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Emerson, un ritorno a casa da brividi

Nicolò Cecioni
Emerson, un ritorno a casa da brividi

Livorno, standing ovation per il difensore: applausi anche prima del penalty

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LIVORNO. Lo conosce a memoria, Emerson, il campo del Picchi. Per quattro lunghissime stagioni l’Ardenza è stata casa sua e ha onorato la maglia amaranto domenica dopo domenica. Il calcio e i sentimenti, però, non viaggiano spesso sugli stessi binari e così, un anno fa, il brasiliano è andato a Padova. Ma dopo un rapporto passionale come quello con il Livorno, Emerson non poteva certo innamorarsi dei freddi biancoscudati. Così, dopo appena una stagione, ha di nuovo cambiato casacca passando alla FeralpiSalò e, ironia della sorte, la sua prima partita è stata proprio contro il Livorno.

Come prevedibile, le emozioni non sono mancate e già prima del fischio d’inizio Ramos ha ricevuto un’accoglienza degna del suo passato. Durante il riscaldamento, infatti, il club Magnozzi gli ha consegnato una targa come ringraziamento per il suo trascorso con il Livorno. Poi il match è iniziato ed Emerson, per 120 minuti, ha provato a vedere i suoi ex compagni come avversari. Ma è stato veramente difficile, anche perché ogni suo tocco di palla è stato accolto dal pubblico con un’ovazione.

Nel primo tempo Emerson ha battuto due calci d’angolo proprio sotto la Nord e la curva gli ha riservato una vera e propria standing ovation. Il momento più toccante, però, è stato durante i calci di rigore. L’unico avversario che il Picchi non ha fischiato è stato proprio lui. Anzi, mentre si avvicinava al dischetto, dagli spalti è arrivato anche qualche applauso. E dopo il gol, Emerson ha voluto abbracciare l’amico Mazzoni.

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di Redazione web