Toscana
roberto spinelli: «mazzoni non mi ha risposto al telefono»
Lo stand-by della società blocca panchina e mercato
di Fabrizio Pucci
LIVORNO. Stand-by. Ecco la parola chiave utile a descrivere il momento del Livorno. Siamo al 22 giugno e per il momento in casa amaranto non si muove foglia. Una volta archiviata la trattativa-Salvi...
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LIVORNO. Stand-by. Ecco la parola chiave utile a descrivere il momento del Livorno. Siamo al 22 giugno e per il momento in casa amaranto non si muove foglia. Una volta archiviata la trattativa-Salvi si auspicava in un colpo di acceleratore sulla strada che deve portare alla costruzione del Livorno che verrà. E invece – a una settimana dall’addio all’ipotesi cessione – la società continua a lavorare sotto traccia. Talmente sotto traccia che i movimenti sono impercettibili. Le possibili cause di questa immobilismo sono due. Primo: la famiglia Spinelli era così sicura di arrivare al closing da non aver approntano un piano alternativo. Difficile da credere quando c’è di mezzo un uomo esperto come il presidente. Secondo: la società sta aspettando un’altra offerta d’acquisto. Può darsi, ma questo non dovrebbe determinare il fermo alle macchine.
Nel frattempo la tifoseria, già amareggiata dall’epilogo della vicenda del fondo inglese, suo malgrado sta assistendo al poco divertente spettacolo del rinforzo delle altre squadre mentre qui è tutto fermo. Lo stato d’animo degli sportivi oscilla tra la disillusione made in Salvi e la preoccupazione per un futuro che continua a essere nebuloso.
LE INCOGNITE. Ora il Livorno è un cantiere con il cancello chiuso. La squadra, o meglio i giocatori sotto contratto – che per la verità non sono né pochi né di scarsa qualità – attendono di sapere chi sarà il loro prossimo allenatore. Marco Nappi, fresco campione d’Italia con la Berretti amaranto, fino a pochi giorni fa sembrava l’indiziato numero uno a sedersi sulla prestigiosa panchina del Livorno. Adesso però anche lui rischia.
In stand-by anche i due giocatori svincolati che possono ancora far comodo: Luca Mazzoni e Alessandro Lambrughi. A proposito di Mazzoni, Roberto Spinelli è intervenuto ieri raccontando la sua versione: «Ho provato a chiamarlo, ma non ha risposto al telefono. In serie B sarebbe stato il nostro portiere, ma in C non possiamo permettercelo».
A questo si aggiunga che mancano ancora il ds e il dg, inoltre c’è da chiarire la posizione di Protti. Insomma, anche in questi casi l’incertezza regna sovrana.
Nel frattempo la tifoseria, già amareggiata dall’epilogo della vicenda del fondo inglese, suo malgrado sta assistendo al poco divertente spettacolo del rinforzo delle altre squadre mentre qui è tutto fermo. Lo stato d’animo degli sportivi oscilla tra la disillusione made in Salvi e la preoccupazione per un futuro che continua a essere nebuloso.
LE INCOGNITE. Ora il Livorno è un cantiere con il cancello chiuso. La squadra, o meglio i giocatori sotto contratto – che per la verità non sono né pochi né di scarsa qualità – attendono di sapere chi sarà il loro prossimo allenatore. Marco Nappi, fresco campione d’Italia con la Berretti amaranto, fino a pochi giorni fa sembrava l’indiziato numero uno a sedersi sulla prestigiosa panchina del Livorno. Adesso però anche lui rischia.
In stand-by anche i due giocatori svincolati che possono ancora far comodo: Luca Mazzoni e Alessandro Lambrughi. A proposito di Mazzoni, Roberto Spinelli è intervenuto ieri raccontando la sua versione: «Ho provato a chiamarlo, ma non ha risposto al telefono. In serie B sarebbe stato il nostro portiere, ma in C non possiamo permettercelo».
A questo si aggiunga che mancano ancora il ds e il dg, inoltre c’è da chiarire la posizione di Protti. Insomma, anche in questi casi l’incertezza regna sovrana.
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