Gioco
la maledizione dei rigori
Allergia al dischetto Sesto errore di fila dagli undici metri
LIVORNO. Passano gli anni, cambiano gli allenatori e i tiratori, ma dal dischetto gli amaranto continuano ad avere le polveri bagnate. Domenica sera a Carpi l’ultimo capitolo di un libro maledetto....
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LIVORNO. Passano gli anni, cambiano gli allenatori e i tiratori, ma dal dischetto gli amaranto continuano ad avere le polveri bagnate. Domenica sera a Carpi l’ultimo capitolo di un libro maledetto. Stavolta è stato Doumbia a fare cileca. Sorge quasi il dubbio che il Livorno calci i rigori da undici metri, ma da undici chilometri.
Andiamo con ordine e riavvolgiamo il nastro perché per approfondire la nostra valutazione dobbiamo andare indietro fino alla scorsa stagione. Il primo a far cilecca su rigore fu Murilo: ricordate? A Siena sullo 0-0 colpì la parte esterna del palo. Poi quella partita la perdemmo al 94’. Con il ritorno di “sentenza Cellini” dopo l’infortunio muscolare che lo aveva condizionato all’inizio dello scorso campionato, le percentuali di realizzazione aumentarono.
Il bomber di Firenze infatti, dal dischetto non sbagliò mai, ma una volta ko lui furono dolori. Piergiuseppe Maritato fece 0/1 nell’infausta e ormai celebre partita con il Como e la settimana dopo a Lucca con un rasoterra del pantano si fece ipnotizzare dal portiere rossonero: 0/2.
A primavera al 93’ della partita con la Lupa Roma sul dischetto si presentò Calil. Nulla di fatto. Rigore respinto e successivo tap in vincente di Murilo annullato per fuorigioco. Il Livorno, non pago, una settimana dopo sbagliò un altro rigore. Stavolta a fallire fu Vantaggiato. Pallone ampiamente fuori e gran botta contro i cartelloni pubblicitari dietro la porta.
Fino qui l’anno 2016/17. Quest’anno l’inizio non è stato incoraggiante. Nel primo turno di Coppa Italia Maritato (che pure contro il Renate a Ottobre 2016 aveva segnato il rigore partita all’83’) nei tempi regolamentari ha scheggiato l’incrocio dei pali. Infine domenica a Carpi Doumbia non è riuscito a superare il portiere degli emiliani Colombi. In pratica siamo in serie negativa: 0/6 con l’unica eccezione dell’incredibile (cifre alla mano) 5/5 con la Feralpisalà quando anche un solo errore ci sarebbe costato l’eliminazione dalla Coppa Italia. Fin qui le cifre. Ora sta a Sottil capire i motivi di questa allergia al dischetto. E porre rimedio. L’anno scorso tutti quegli errori ci sono costati mezza promozione.
(f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Andiamo con ordine e riavvolgiamo il nastro perché per approfondire la nostra valutazione dobbiamo andare indietro fino alla scorsa stagione. Il primo a far cilecca su rigore fu Murilo: ricordate? A Siena sullo 0-0 colpì la parte esterna del palo. Poi quella partita la perdemmo al 94’. Con il ritorno di “sentenza Cellini” dopo l’infortunio muscolare che lo aveva condizionato all’inizio dello scorso campionato, le percentuali di realizzazione aumentarono.
Il bomber di Firenze infatti, dal dischetto non sbagliò mai, ma una volta ko lui furono dolori. Piergiuseppe Maritato fece 0/1 nell’infausta e ormai celebre partita con il Como e la settimana dopo a Lucca con un rasoterra del pantano si fece ipnotizzare dal portiere rossonero: 0/2.
A primavera al 93’ della partita con la Lupa Roma sul dischetto si presentò Calil. Nulla di fatto. Rigore respinto e successivo tap in vincente di Murilo annullato per fuorigioco. Il Livorno, non pago, una settimana dopo sbagliò un altro rigore. Stavolta a fallire fu Vantaggiato. Pallone ampiamente fuori e gran botta contro i cartelloni pubblicitari dietro la porta.
Fino qui l’anno 2016/17. Quest’anno l’inizio non è stato incoraggiante. Nel primo turno di Coppa Italia Maritato (che pure contro il Renate a Ottobre 2016 aveva segnato il rigore partita all’83’) nei tempi regolamentari ha scheggiato l’incrocio dei pali. Infine domenica a Carpi Doumbia non è riuscito a superare il portiere degli emiliani Colombi. In pratica siamo in serie negativa: 0/6 con l’unica eccezione dell’incredibile (cifre alla mano) 5/5 con la Feralpisalà quando anche un solo errore ci sarebbe costato l’eliminazione dalla Coppa Italia. Fin qui le cifre. Ora sta a Sottil capire i motivi di questa allergia al dischetto. E porre rimedio. L’anno scorso tutti quegli errori ci sono costati mezza promozione.
(f.p.)
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