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Livorni, Spinelli jr: «Il 20% della società a un gruppo esterno»
L'annuncio dopo l'incontro di Genova con assessore, tifosi dei club e ultrà: «I nuovi soci sono esperti, sceglieranno tecnico e ds. Il budget? 4-5 milioni di euro»
GENOVA. «Tra noi non devono esserci pregiudizi. Non racconto balle, ma solo il mio punto di vista dopo 18 anni di gestione del Livorno da parte della mia famiglia. Il budget? 4-5 milioni di euro, vogliamo fare un campionato importante». Ieri mattina a Genova è iniziato con queste parole di Roberto Spinelli il primo confronto diretto, schietto, chiarificatore tra la società e i tifosi. Nella sala riunioni della Spinelli Group erano rappresentati tutti: le istituzioni nella persona dell’assessore allo sport Andrea Morini, gli ultrà da Bruno Rotelli e Lenny Bottai, i club dal presidente del Coordinamento Ivano Falchini e da Enrico Fernandez Affricano del “Magnozzi”. Presenti anche Alessandro Maicu e Andrea Simoncini del sito internet alelivorno.it. Per il Livorno oltre a Roberto Spinelli (raggiunto in un secondo momento dal padre Aldo), l’amministratore Diego Guidi e il segretario generale Alessandro Bini. E per il Tirreno il nostro giornalista Alessandro Bernini.
VIA IL 20%? Spinelli jr ha subito mostrato i bilanci della società: «Questa – ha subito dichiarato – è la prova che noi i soldi nel Livorno li abbiamo sempre messi. Purtroppo, dopo i primi anni di serie A, abbiamo sbagliato praticamente tutto tanto è vero che siamo finiti in serie C». Al male di tante scelte sbagliate (giocatori-delusione, contratti onerosi, allenatori finiti) adesso la famiglia Spinelli intende porre rimedio con l’ingresso in società di nuovi soggetti. «Domani (oggi, ndc) alle 16 avremo un incontro con persone esperte di calcio a cui vogliamo dare il 20% del Livorno. Se accettano, per il primo anno non metteranno i soldi pur occupandosi della gestione dell’area tecnica della squadra, proprio quel settore nel quale abbiamo fallito scegliendo uomini sbagliati».
Il 20% senza portafoglio è indubbiamente una formula sui generis: «Se l’affare va in porto, dall’anno prossimo saranno responsabili in attivo o in passivo esattamente per la loro percentuale. E inizieranno a mettere i soldi. Nel frattempo sceglieranno allenatore e direttore sportivo». Spinelli jr non ha fatto nomi, ma durante la sua disquisizione ha spesso paragonato i costi del settore giovanile del Livorno a quelli della Sampdoria e si è riferito all’attività di scouting dei doriani. In altri termini c’è la sensazione che queste figure manageriali possano arrivare dall’area blucerchiata.
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IL RILANCIO. Roberto Spinelli ha poi precisato che la società è ancora in vendita: «Noi vogliamo cedere la società. Mio padre in questi anni ha incontrato almeno trenta persone, ma si è sempre trattato di imprenditori che pensano di guadagnare con il calcio quando tutti sanno che in questo campo la rimessa è sicura». È proprio qui il punto di caduta. Spesso società in vendita è sinonimo di smobilitazione, budget risicato e ambizioni rasoterra. Da Spinelli arriva il rilancio: «Ai tifosi chiediamo un pizzico di fiducia. La nostra è una società perfetta sul piano economico e patrimoniale. Il budget? Siamo già sui 2,8 milioni di euro. Per il prossimo anno abbiamo stanziato un cifra tra i 4 e i 5 milioni e vogliamo fare un campionato ambizioso. Questo gruppo non verrà smantellato. Anzi, vogliamo consolidarlo. Infine una puntualizzazione: è la nostra holding che finanzia il Livorno e non viceversa».
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