Gioco
Un bacio è per sempre Lambrughi e la voglia di restare a Livorno
di Nicolò Cecioni
Il difensore milanese è in attesa di conoscere il suo futuro «Aspetto la chiamata, sarei felicissimo se volessero tenermi»
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LIVORNO. Per costruire una casa bisogna partire dalle fondamenta. Per costruire il nuovo Livorno Aldo Spinelli e Mauro Facci devono ripartire dalla base. Dal gruppo storico, dai “senatori” che negli anni hanno dimostrato attaccamento alla maglia e alla città. Lo ha chiesto la Curva Nord con un esplicito comunicato, lo chiede un po’ tutta la piazza. Per ripartire e affrontare un campionato di vertice (e con il derby), la prima necessità è quella di confermare gli uomini simbolo.
Uno su tutti, Alessandro Lambrughi. Quel bacio alla maglia dopo aver segnato il gol del 3-0, nel match finito 5-1 contro il Prato, è stato un gesto istintivo, vero, che ha ufficializzato il suo amore per questi colori. «Il Livorno ancora non mi ha chiamato e sto temporeggiando, perché questa è e rimarrà la mia prima scelta», dice lo stesso Lambrughi, confermando che di quel bacio non ce n’era bisogno, in realtà. Anche perché i tifosi sanno bene quanto sia legato alla casacca amaranto, l’esperto esterno di Cernusco sul Naviglio. Ma indubbiamente quell’esultanza è stata interpretata come un’ennesima dichiarazione d’amore. Adesso, però, Lambrughi rischia di dover lasciare la città che lo ha visto crescere e la squadra per la quale ha gioito e sofferto tantissimo. Dalla promozione in A nell’anno di Davide Nicola, alla retrocessione in Lega Pro, passando per la tragica scomparsa di Piermario Morosini. Il suo contratto, infatti, è scaduto due giorni fa, il 30 giugno, e dalla società non si è ancora fatto avanti nessuno. Inoltre le offerte, anche in serie B, non mancano e in un calcio frenetico come questo, quando non certe cose non si mettono nero su bianco, c’è il rischio che i sentimenti vengano messi in secondo piano.
«Aspetto una telefonata perché vorrei continuare a indossare la maglia amaranto», prosegue Lambrughi: «Se vogliono tenermi sarei felicissimo, ma non vorrei che lo facessero tanto per fare. Non sono un giocatore che chiede chissà quanto, ma mi aspetto un segnale, vorrei essere coinvolto nel progetto. Altrimenti, senza alcun rancore, andrò via. Vorrà dire che non rientro più nei piani della società, questo è il calcio...».
Eppure qualche giorno fa qualche contatto con i dirigenti lo ha avuto. «L’ultima volta che ho sentito qualcuno è stato Igor Protti, una decina di giorni fa - racconta il giocatore - Mi disse che ancora non sapeva niente, ma sa che vorrei rimanere. In precedenza, verso metà mese, avevo parlato pure con Bini e mi spiegò che prima di stabilire l’organico della rosa, avrebbero dovuto mettere a posto la società». Eppure adesso, a quanto pare, la situazione societaria si è leggermente sistemata, la trattativa con Salvi è andata in fumo e Facci è il nuovo direttore sportivo. «È vero - conferma Lambrughi - ma sto aspettando la telefonata. Per il momento ho temporeggiato per vedere quello che succedeva in società. Ho preso tempo perché voglio restare a Livorno, vorrei capire se c’è l’interesse a tenermi o no». Anche perché le offerte sul mercato non mancano. «In realtà di concreto non c’è niente, solo tanti contatti pourparler. E francamente non le ho prese molto in considerazione perché vorrei rimanere qui. Ma me lo devono fare sapere».
Facci, è il nuovo direttore sportivo, ma Lambrughi non lo conosce direttamente. «Non lo conosco di persona perché l’ho sempre incontrato da avversario - spiega - Ma ho chiesto ad alcune persone che hanno lavorato con lui, e tutti mi hanno detto che è un uomo che si intende molto di calcio».
