamente, le sfuriate della Juve sono con circolazione di palla lento che fa infuriare Allegri. All’84’ dopo fasi alterne è Dybala, il più fresco, a procurarsi un’altra punizione dal limite. Il tiro da 25 metri è una fucilata imprendibile. La Juventus si rovescia in avanti alla ricerca del pareggio per guadagnare i supplementari. È un forcing furioso ma con poche idee. Invece quello che non ti aspetti avviene. Marusic appena entrato azzoppa Alex Sandro. È rigore e al 91’ Dybala realizza con freddezza riportando in parità una partita che fino a pochi minuti prima sembrava finita. Ma è un ragazzino del vivaio laziale, Murgia, aò 93’ a infilare il 3-2 su cross di Lukaku. E questa volta la Lazio può fare davvero festa. (p.c.)
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