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Livorno, con i tifosi è tornato l’amore: incontro e abbracci al Coni - Video

Fabrizio Pucci
La delegazione dei tifosi
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La delegazione dei tifosi

L’idea di Igor Protti: i giocatori ritardano di un giorno le ferie per salutarsi. A Tirrenia anche una delegazione di trenta tifosi in rappresentanza della Nord

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LIVORNO. Una pomeriggio ad alta intensità emotiva. Normale quando di mezzo c'è il Livorno. Domenica sera dopo l'eliminazione dai playoff la società aveva dato il rompete le righe ai giocatori. Poi dopo una notte insonne il Club Manager Igor Protti ha mandato un messaggio nel gruppo whatsapp della squadra: “Troviamoci martedì pomeriggio alle quattro al Centro Coni per il saluto finale tra noi”. Tutti hanno risposto presente. Nessuno escluso. Vacanze rimandate di un giorno. Martino Borghese ieri dove festeggiare il compleanno in famiglia, in Svizzera. È partito a pomeriggio inoltrato perché proprio non se la sentiva di non salutare i compagni di questa bellissima avventura finita al Mapei Stadium nel modo che tutti sappiamo.

I TIFOSI. C'è amore vero tra tifosi e squadra. Anzi. È tornato l'amore vero, quello fatto di stima che i giocatori si sono guadagnati sul campo lottando su ogni pallone e in ogni centimetro quadrato di campo. Contro tutto e tutti. E i tifosi, una delegazione di una trentina di tifosi della Nord, ieri ha fatto visita ai giocatori con la benedizione di Protti. L'incontro, durato un quarto d'ora nel chiuso dello spogliatoio è stato toccante. Commovente.

UOMINI VERI. Due i tifosi che hanno preso la parola dinanzi ai giocatori che hanno ascoltato in religioso silenzio e con il groppo in gola: «Voi avete dato il massimo per cui questo gruppo non va smantellato. Poi è chiaro che se c'è qualcuno che vuole andare via, vada pure perché qui non deve restare nessuno controvoglia». Non volava una mosca nella palestra del Centro Coni attigua agli spogliatoi. I giocatori erano seduti sugli attrezzi. Sulle panche. Soglia dell'attenzione altissima. Espressioni del volto serie, in linea con un momento che il calcio regala di rado. Hanno ricevuto una dichiarazione di stima e affetto che di certo quasi sicuramente nemmeno i loro colleghi della Cremonese – che pure hanno vinto il campionato – hanno avuto. D'altronde quando si vince gli amici sono tanti. È nella sconfitta che si capisce su chi si può contare: «Noi siamo qui – hanno proseguito gli ultras – perché abbiamo capito che voi siete uomini veri ancor prima che giocatori. E non possiamo che ringraziarvi. Proveniamo da campionati difficili. Da brutte situazioni. Grazie a voi quest'anno abbiamo ricreato qualcosa di importante nonostante l'assenza della società. È chiaro che noi speriamo che Spinelli venda il Livorno». Il silenzio si è sciolto in uno scrosciante applauso. Eccolo il senso di appartenenza. Ecco – per i giocatori - il privilegio di indossare la maglia amaranto. E per i tifosi, quello di sostenere un ideale, la squadra delle loro città.

LE PAROLE DI IGOR. A nome di tutto il gruppo ha preso la parola il Signore delle Reti: «Siamo noi a ringraziare voi – ha dichiarato – perché già a Reggio Emilia subito dopo l'eliminazione avete dimostrato intelligenza, attaccamento alla maglia e coerenza con quanto avevate detto nei mesi scorsi: volevate l'impegno e lo avete apprezzato anche nel momento della sconfitta. E oggi (ieri ndc) lo ribadite». Anche per Protti è difficile stabilire che cosa succederà domani: «Mi auguro che la maggior parte di noi possa continuare l'anno prossimo questo percorso per arrivare oltre, ma non so che cosa succederà né quanti di noi saranno qui. Una cosa però è certa. Questi ragazzi nella loro vita avranno un grandissimo ricordo di questa città e di questa piazza che malgrado tutte le difficoltà è sempre stata al loro fianco».

FOSCARINI E MAZZONI. Emozionato Foscarini: «L'immagine di voi tifosi e Reggio Emilia mi resterà nel cuore per tutta la vita». Infine Mazzoni: «Eravamo all'ultimo scalino. A Firenze i miei compagni avrebbero visto di che cosa sareste stati capaci. I 1200 di Reggio erano solo un antipasto. Ora però sta a voi far da tramite con chi verrà a giocare qui. Sarete voi a trasmettere questo nostro spirito combattivo ai futuri amaranto».

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