Gioco
Senza tecnico e senza dirigenti: il Livorno oggi non esiste
Via Foscarini, Ceravolo e Armenia. Intanto prosegue la trattativa tra Spinelli e Salvi, ma ora serve la “proposta d’acquisto”
LIVORNO. “Cosa resterà di questi anni 2016-17” non è una canzone di Raf. È un triste ritornello che da domenica notte ci ronza nella testa. Perché c’è stato giusto il tempo di incassare la sconfitta e rendere onore a un gruppo che comunque ha dato l’anima per tutta la stagione, poi lo sguardo è finito dritto al futuro. Dove per ora si vedono solo nuvoloni. A meno che la cessione non vada in porto in tempi ragionevolmente brevi.
SENZA DIRIGENTI. Oggi il Livorno è quasi una scatola vuota, quantomeno a livello dirigenziale. Il ds Franco Ceravolo è stato praticamente messo in un angolo dalla famiglia Spinelli già a febbraio-marzo, lui comunque è rimasto al fianco della squadra e ha sempre dato il suo sostegno al gruppo fino in fondo. Il contratto scade a giugno, adesso dovrà cercarsi un’altra squadra.
Non c’è il direttore sportivo e non c’è neanche il direttore generale. Come spiegato ieri, Paolo Armenia è stato “invitato” (si fa per dire) da Aldo Spinelli a cercarsi un’altra squadra. Il presidente per ora lo ha messo in ferie forzate, ma Armenia comunque ieri (pur in ferie) era al lavoro visto che altrimenti la macchina-Livorno rischia la paralisi.
Sotto contratto al momento c’è soltanto Igor Protti. Che però non è certo uno che si lega a un pezzo di carta. Non vogliamo neanche pensare all’ipotesi di perdere per strada pure Igor, ma è chiaro che pure lui sta facendo delle riflessioni in base a cosa accadrà adesso. E non certo per tornaconto personale, sennò non sarebbe rientrato nel momento più difficile degli ultimi 20 anni di storia amaranto.
SENZA ALLENATORE. Più della metà delle squadre di serie C ha già l’allenatore. Chi ancora non ha sistemato la casella, sta quantomeno trattando e facendo casting con i papabili (vedi ad esempio il Pisa). Il Livorno no. Claudio Foscarini aveva il contratto di un anno con rinnovo automatico in caso di promozione in serie B, da quanto ci risulta non ha chance di restare nè se resta Spinelli e nè se il gruppo di Salvi rileva la società.
D’altra parte, chi lo cerca oggi l’allenatore? Spinelli non può, non avrebbe senso: si chiede la cessione e poi dovrebbe prendere l’allenatore? Per la verità lui qualche idea in testa ce l’avrebbe anche, si parla di Marco Nappi ma anche di Antonio Filippini, ed è spuntato pure il nome di Cristiano Lucarelli (su di lui c’è però in pressing il Catania).
SENZA MAZZONI... A oggi il Livorno sarebbe anche senza portiere visto che il contratto di Luca Mazzoni è in scadenza. Ora: quanto Luca sia affezionato a questa maglia lo sanno tutti, ma quanto può aspettare una chiamata del Livorno? E oggi chi può fargli la chiamata? Non Spinelli, non Salvi. Nessuno insomma.
LA TRATTATIVA. Siamo nella terra di mezzo, immobili, piantati. Per carità, se uno ci mette i soldi, li prende anche a agosto i giocatori che ti fanno vincere il campionato. Ma il discorso allenatore è diverso: i migliori si accasano dove ci sono ambizioni, non si può perdere tempo e poi magari prendere uno scarto.
Come uscire da questo impasse? C’è solo una possibilità. Che il gruppo-Salvi presenti a Aldo Spinelli una proposta d’acquisto vera e propria. Come tra l’altro sarebbe stati concordato dalle due parti. Perché è l’unico modo per capire come stanno davvero le cose. Senza proposta, è chiaro che Spinelli potrà sempre dire “non c’è nessuno che vuole comprare, si sono tirati tutti indietro”.
SENSAZIONI. Tra richieste di silenzio, clausole di riservatezza e messaggi più o meno velati che arrivano da entrambi i fronti (della serie, «se esce qualcosa, salta tutto»), è chiaro che qui si va avanti tra mezze voci e mezze certezze.
Continuerebbe ad esserci un ottimismo neanche troppo velato. Diciamo un ottimismo abbastanza convinto. Roberto Spinelli crede molto in questo gruppo capitanato da Primo Salvi. E a quanto pare Aldo Spinelli avrebbe fatto capire che è davvero pronto a cedere. Perché allora quelle sparate nel post-Reggio Emilia? Solo perché nella sua testa c’era l’ipotesi B, ovvero: il gruppo Salvi disgraziatamente salta, e allora in qualche modo bisognerà pensare al futuro. Messa così, sarebbe un’altra storia. In questo momento non possiamo che prendere ossigeno da questo pizzico di ottimismo. E aspettare. Aspettare ancora qualche giorno.
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