Il Tirreno

Livorno

Juventus, un logo tutto di marmo creato a Carrara

di Libero Red Dolce
Il logo della Juventus in marmo di Carrara realizzato da Monfroni
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Il logo della Juventus in marmo di Carrara realizzato da Monfroni

I bianconeri hanno diffuso un video con l'artista Michele Monfroni che rivisita il nuovo brand dei Campioni d'Italia

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CARRARA. Un nuovo logo per una nuova stagione juventina. Accompagnata dalla scelta di partire dal marmo di Carrara e da uno degli artisti più celebri in città, Michele Monfroni, per una serie di video dove artisti e sportivi cercheranno di interpretarne l’anima ognuno nella sua disciplina e con il suo stile. Tutto inizia dal marmo.

Un logo semplice, «uno stile elegante che rappresenta l'essenza del futuro della Juventus», è la definizione che ha voluto dare la società torinese quando ha lanciato il marchio. E si saranno detti, o forse avrà suggerito con il suo vocione carrarese capitan Buffon: cosa c’è di più essenziale ed elegante del marmo? Detto fatto, tutti in cava per la prima puntata della serie di video “Crafting”, per raccontare il brand in modo diverso.

E allora via di lunghe pareti lucenti, scalpellini, mani che faticano e attrezzi che rifiniscono. La sfida è riportare quella “J” su sfondo nero, solcata da due curve bianche, nella dolce asprezza del marmo bianco.

Il video, pubblicato nella pagina ufficiale della squadra, dopo una breve panoramica dall’alto delle cave apuane, ci porta poi nello studio di Monfroni a Codena, frazione di Carrara. Fondato dal padre nel 1963, più di mezzo secolo fa.

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Lo vediamo accostarsi alla parete intagliata, scegliere il blocco giusto e cominciare a lavorarlo. A sgrezzarlo. Occhialoni protettivi sul volto, Monfroni racconta l’arte dello scultore mentre scorrono le immagini della messa in opera della sua “J”. «Scolpire oggi ha lo stesso significato che aveva migliaia di anni fa – racconta agli spettatori – la tecnologia ci aiuta nelle piccole cose, rende alcuni processi più veloci. Ma quando ti trovi di fronte alla materia grezza sei solo tu, con le tue mani, a trasformale ed essere in grado di renderla un’opera d’arte. Quello che mi spinge a scolpire è la mia immaginazione, creare ciò che ancora non esiste. Lasciare che le tue mani lavorino a qualcosa che i tuoi occhi ancora non hanno visto».

L’opera prende forma. La accarezza, la sbozza Monfroni. La incornicia. «Ogni movimento fatto, ogni colpo di scalpello, ti avvicinano alla forma finale dell’opera. Vedo le linee che diventano più nette, le superfici levigate, i dettagli sempre più definiti. La materia che esprime tutta la passione che metto nella lavorazione». Ultimo campo stretto che si allarga pian piano: la “J” ha preso forma. Il marmo ha trovato la sua direzione.
 

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