Gioco
Livorno crolla a Carpi, addio Coppa
I padroni di casa a segno tre volte in ventiquattro minuti, Doumbia sbaglia l’ennesimo rigore. Nella ripresa l’esordio di Ponce
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CARPI. Il Carpi indossa il vestito migliore per la prima ufficiale del Cabassi. La pochezza della difesa del Livorno avrà pure aiutato, ma dalla Coppa Italia arrivano indicazioni positive su tutti i fronti, mentre per gli amaranto soprattutto dietro e sul mercato c’è ancora da lavorare.
LE SCELTE INIZIALI. Mister Calabro sceglie la continuità rispetto alle ultime uscite di pre campionato. Deve però fare di necessità virtù, visto che la partenza di Bianco e il piede mezzo fuori di Fedele lo lascia di fatto senza un mediano di ruolo. Risolve con Pasciuti, che nella rosa è il jolly per definizione. Ai suoi fianchi, nel ruolo di Interni, Verna e Saric. Sugli esterni ce la fa Jelenic, mentre a sinistra c’è Pachonik. La difesa è la stessa vista con il Chievo Verona, con Capela al centro, Poli e Sabbione a completare la linea a tre. L’attacco annunciato è Mbakogu-Malcore, ma all’ultimo istante quest’ultimo lascia il posto a Jawo. Nessun comunicazione della società, ma l’attaccante non siede neppure in panchina. Nel Livorno, mancano Moscati, Vantaggiato e Gasnarro.
LA PARTITA. Gara subito in discesa per i padroni di casa, in vantaggio già dopo cinque minuti. Basta una percussione nell’area amaranto per trovare il fallo di Franco su Jawo che costringe Ros da Pordenone a fischiare rigore. È Mbakogu a battere, Mazzoni tocca solo, Carpi in vantaggio. Per il nigeriano è il trentesimo gol in biancorosso, primo in Coppa Italia. Il Livorno reagisce con un paio di tiri da fuori ma la trama del match prevede sia il Carpi a straripare, anche perché molto gira nella giusta direzione. Il pressing ossessivo a centrocampo trova completamente indifesi Luci e Valiani, abbandonati da un 3-4-3 che spacca la squadra.
Davanti Mbakogu svaria su tutto il fronte d’attacco, e il modo con cui smista la palla, rapido e preciso, manda regolarmente fuori tempo l’approssimativa difesa amaranto. In mediana, Pasciuti detta il ritmo con semplicità e precisione anche perché ha sempre il tempo per farlo, aiutato dal pressing blando degli avversari. Il 19 biancorosso ripaga tanta generosità con due assist fotocopia. Finalizzano Verna e Jawo, sempre sorprendendo alle spalle la difesa amaranto.
In mezzo il Livorno ha pure la possibilità di rimetterla in carreggiata: un lancio di 50 metri trova impreparata la difesa del Carpi, che lascia Doumbia davanti a Colombi, Capela lo tocca nel tentativo di recuperare. Altro rigore. Scongiura il pericolo il doppio miracolo di Colombi, che para il rasoterra di Doumbia, poi bissa bloccando il tap in a colpo sicuro. Di fronte allo spettro della goleada, mister Sottil cambia tutto e passa al 4-4-2 accentrando Doumbia. Non serve, perché ad arrotondare ci pensa Mbakogu al ritorno dagli spogliatoi, con un coast to coast dei suoi. Col risultato in cassaforte, il secondo tempo diventa accademia a basso ritmo e l’esordio di Ponce.
LE SCELTE INIZIALI. Mister Calabro sceglie la continuità rispetto alle ultime uscite di pre campionato. Deve però fare di necessità virtù, visto che la partenza di Bianco e il piede mezzo fuori di Fedele lo lascia di fatto senza un mediano di ruolo. Risolve con Pasciuti, che nella rosa è il jolly per definizione. Ai suoi fianchi, nel ruolo di Interni, Verna e Saric. Sugli esterni ce la fa Jelenic, mentre a sinistra c’è Pachonik. La difesa è la stessa vista con il Chievo Verona, con Capela al centro, Poli e Sabbione a completare la linea a tre. L’attacco annunciato è Mbakogu-Malcore, ma all’ultimo istante quest’ultimo lascia il posto a Jawo. Nessun comunicazione della società, ma l’attaccante non siede neppure in panchina. Nel Livorno, mancano Moscati, Vantaggiato e Gasnarro.
LA PARTITA. Gara subito in discesa per i padroni di casa, in vantaggio già dopo cinque minuti. Basta una percussione nell’area amaranto per trovare il fallo di Franco su Jawo che costringe Ros da Pordenone a fischiare rigore. È Mbakogu a battere, Mazzoni tocca solo, Carpi in vantaggio. Per il nigeriano è il trentesimo gol in biancorosso, primo in Coppa Italia. Il Livorno reagisce con un paio di tiri da fuori ma la trama del match prevede sia il Carpi a straripare, anche perché molto gira nella giusta direzione. Il pressing ossessivo a centrocampo trova completamente indifesi Luci e Valiani, abbandonati da un 3-4-3 che spacca la squadra.
Davanti Mbakogu svaria su tutto il fronte d’attacco, e il modo con cui smista la palla, rapido e preciso, manda regolarmente fuori tempo l’approssimativa difesa amaranto. In mediana, Pasciuti detta il ritmo con semplicità e precisione anche perché ha sempre il tempo per farlo, aiutato dal pressing blando degli avversari. Il 19 biancorosso ripaga tanta generosità con due assist fotocopia. Finalizzano Verna e Jawo, sempre sorprendendo alle spalle la difesa amaranto.
In mezzo il Livorno ha pure la possibilità di rimetterla in carreggiata: un lancio di 50 metri trova impreparata la difesa del Carpi, che lascia Doumbia davanti a Colombi, Capela lo tocca nel tentativo di recuperare. Altro rigore. Scongiura il pericolo il doppio miracolo di Colombi, che para il rasoterra di Doumbia, poi bissa bloccando il tap in a colpo sicuro. Di fronte allo spettro della goleada, mister Sottil cambia tutto e passa al 4-4-2 accentrando Doumbia. Non serve, perché ad arrotondare ci pensa Mbakogu al ritorno dagli spogliatoi, con un coast to coast dei suoi. Col risultato in cassaforte, il secondo tempo diventa accademia a basso ritmo e l’esordio di Ponce.
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