Gioco
LUCA MAZZONI
«Il ciclo Spinelli è finito Ora serve rispetto per tutti i nostri tifosi»
di Fabrizio Pucci
LIVORNO. Mazzoni, il Mapei Stadium e le lacrime. Domenica sera come il primo settembre 2013. Quel giorno il Livorno aveva battuto il Sassuolo per 4-1 ma il portierone salutò tutti con groppo in gola...
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LIVORNO. Mazzoni, il Mapei Stadium e le lacrime. Domenica sera come il primo settembre 2013. Quel giorno il Livorno aveva battuto il Sassuolo per 4-1 ma il portierone salutò tutti con groppo in gola perché - non rientrando nei piani tecnici di Nicola, aveva appena firmato per il Padova. Domenica l’emozione per il sogno svanito ai quarti di finale. «Dispiace - commenta con quell'ovo sodo che non andava né su né giù - perché questo gruppo fantastico ha sempre dato l'anima. Con tutti i limiti che potevamo avere, non ci siamo mai tirati indietro. Siamo usciti da situazioni molto complicate grazie a persone meravigliose come Igor Protti e i direttori Armenia e Ceravolo. Credevamo di andare fino in fondo. Ci siamo sbagliati, ma abbiamo costruito una base da cui ripartire».
CICLO FINITO. È tempo di bilanci. E magari di capire che cosa c'è dietro l'angolo. Mazzoni ha parlato a ruota libera come nel suo stile di livornese vero innamorato della sua squadra: «A Reggio Emilia abbiamo rivisto il presidente. Prima della partita ha parlato con noi. Si è scusato di non esserci stato vicino durante l'anno. Per carità, mi ha fatto piacere e a lui sono grato per avermi riportato a Livorno. Detto questo penso che con la partita di domenica si è chiuso il suo ciclo. Ora dovrà succedere qualcosa di importante».
IL FUTURO. Del domani non vi è certezza. Men che meno a Livorno. Mazzoni però ha idee chiare: «È presto per parlare di futuro. Serve qualche giorno per assorbire la botta. Sul fronte societario sentiamo tante voci. Vediamo se si concretizza qualcosa. Se c'è qualcuno davvero interessato all'acquisto della società è opportuno che si faccia avanti adesso».
RISPETTO. C'è una questione sulla quale Mazzoni non è mai passato sopra: quella del rispetto della gente. E lo ha detto chiaramente: «Prima ho detto che abbiamo costruito una base per ripartire. Adesso aggiungo che la società - vecchia o nuova che sia - deve rilanciare. Perché a Livorno o si rilancia o è un problema. Qui non accettiamo programmi di minima. Siamo il Livorno e lo abbiamo dimostrato con la Reggiana. Sul campo e sugli spalti. Vi rendete conto che vanno a Firenze i granata con quei pochi tifosi al seguito. È davvero incredibile. La passione di noi livornesi per la squadra non va più mortificata. Ecco perché secondo me serve che sia fatta chiarezza in tempi brevi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
CICLO FINITO. È tempo di bilanci. E magari di capire che cosa c'è dietro l'angolo. Mazzoni ha parlato a ruota libera come nel suo stile di livornese vero innamorato della sua squadra: «A Reggio Emilia abbiamo rivisto il presidente. Prima della partita ha parlato con noi. Si è scusato di non esserci stato vicino durante l'anno. Per carità, mi ha fatto piacere e a lui sono grato per avermi riportato a Livorno. Detto questo penso che con la partita di domenica si è chiuso il suo ciclo. Ora dovrà succedere qualcosa di importante».
IL FUTURO. Del domani non vi è certezza. Men che meno a Livorno. Mazzoni però ha idee chiare: «È presto per parlare di futuro. Serve qualche giorno per assorbire la botta. Sul fronte societario sentiamo tante voci. Vediamo se si concretizza qualcosa. Se c'è qualcuno davvero interessato all'acquisto della società è opportuno che si faccia avanti adesso».
RISPETTO. C'è una questione sulla quale Mazzoni non è mai passato sopra: quella del rispetto della gente. E lo ha detto chiaramente: «Prima ho detto che abbiamo costruito una base per ripartire. Adesso aggiungo che la società - vecchia o nuova che sia - deve rilanciare. Perché a Livorno o si rilancia o è un problema. Qui non accettiamo programmi di minima. Siamo il Livorno e lo abbiamo dimostrato con la Reggiana. Sul campo e sugli spalti. Vi rendete conto che vanno a Firenze i granata con quei pochi tifosi al seguito. È davvero incredibile. La passione di noi livornesi per la squadra non va più mortificata. Ecco perché secondo me serve che sia fatta chiarezza in tempi brevi».
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