Il Tirreno

Livorno

Nappi: «Ho incontrato  Spinelli a Genova, sogno una chance» 

di Nicolò Cecioni
Nappi: «Ho incontrato  Spinelli a Genova, sogno una chance» 

Parla il tecnico: «Tutti dicono che allenerò la prima squadra ma non ho ancora avuto conferme. Accetterei subito»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Passato, presente e futuro. È un’estate particolarmente densa quella di Marco Nappi. Con l’emozione della vittoria dello scudetto ancora negli occhi, l’impegno del camp con l’Academy Livorno da portare avanti e una nuova stagione da pianificare, l’attuale allenatore della Berretti non ha un secondo libero. Eppure di motivi per rilassarsi ne avrebbe in quantità industriale. «Ma quali vacanze... Per uno come me non ci sono vacanze, bisogna sempre lavorare. Mi hanno chiesto di partecipare al camp dell’Academy e ho accettato con grande piacere. Ci sono anche Luci, Mazzoni e Cannarsa. Stiamo lavorando con circa 120 bambini ed è un impegno intenso ma anche tanto gratificante. Stare sui campi di calcio è la mia vita, lo faccio con passione».

Una passione che l’ha portata in alto, sia da giocatore che da allenatore.

«Impegno, sacrificio e amore per questo sport. I valori di Marco Nappi calciatore erano questi e sono gli stessi anche ora che alleno. Con me gioca solo chi pedala, si suda la maglia e si comporta bene, anche fuori dal campo».

È arrivato così lo scudetto?

«Sì. Il lavoro paga sempre e il fatto che la gente se n’è accorta, mi fa piacere. In molti mi fermano per strada, mi fanno i complimenti. Siamo stati ricevuti in Comune, il club Magnozzi ci ha premiato con una targa. Sono grandi dimostrazioni di affetto. Ho giocato tanto, sono arrivato a disputare una finale di Coppa Uefa e alleno da 10 anni. Ma quello che ho provato qui non l’ho provato da nessun’altra parte».

È per questo che molti la accostano già sulla panchina della prima squadra?

«Sono un tesserato del Livorno. Tutti dicono che allenerò la prima squadra ma ancora non ho avuto nessuna conferma. Mi farebbe enormemente piacere e questo non l’ho mai negato. Se il presidente mi dovesse chiamare accetterei subito. Gliel’ho già detto dopo la finale con il Renate».

Vi siete sentiti?

«Certo, mi ha chiamato subito dopo il triplice fischio, eravamo ancora negli spogliatoi. Ha detto che siamo l’orgoglio di tutta Livorno. Poi una settimana fa sono andato a Genova a portargli il trofeo».

E com’è andata?

«Era contentissimo. L’ho visto veramente felice, la vittoria dello scudetto con la Berretti lo ha esaltato».

Avete parlato anche del futuro?

«È stata una chiacchierata. Mi ha chiesto se fossi disponibile per allenare la prima squadra. Gli ho risposto di sì, ovviamente. Aspetto una sua decisione, io sono pronto e lui lo sa. Alleno da 11 anni le squadre giovanili e penso che sia arrivato il momento di fare il salto. Però non spetta a me decidere, se sceglieranno un altro resterò comunque a Livorno per allenare la Berretti e difendere lo scudetto. Io attendo alla finestra, non ho fretta».

E del futuro societario?

«No, di questo non abbiamo parlato. Ero a conoscenza della trattativa con Salvi, ma ora non so più niente».

Ha già un’idea su come potrebbe essere il suo Livorno?

«A oggi abbiamo almeno 14 giocatori validi, che per questa categoria sono un lusso. Siamo già a buon punto. Io gioco con il 4-3-3 con tre attaccanti veri che mi servono per vincere, non con due centrocampisti alti che giocano sugli esterni. Con la Berretti si è vista la mia mentalità offensiva, abbiamo segnato 56 gol. In Lega Pro le cose cambiano, ma con due punte di peso come Vantaggiato e Maritato il Livorno credo sia a buon punto. Forse, ipotizzando che chi c’è adesso rimanga, per schierare il mio modulo mancherebbero un terzino e un altro attaccante. Per il resto ci siamo perché in rosa ci sono calciatori importanti. Ma è ancora presto per fare valutazioni sul futuro».

Ha pensato anche a qualche giovane da promuovere in prima squadra?

«Ovviamente sì. A Spinelli ho già fatto i nomi di quattro ragazzi che meritano una chance e che io farei partire in ritiro con il gruppo. Magari non saranno subito titolari, ma non è detto che non facciano comodo durante l’anno. Questo il presidente lo sa e spero che, con o senza Nappi, lui li porti su perché sono veramente bravi».

I loro nomi?

«Mi chiedete troppo...».

Allora qualcosa sul suo ipotetico mercato...

«Dobbiamo prendere giovani non sprovveduti che sappiano mettersi a disposizione e che abbiano fame di carriera e risultati. Va bene anche un 25enne con 150 presenze in Lega Pro...».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web