Il Tirreno

Livorno

Sboccia l’azionariato Libertas «Pronti a dare 100mila euro» 

di Andrea Masini
Sboccia l’azionariato Libertas «Pronti a dare 100mila euro» 

Basket. Iniziativa dei tifosi gialloblù sull’onda della promozione in serie B e del ritrovato amore  Arrabito: «La società per ora non vuole il nostro aiuto, ma a noi va bene anche il semplice supporto»

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LIVORNO. Martedì mattina, nel corso della conferenza stampa di fine di stagione e di presentazione della campagna abbonamenti per il 2017/2018, il presidente onorario della Libertas Giovanni Pardini, era stato chiaro: «L’entusiasmo sprigionato è palpabile dalla promozione è palpabile, ma l’azionariato popolare a nostro avviso è una soluzione di difficile gestione e quindi ci sentiamo di escluderlo; detto questo, per la Serie B occorre un budget di circa 200mila euro e, ovviamente, il contributo di Officine Opus non basterà…».

Frasi e concetti che il Libertas Fan Club, comitato promotore dell’idea azionariato con l’Ingegner Giuseppe Arrabito in testa, ha accolto con un pizzico di stupore, ma anche con il massimo rispetto verso l’operato della società, culminato con la promozione in Serie B. «Ciò che conta è il bene per la Libertas…», recita il comunicato divulgato dal Fan Club. E anche che «in soli 5 giorni, un gruppo di imprenditori e professionisti di fede libertassina, ha deciso di testare l’interesse di amici e appassionati di basket al fine di raccogliere fondi utili a garantire alla società un futuro roseo anche in Serie B. In questo lasso tempo, grazie ad un’intensa attività di networking che ha coinvolto molte persone anche non residenti a Livorno, siamo riusciti a raccogliere circa 100 adesioni certe, da aggiungere alle 260 promesse di sottoscrizione. Si tratta di una cifra pari a circa 100.000 euro che, di fatto, secondo quanto affermato dalla società, rappresenterebbe la meta del budget necessario per affrontare la Serie B. Negli anni molte realtà sportive hanno adottato il modello dell’azionariato popolare per potenziare la propria struttura, facendo leva sull’emozionalità di questo genere d’investimento che permette ai sottoscrittori di sentirsi possessori di una piccola quota della società».

«Lo spirito dell’azionariato popolare - si legge nella nota - non è quello di creare confusione o ingerenze nella gestione societaria. I piccoli azionisti non hanno il diritto di interferire in alcun modo nei processi decisionali sportivi o amministrativi, ma sono semplicemente gratificati dal fatto di poter essere considerati “soci” non operativi. Di conseguenza prendiamo atto del legittimo disinteresse della Libertas Liburnia, valuteremo senz’altro la possibilità di dare supporto attraverso l’acquisto di un abbonamento e al contempo porteremo avanti le nostre idee, non facendo mai mancare l’affetto alla squadra come dimostra la nascita di un’associazione di tifosi denominata “Libertas Fan Club” che avrà la missione di continuare ad aggregare anche supporter che oggi non frequentano per varie ragioni. Il “Libertas Fan Club” avra anche l’obiettivo di costruire una “community” di potenziali investitori, che, qualora ce ne fosse bisogno in futuro, potrebbe rappresentare un prezioso sostegno per ambire ai palcoscenici». Il tutto per il bene della Libertas.

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