Il Tirreno

Livorno

Antonella Palmisano ci salva dallo “zero tituli”

Medaglia di bronzo in extremis nella 20 km di marcia. «Pensavo di essere ancora quarta e invece...»

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LONDRA. La medaglia che tanto sognava e che salva l'Italia nel finale. Antonella Palmisano è bronzo nella 20km di marcia ai mondiali di Londra in 1h26'36”, nuovo primato personale e seconda prestazione italiana di tutti i tempi. Oro alla cinese Yang Jiayu in 1h26'18” davanti alla messicana Maria Gonzalez (1h26'19”), argento come a Rio 2016, dove la Palmisano era finita quarta, ai piedi del podio. Quel giorno in terra carioca giurò a se stessa che la prossima volta ci sarebbe salita, e così è stato. Grazie alla marciatrice pugliese l'Italia dell'atletica torna sul podio mondiale 4 anni dopo l'argento della maratoneta Valeria Straneo a Mosca.

Cancella anche l'umiliante “zero tituli” azzurro che aveva caratterizzato i Mondiali di due anni fa a Pechino e l'Olimpiade di Rio. Va bene la crisi di vocazioni in Italia, e l'universalità dell'atletica, disciplina in cui anche paesi come St. Kitts e Nevis e Grenada possono andare sul podio, ma lo 0 nel medagliere faceva male.

A Londra l'acuto del team targato Fidal arriva nel giorno conclusivo, nella specialità, la marcia, in cui l'Italia ha spesso fatto scuola, e dopo tante delusioni fra campo e pista come Trost, Tamberi e la staffetta 4X400 donne. Di decente c'era stato il 10° posto di Lingua nel martello, e le scintille di classe di Tortu nello sprint.

Ventisei anni compiuti lo scorso 6 agosto, la Palmisano è originaria di Mottola, nel tarantino, ma per la marcia si è trasferita a Ostia nel gruppo del tecnico Patrizio Parcesepe. Qui ha trovato anche l'amore e la promessa di matrimonio che il fidanzato Lorenzo le ha fatto nel 2016 al ritorno dall'Olimpiade di Rio: si sposeranno a settembre 2018.

«Ho dato tutto fino alla fine e mi sono accorta a due metri dall'arrivo della squalifica della cinese - spiega la pugliese -. Pensavo alla mia gara, non mi sono soffermata sulle irregolarità tecniche delle altre, preferisco concentrarmi su me stessa. Mi godo questa medaglia che dedico al mio fisioterapista, e a mia nonna che ha avuto problemi di salute. Mi sono resa conto del podio a poco dal traguardo, quando ho visto la paletta rossa per la Xiuzhi. Nella mia testa c'era la paura di un'altra medaglia di legno come a Rio, ma poi ho avuto una gran bella sorpresa».



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