Gioco
Livorno, il mattone più importante: Protti resta
L’amicizia con Facci, il progetto di Pecini, la volontà di Aldo Spinelli: un bel segnale per i tifosi. Addio invece ad Armenia
LIVORNO. L’incontro di Genova, la volontà di girare pagina, la tregua dei tifosi. E la voglia di mettere il bene del Livorno davanti a tutto. Bello, bellissimo. Ma c’era un tassello che poteva far saltare tutto il puzzle. Il mattone più importante: Igor Protti. Diciamocelo senza giri di parole: se Protti non fosse rientrato nel progetto Pecini-Facci, o se Protti avesse detto “mi spiace, io non ci sto”, con quale spirito la tifoseria si sarebbe tuffata nelle prossima stagione? Forse si sarebbe tutto ancor prima di iniziare.
IL CONTRATTO. E invece Igor c’è e ci sarà. È vero, aveva un contratto biennale e dunque anche per la stagione 2017-18, ma quelli si stracciano con facilità se non c’è la volontà di andare avanti insieme. Figuriamoci se Protti è uno che resta in paradiso a dispetto dei Santi. Piuttosto fa non uno, ma cento passi indietro. E a un certo punto, il rischio della rottura era reale.
PROGETTO. In questi giorni Protti è rimasto in silenzio e anche ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni. È tornato per qualche giorno a Rimini, dalla mamma. Ma ci sono tutta una serie di segnali che portano dritti verso la permanenza di Protti in amaranto. A partire dalle parole del ds Mauro Facci e del nuovo dirigente tecnico (ancora non ufficialmente in organico) Nicola Pecini. Entrambi ieri hanno spalancato le porte a Igor. «È un amico - ci ha confidato il ds Facci - lo conosco da quando giocavamo insieme a Napoli. Persona squisita, di grande spessore, credo che nessuno meglio di lui possa rappresentare Livorno».
Molto chiaro anche Pecini: «Protti è una figura di riferimento di cui non possiamo fare a meno. Per la sua personalità, per le sue qualità umane e di dirigente tecnico. Nel nuovo Livorno resterà un punto di riferimento».
C’è stato anche un incontro tra Facci e Protti. Molto positivo. Igor ha ritrovato il sorriso perso in un giugno terribilmente complicato e ora è pronto per ripartire.
SEGNALE AI TIFOSI. Erano tre le richieste “tecniche” dei tifosi a Spinelli. 1) la permanenza di Igor Protti, 2) la conferma di Mazzoni, 3) la conferma del nucleo storico, a partire da Luci e Borghese. Diciamo che siamo a buon punto. Protti resta, con Mazzoni c’è già stato un contatto e ci sono tutti i margini per trovare un accordo, ci risulta che il “blocco” dello scorso anno verrà confermato. Aspettiamo di vedere le ufficialità, ma (in questa ottica) i primi segnali sono positivi.
ADDIO ARMENIA. Sembrano invece non esserci più i margini per la conferma di Paolo Armenia nella società amaranto. Il contratto era già stato risolto qualche settimana fa, ma c’era sempre uno spiraglio aperto per far ripartire un matrimonio che durava da 5 anni.
Nelle ultime ore da Genova sembra invece chiara la volontà di non fa rientrare nell’organico Armenia, aumentando le responsabilità gestionali a Diego Guidi che già sta lavorando nella sede amaranto.
Ci resta la sensazione che sia una perdita grave per il Livorno visto che Armenia, oltre a essere un ottimo direttore generale, nell’ultima stagione (a stretto contatto con Protti) ha tenuto a galla la barca amaranto nei tanti momenti di difficoltà. Una figura dirigenziale di spessore, molto apprezzata anche dai tifosi.
Adesso si tratta di capire come verrà riformulato l’organigramma societario. E se ci sarà una carica ufficiale per Nicola Pecini, che in questi giorni sta lavorando a stretto contatto col ds Facci.
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