Gioco
REGGIANA KO, DOMANI C’È IL RENATE
Magia di Vittorini e i baby amaranto volano in finale
di Alessio Traversi
LIVORNO. Certe partite a volte si possono vincere solo con una piccola magia. Può non essere un problema, se in squadra si ha un mago. E il suo mago, nella semifinale delle “Final Four”, la Berretti...
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LIVORNO. Certe partite a volte si possono vincere solo con una piccola magia. Può non essere un problema, se in squadra si ha un mago. E il suo mago, nella semifinale delle “Final Four”, la Berretti amaranto lo ha trovato: basta crederci, deve aver pensato capitan Vittorini al momento di guizzare indietro verso il dischetto, intercettare quel pallone spiovente dall’alto e spedirlo in rete con una potente mezza rovesciata. Era il 77’ e alla Reggiana sarebbe restato troppo poco tempo per rimediare.
Ma il Livorno in partita c’è stato fin dall’inizio. Certo, è stata una faticaccia. Gli emiliani, ostici e ficcanti, hanno cominciato a premere sin dai primi minuti, impegnando Romboli già al 5’ con un colpo di testa ravvicinato di Mastropietro e sfiorando l’angolo alto al 12’ con una sventola di Tamagnini su punizione. I ragazzi di Nappi hanno però preso progressivamente le misure agli avversari e si sono resi pericolosi una prima volta al 23’, quando con un lancio lungo Bardini ha pescato sull’out destro Canessa, che ha oltrepassato il portiere in uscita ma dal fondo non è poi riuscito a rimettere al centro per l’accorrente Nigiotti.
A ridosso dell’intervallo il Livorno ha cominciato a far valere la sua velocità sulle fasce, arrivando alla conclusione sia con Canessa sia con Folegnani; ma anche la Reggiana è tornata a sfiorare il vantaggio al 41’, quando Romboli, al termine di una vertiginosa incursione di Rocco, ha dovuto mettere una pezza su un fendente di Mastropietro.
Nella ripresa il copione non è cambiato: pur duramente impegnato nei continui rovesciamenti di fronte, il Livorno ha acquisito una sicurezza sempre maggiore. La svolta è giunta a venti minuti dal termine: la Reggiana ha sprecato la sua migliore occasione al 71’, quando Romboli ha neutralizzato in tuffo un potente diagonale di Rocco; così poco dopo il Livorno l’ha punita, siglando l’1 a 0. Poi la squadra di Nappi si è dovuta difendere per un quarto d’ora, anche se tutto sommato senza soffrire troppo: un pallone spazzato via dagli amaranto con Romboli a terra, un bel colpo di reni dello stesso Romboli su punizione di Mastropietro, niente di più.
Niente in grado di fermare la corsa di questo Livorno, che domani, di nuovo al “Lungobisenzio” di Prato alle ore 17, si giocherà il titolo nella finalissima contro il Renate. Lo scudetto è davvero a un passo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ma il Livorno in partita c’è stato fin dall’inizio. Certo, è stata una faticaccia. Gli emiliani, ostici e ficcanti, hanno cominciato a premere sin dai primi minuti, impegnando Romboli già al 5’ con un colpo di testa ravvicinato di Mastropietro e sfiorando l’angolo alto al 12’ con una sventola di Tamagnini su punizione. I ragazzi di Nappi hanno però preso progressivamente le misure agli avversari e si sono resi pericolosi una prima volta al 23’, quando con un lancio lungo Bardini ha pescato sull’out destro Canessa, che ha oltrepassato il portiere in uscita ma dal fondo non è poi riuscito a rimettere al centro per l’accorrente Nigiotti.
A ridosso dell’intervallo il Livorno ha cominciato a far valere la sua velocità sulle fasce, arrivando alla conclusione sia con Canessa sia con Folegnani; ma anche la Reggiana è tornata a sfiorare il vantaggio al 41’, quando Romboli, al termine di una vertiginosa incursione di Rocco, ha dovuto mettere una pezza su un fendente di Mastropietro.
Nella ripresa il copione non è cambiato: pur duramente impegnato nei continui rovesciamenti di fronte, il Livorno ha acquisito una sicurezza sempre maggiore. La svolta è giunta a venti minuti dal termine: la Reggiana ha sprecato la sua migliore occasione al 71’, quando Romboli ha neutralizzato in tuffo un potente diagonale di Rocco; così poco dopo il Livorno l’ha punita, siglando l’1 a 0. Poi la squadra di Nappi si è dovuta difendere per un quarto d’ora, anche se tutto sommato senza soffrire troppo: un pallone spazzato via dagli amaranto con Romboli a terra, un bel colpo di reni dello stesso Romboli su punizione di Mastropietro, niente di più.
Niente in grado di fermare la corsa di questo Livorno, che domani, di nuovo al “Lungobisenzio” di Prato alle ore 17, si giocherà il titolo nella finalissima contro il Renate. Lo scudetto è davvero a un passo
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