Gioco
Passa la linea di Roberto Spinelli: sì alla cessione
C'è l'ok anche di Aldo, ora tocca al gruppo-Salvi: entro dieci giorni serve la proposta d’acquisto
LIVORNO. Uno di fronte all’altro. Non una riunione, perché tra padre e figlio non ce n’è bisogno. Chiamiamolo “un chiarimento”, perché in questo momento è bene avere le idee chiare. Le parole di Aldo Spinelli nel post-Reggio Emilia avevano lasciato perplessi un po’ tutti. Non solo i tifosi, ma anche i probabili acquirenti e di conseguenza Roberto Spinelli (che da 40 giorni è in prima linea nella trattativa). Troppi riferimenti alla prossima stagione, ai programmi, all’idea-Nappi, troppi indizi che lasciavano pensare una cosa: Aldo Spinelli ci ha già ripensato, non vuole più vendere.
SÌ ALLA CESSIONE. Così nelle ultime 48 ore si sono susseguite telefonate su telefonate. Ma fondamentale è stato il chiarimento padre-figlio. Cosa è saltato fuori? Che si va avanti con la linea di Roberto Spinelli: sì alla cessione. In realtà Aldo avrebbe spiegato che lui non ci ha ripensato, ma che intendeva solo parlare di “ipotesi B”. Ovvero: se non chiudiamo la vendita e resto io, ecco cosa faremo.
SOCIETÁ VUOTA. In questa ottica, come spiegavamo ieri, si può leggere lo svuotamento lento ma inesorabile della società. Che oggi non ha allenatore, direttore sportivo, direttore generale. Insomma, oggi è un ectoplasma. Perché tutto questo? Filtra la concreta notizia che la scelta sia volontaria: liberiamo le poltrone chiave del Livorno Calcio, così i nuovi acquirenti potranno mettere i loro uomini di fiducia. Che a quanto pare ci sono già, altrimenti si sarebbe valutato chi c’era. Tra l’altro in sede si stanno stringendo i tempi per ridurre gli stipendi ai dipendenti, come da iniziativa della famiglia Spinelli qualche mese fa. Meno sono i costi di gestione, più è facile far felici gli acquirenti. Questo è evidente.
IL GRUPPO SALVI. Bene. Proviamo allora a dare per certo che Aldo e Roberto Spinelli vogliono cedere il Livorno. Da quanto ci risulta, diversi soggetti sono andati negli uffici genovesi negli ultimi 40 giorni. Ce ne sono andati almeno quattro, tra cui sicuramente Angelo Ferullo, ex patron del Latina. Tutti rispediti al mittente, perché nessuno avrebbe dato garanzie adeguate alla famiglia Spinelli. L’unica trattativa che è sempre stata tenuta viva è questa con il gruppo-Salvi: evidentemente, ci pare chiaro, questo gruppo ha mostrato serietà e soprattutto ha mostrato di possedere “cash”, perché sennò sarebbe stato cacciato come tutti gli altri.
C’è un altro aspetto che riteniamo positivo. Di certo il gruppo-Salvi non cerca pubblicità gratuita (come fanno molti). Anzi, il patto di riservatezza va proprio nella direzione opposta. Fin qui tutto bene. Ma adesso è importante, lo ripetiamo ogni giorno, che Primo Salvi e i suoi uomini riescano a stringere i tempi per presentare questa “proposta di acquisto” ovvero la chiave per rilevare la società. In giro filtra ottimismo e ci fa piacere. Anche perché un’altra stagione con Spinelli e un budget da 1 milione e mezzo (cosa che lui stesso comunicò ai dirigenti e non ha mai smentito), sarebbe un bagno di sangue per i tifosi. Il tutto con probabile promozione di Nappi dalla Berreti alla prima squadra.
La palla dunque passa adesso nella metàcampo dove manovrano Primo Salvi e i suoi uomini. Che non possono uscire allo scoperto per il patto di riservatezza, ma che comunque hanno una responsabilità non da poco: perché se salta questa trattativa, Spinelli finirà addirittura per essere più solido sulla poltrona di comando. E in questo modo, al motto di “sono spariti tutti” avrà mano libera su una prossima stagione che si annuncerebbe di basso profilo. E noi, nell’anno del derby in serie C, il basso profilo non possiamo permettercelo. Dunque entro dieci giorni aspettiamo questa proposta d’acquisto. Ripetiamo. La palla adesso è nella loro metàcampo.
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