Un nuovo direttore sportivo e un nuovo allenatore, ma per Lambrughi chi alla fine sia il prescelto cambia poco, troppo forte la voglia di restare: «Da quel punto di vista, non so cosa voglia fare la società, ma io rimarrei a prescindere. In un paio di settimane al massimo vorrei capire se il Livorno sarà ancora la mia squadra. Altrimenti - ribadisce - che me lo dicano. Sappiamo ormai com’è il calcio e andrei via senza rancore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Uno su tutti, Alessandro Lambrughi. Quel bacio alla maglia dopo aver segnato il gol del 3-0, nel match finito 5-1 contro il Prato, è stato un gesto istintivo, vero, che ha ufficializzato il suo amore per questi colori. «Il Livorno ancora non mi ha chiamato e sto temporeggiando, perché questa è e rimarrà la mia prima scelta», dice lo stesso Lambrughi, confermando che di quel bacio non ce n’era bisogno, in realtà. Anche perché i tifosi sanno bene quanto sia legato alla casacca amaranto, l’esperto esterno di Cernusco sul Naviglio. Ma indubbiamente quell’esultanza è stata interpretata come un’ennesima dichiarazione d’amore. Adesso, però, Lambrughi rischia di dover lasciare la città che lo ha visto crescere e la squadra per la quale ha gioito e sofferto tantissimo. Dalla promozione in A nell’anno di Davide Nicola, alla retrocessione in Lega Pro, passando per la tragica scomparsa di Piermario Morosini. Il suo contratto, infatti, è scaduto due giorni fa, il 30 giugno, e dalla società non si è ancora fatto avanti nessuno. Inoltre le offerte, anche in serie B, non mancano e in un calcio frenetico come questo, quando non certe cose non si mettono nero su bianco, c’è il rischio che i sentimenti vengano messi in secondo piano.
«Aspetto una telefonata perché vorrei continuare a indossare la maglia amaranto», prosegue Lambrughi: «Se vogliono tenermi sarei felicissimo, ma non vorrei che lo facessero tanto per fare. Non sono un giocatore che chiede chissà quanto, ma mi aspetto un segnale, vorrei essere coinvolto nel progetto. Altrimenti, senza alcun rancore, andrò via. Vorrà dire che non rientro più nei piani della società, questo è il calcio...».
Eppure qualche giorno fa qualche contatto con i dirigenti lo ha avuto. «L’ultima volta che ho sentito qualcuno è stato Igor Protti, una decina di giorni fa - racconta il giocatore - Mi disse che ancora non sapeva niente, ma sa che vorrei rimanere. In precedenza, verso metà mese, avevo parlato pure con Bini e mi spiegò che prima di stabilire l’organico della rosa, avrebbero dovuto mettere a posto la società». Eppure adesso, a quanto pare, la situazione societaria si è leggermente sistemata, la trattativa con Salvi è andata in fumo e Facci è il nuovo direttore sportivo. «È vero - conferma Lambrughi - ma sto aspettando la telefonata. Per il momento ho temporeggiato per vedere quello che succedeva in società. Ho preso tempo perché voglio restare a Livorno, vorrei capire se c’è l’interesse a tenermi o no». Anche perché le offerte sul mercato non mancano. «In realtà di concreto non c’è niente, solo tanti contatti pourparler. E francamente non le ho prese molto in considerazione perché vorrei rimanere qui. Ma me lo devono fare sapere».
Facci, è il nuovo direttore sportivo, ma Lambrughi non lo conosce direttamente. «Non lo conosco di persona perché l’ho sempre incontrato da avversario - spiega - Ma ho chiesto ad alcune persone che hanno lavorato con lui, e tutti mi hanno detto che è un uomo che si intende molto di calcio».
Un nuovo direttore sportivo e un nuovo allenatore, ma per Lambrughi chi alla fine sia il prescelto cambia poco, troppo forte la voglia di restare: «Da quel punto di vista, non so cosa voglia fare la società, ma io rimarrei a prescindere. In un paio di settimane al massimo vorrei capire se il Livorno sarà ancora la mia squadra. Altrimenti - ribadisce - che me lo dicano. Sappiamo ormai com’è il calcio e andrei via senza rancore».
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