Gioco
Davanti tanta fatica E in difesa brividi sulle palle inattive
Rispetto alla scorsa stagione solo due novità tra i titolari I difetti? Difficoltà a saltare l’uomo e più cattiveria sotto rete
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LIVORNO. Il passaggio del primo turno di Coppa Italia è un segnale positivo da cogliere al volo, ma non deve far passare in secondo piano ciò che nella torrida notte ardenzina non ha funzionato a dovere. Nulla di preoccupante, per carità, ma a Sottil non sarà di certo sfuggito che deve ancora lavorare molto per portare la squadra al top.
ORGANICO INCOMPLETO. La prima cosa da fare è di competenza del direttore sportivo Mauro Facci e del manager Nicola Pecini. Questo Livorno va rinforzato. Domenica sera nella formazione di partenza c’erano solo due facce nuove rispetto all’anno scorso: l’esterno destro Ivan Pedrelli e Marco Moscati. Per il resto, rispetto al Livorno di Foscarini, l’unica variante è stata quella del nuovo disegno tattico. Al netto di questo era normale che gli amaranto evidenziassero i difetti affiorati nella scorsa stagione: fatica a superare l’uomo nell’uno contro uno e quindi e creare superiorità e conseguente scarsa pericolosità offensiva.
Tutta roba che poteva essere messa nel conto, anche perché siamo appena all’inizio della stagione, e che potrà essere eliminata solo con il lavoro quotidiano e attraverso una campagna acquisti mirata a consolidare il gruppo in ogni reparto.
La società nei giorni scorsi ha stabilito che devono essere inseriti quattro/cinque giocatori: un terzino sinistro, un centrale di difesa, un centrocampista, un numero dieci e un esterno d’attacco. Solo dopo che il Livorno avrà tolto il cartello “lavori in corso” sarà possibile esprimere un giudizio definitivo. Intanto prendiamo per buona la vittoria che fa sempre morale e aspettiamo con fiducia il maggiore terminale offensivo della squadra: Daniele Vantaggiato che dovrebbe essere pronto per i primi giorni di settembre.
LA DIFESA. Detto e spiegato del basso peso specifico dell’attacco, o meglio della scarsa produzione di palle gol nella fase offensiva, qualcosa deve essere messa a punto anche dietro.
Domenica sera la Feralpisalò non ha fatto molto per portare a casa l’intera posta in palio eppure ha creato almeno quattro palle gol, tutte sugli sviluppi di calcio d’angolo. È pure vero che dalla bandierina si è sempre presentato l’ex Emerson che con il mancino fa pure i bambini con i baffi e che è capace di mettere il pallone dove vuole, ma non esiste dover ricorrere in tante circostanze ai miracoli di Mazzoni.
Insomma, che sia questione di distrazione, di scalature che non arrivano puntuali, di blocchi degli avversi, una cosa è certa: serve maggiore attenzione sulle palle inattive che nel calcio di oggi sono sempre più decisive. (f.p.)
ORGANICO INCOMPLETO. La prima cosa da fare è di competenza del direttore sportivo Mauro Facci e del manager Nicola Pecini. Questo Livorno va rinforzato. Domenica sera nella formazione di partenza c’erano solo due facce nuove rispetto all’anno scorso: l’esterno destro Ivan Pedrelli e Marco Moscati. Per il resto, rispetto al Livorno di Foscarini, l’unica variante è stata quella del nuovo disegno tattico. Al netto di questo era normale che gli amaranto evidenziassero i difetti affiorati nella scorsa stagione: fatica a superare l’uomo nell’uno contro uno e quindi e creare superiorità e conseguente scarsa pericolosità offensiva.
Tutta roba che poteva essere messa nel conto, anche perché siamo appena all’inizio della stagione, e che potrà essere eliminata solo con il lavoro quotidiano e attraverso una campagna acquisti mirata a consolidare il gruppo in ogni reparto.
La società nei giorni scorsi ha stabilito che devono essere inseriti quattro/cinque giocatori: un terzino sinistro, un centrale di difesa, un centrocampista, un numero dieci e un esterno d’attacco. Solo dopo che il Livorno avrà tolto il cartello “lavori in corso” sarà possibile esprimere un giudizio definitivo. Intanto prendiamo per buona la vittoria che fa sempre morale e aspettiamo con fiducia il maggiore terminale offensivo della squadra: Daniele Vantaggiato che dovrebbe essere pronto per i primi giorni di settembre.
LA DIFESA. Detto e spiegato del basso peso specifico dell’attacco, o meglio della scarsa produzione di palle gol nella fase offensiva, qualcosa deve essere messa a punto anche dietro.
Domenica sera la Feralpisalò non ha fatto molto per portare a casa l’intera posta in palio eppure ha creato almeno quattro palle gol, tutte sugli sviluppi di calcio d’angolo. È pure vero che dalla bandierina si è sempre presentato l’ex Emerson che con il mancino fa pure i bambini con i baffi e che è capace di mettere il pallone dove vuole, ma non esiste dover ricorrere in tante circostanze ai miracoli di Mazzoni.
Insomma, che sia questione di distrazione, di scalature che non arrivano puntuali, di blocchi degli avversi, una cosa è certa: serve maggiore attenzione sulle palle inattive che nel calcio di oggi sono sempre più decisive. (f.p.)
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