Il Tirreno

Livorno

Salvi non telefona Ultime 24 ore per cedere il Livorno 

di Fabrizio Pucci
Salvi non telefona Ultime 24 ore per cedere il Livorno 

Un altro giorno di silenzio da parte della fantomatica cordata Spinelli aspetterà domani, poi toglierà la società dal mercato

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LIVORNO. In questi giorni di emozioni contrastanti - il dolore per la perdita di Mauro Lessi, la commozione dell'abbraccio a Davide Nicola - sul fronte societario c'è una preoccupante calma piatta e la trattativa per l'acquisto del Livorno da parte del Gruppo Salvi è avvincente come il film trasmesso su una televisione spenta.

Anche la giornata di ieri è trascorsa invano. Nessuno si è presentato dal presidente Spinelli con la tanto agognata offerta d'acquisto scritta. Nulla di nulla. E le sensazioni a questo punto sono tutt'altro che gradevoli.

PAROLE E FATTI. La situazione è come ingessata da tanto, troppo tempo. Da una parte c'è Primo Salvi che rappresenta un gruppo di soggetti interessati alla scalata al Livorno. Dall'altra Aldo Spinelli che aspetta un segnale. A questo punto però è lecito porsi qualche domanda. Questo famigerato gruppo - per prendere in prestito il gergo del ciclismo - è ancora compatto oppure ha perso qualche unità? Di parole fino ad ora non ne sono state dette molte per via delle benedetta clausola di riservatezza che grava sulla vicenda, ma a sufficienza per capire ora è arrivato il tempo dei fatti.

LA POSIZIONE DEL PRESIDENTE. A inizio settimana il presidente Spinelli ha anticipato al nostro giornale che è disposto ad aspettare al massimo fino a venerdì. In sostanza se entro domani non gli verrà recapitata la proposta d'acquisto lui andrà avanti da solo nel modo che tutti sappiamo: con un budget ridotto all'osso, con la concreta, terribile prospettiva di vedere nel prossimo campionato un Livorno piccolo piccolo destinato a lottare per la pagnotta. Il tutto mentre a venti chilometri da noi hanno già scelto l'allenatore (Gautieri) e ieri hanno messo sotto contratto Maikol Negro. Mica Maradona, per carità, ma uno che l'anno scorso a Matera ha segnato diciotto gol.

Detto questo, però, c'è da sottolineare che al momento la posizione di Spinelli è corretta. Pensateci bene. Ha dichiarato ai quattro venti di voler cedere il Livorno. Imbastisce una trattativa che - in modo preoccupante - subisce un evidente, grave rallentamento proprio quando sembrava in dirittura d'arrivo e non per causa sua. D'altronde anche lui - proprio come i tifosi - è in attesa di una telefonata, di una mail, di un fax che - dai possibili acquirenti - non arriva mai. Che poi il suo ciclo in amaranto sia finito e che è auspicabile il suo addio è un altro discorso. Il guaio è che Spinelli rischia di restare per assenza di interlocutori a meno che entro domani non accada ciò che non si è verificato fino ad ora.

LO SCENARIO. In tutto questo bailamme il Livorno non ha allenatore, direttore sportivo, direttore generale e nemmeno idea di dove andrà in ritiro precampionato. Insomma. In sede c'è il vuoto pneumatico e al momento il miglior programma possibile è quello che contempla un futuro di lacrime e sangue. Come se non bastasse ci sono le posizioni dei giocatori. Mazzoni ad esempio è corteggiato dalla Cremonese e - nonostante il suo immenso amore per la maglia - non può aspettare Godot all'infinito. Un possibile allenatore giovane, capace, grintoso, richiestissimo come Cristiano Lucarelli sta valutando le offerte che gli stanno arrivando dal sud (Cosenza, Catania) e quindi si sta allontanando.

Il quadro è triste e desolante. E' quasi inutile chiarire che il Livorno sta vivendo il periodo più delicato degli ultimi 25 anni. Salvi: se c'è, batta un colpo. Entro domani. O mai più. E a quel punto il destino amaranto sarà triste.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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