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Livorno

Menichini assurdo «Grande arbitro, un predestinato»

Il pisano elogia il pisano. In realtà né Menichini né Giua sono nati all'ombra della torre pendente, perché uno è di Ponsacco e l'altro è di Olbia, anche se a Pisa ci ha abitato per anni. E forse è...

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Il pisano elogia il pisano. In realtà né Menichini né Giua sono nati all'ombra della torre pendente, perché uno è di Ponsacco e l'altro è di Olbia, anche se a Pisa ci ha abitato per anni. E forse è per questo che, a fine partita, il tecnico della Reggiana a esordito facendo i complimenti al direttore di gara. «È un ottimo arbitro – ha detto nell'incredulità della mix zone del Picchi – e ha condotto il match alla perfezione. Sono convinto che sia predestinato a una grande carriera». Purtroppo nessuno ha fotografato i volti esterrefatti dei giornalisti livornesi durante le parole del tecnico ospite. Tecnico ospite che ha poi aggiunto altra benzina sul fuoco: «Un arbitro può anche sbagliare, ovviamente. Ma è anche vero che tutto diventa più difficile se ogni volta che un attaccante cade in area si va a chiedere il calcio di rigore. Comunque di direttori di gara preferisco non parlarne, meglio concentrasi sulla partita».
Meglio, molto meglio. Considerando soprattutto che c'è ancora da giocare il ritorno. «Avevo chiesto di vincere ai ragazzi per avere più chance al ritorno. Sono contento dell'approccio che abbiamo avuto». A inizio secondo tempo, però, il Livorno è tornato ad attaccare e per un po' la Reggiana ha tremato. «Sul 2-0 avevo chiesto di continuare ad attaccare con ancor più ferocia per non permettere al Livorno di reagire. Ma gli amaranto hanno segnato. Per fortuna, poi, con calma e lucidità abbiamo iniziato a far girare palla. Adesso dobbiamo mantenere la concentrazione al massimo».
Nicolò Cecioni

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