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Livorno

Occhi su Breda Il ds Facci: «Dipende da lui» 

di Fabrizio Pucci
Occhi su Breda Il ds Facci: «Dipende da lui» 

Entro la prossima settimana la scelta del mister «La presenza di Protti qui è un valore aggiunto»

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LIVORNO. Viaggia veloce il nuovo direttore sportivo del Livorno Mauro Facci e non solo perché risponde al telefono - con il dispositivo rigorosamente in viva voce - mentre è al volante. Lui infatti deve correre perché siamo al 30 giugno e il cantiere amaranto ha appena aperto i battenti.

L'ex ds del Latina si è messo subito al lavoro e trovare il suo cellulare libero è stata un'impresa: «E' vero - conferma subito - che abbiamo l'esigenza di recuperare terreno, ma dobbiamo coniugare la fretta con la voglia di fare buone scelte. In sostanza serve il tempo giusto per ogni cosa proprio perché non voglio sbagliare».

Facci a Livorno. Come è stato possibile?

«E' stata una trattativa lampo. Fino a tre giorni fa ero all'oscuro di tutto. Poi ho ricevuto una telefonata da Nicola Pecini che mi ha prospettato questa possibilità. Non ci ho pensato due volte. Ho accettato praticamente subito dopo aver incontrato lui e Roberto Spinelli».

Quali obiettivi le ha posto la società?

«La famiglia Spinelli è amareggiata per i risultati che non sono arrivati l'anno scorso. Hanno voglia di ripartire con slancio, entusiasmo, l'ambizione di fare un buon campionato e l'occhio al bilancio».

Che tradotto cosa significa?

«A me non piace fare proclami, però è chiaro che questa non è una piazza come le altre. Qui non basta partecipare, specie se si è in serie C. Qui bisogna cercare di tornare in serie B. Attraverso il lavoro quotidiano e scelte oculate».

Dopo due giorni, quali sono le sue sensazioni?

«Dopo la delusione di Latina riparto con entusiasmo e voglia di rivalsa. Voglio riconquistare quella categoria che ho perso l'anno scorso per motivi extracalcistici».

Si riferisce ai problemi societari dei nerazzurri?

«Sì. L'anno scorso ho sofferto molto. In breve tempo è naufragato un progetto iniziato dieci anni fa in Promozione e al quale ho contribuito da giocatore, da allenatore e da direttore sportivo. E poi Latina è la mia città per cui l'amarezza è stata amplificata. Siamo rimasti per quattro campionati in una categoria nella quale non eravamo mai stati prima. Poi è successo quello che è sotto gli occhi di tutti. E' stato dilapidato un patrimonio incredibile e questo non può che fare male».

Sicuramente ha già pensato di portare qualche giocatore del Latina in amaranto...

«Beh, si. Non nego che mi sarebbe piaciuto portare qui qualcuno dei 'miei ragazzi', ma si tratta di giocatori di categoria superiore che hanno richieste in serie B».

A proposito: ci faccia un favore personale. Da quella eventuale lista depenni Pinsoglio, grazie...

«Certo, lo so. Conosco tutta la storia (sorride, ndr). Niente Pinsoglio».

Quando pensate di sciogliere il nodo allenatore?

«La prossima settimana è quella decisiva».

Il tempo stringe: ci dia un giorno: lunedì? Martedì?

«Non mi sbilancio. Diciamo la prossima settimana».

Roberto Breda è un papabile? Tra l’altro è stato suo compagno di squadra a Latina, ma soprattutto lo ha avuto in panchina a Latina...

«E' un allenatore di serie B. Lo stimo tantissimo, ma come detto è di un'altra categoria».

Quindi è destinato a rimanere una chimera?

«Vediamo. Dipende se lui accetta di scendere di categoria. Come ho già spiegato Livorno non è una piazza come le altre».

E l'uomo simbolo di questa piazza è Igor Protti che è sotto contratto e che lei conosce bene...

«Sì. Siamo molto amici. Ho giocato insieme a Igor ai tempi del Napoli. Ho un ottimo rapporto con lui. E' un ragazzo straordinario e dal mio punto di vista è un valore aggiunto per questa squadra. Sono davvero molto felice di poter collaborare con lui».

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