Gioco
«Mi spiace per gli altri ma non c’è futuro senza Libertas e PL»
di Francesco Parducci
Il presidente gialloblù si gode la promozione in serie B «Una stagione pazzesca, per gara-5 serviva lo stadio...»
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LIVORNO. Anche due giorni dopo Giovanni Pardini, presidente onorario (ma vero centro decisionale) della Libertas non ha ancora smaltito la felicità per la promozione in serie B della sua creatura. Lo si capisce da mille cose, dal tono disteso, quasi allegro della voce, ma anche da come si pone, lui che spesso si è arrabbiato per molto meno, davanti a cose che non lo trovano d'accordo.
Presidente, può confermare le anticipazioni del Tirreno di stamani?
«Dopo gara1 dissi che per fare una B tranquilla ci sarebbero voluti 250.000 euro, che non era necessario trovare un unico sponsor disposto a versare quella cifra, ma che sarebbero andati benissimo anche 5 contributi da 50.000 euro ciascuno. Ma va anche detto che non li ho ancora in mano. Al momento l'unico sponsor che abbiamo è la Opus Officine Omaelba, un matrimonio avvenuto in corso di stagione e che è destinato a continuare, visto che ha portato bene a tutte e due. Per ora non c'è altro, anche se durante la finale si sono rivisti tifosi storici anche di spessore».
Ma davvero è necessaria una cifra così importante?
«Ripensandoci forse si può spendere qualcosa meno, diciamo una cifra compresa fra 150.000 e 200.000 euro. Poi però c'è la fidejussione bancaria e la trasformazione della società in s.r.l., altre spese».
Sinceramente, sarebbe contento se anche la Pielle chiedesse (e ottenesse) il ripescaggio?
«Sicuramente sì. I fatti di queste ultime due settimane hanno dimostrato, e qui sono d'accordissimo con quanto avete scritto, che il grande basket a Livorno può ritornare solo attraverso la grande rivalità grazie alla quale era nato. Non voglio essere offensivo nei riguardi di nessuno, ma i fatti dicono questo. Se noi avessimo giocato la finale contro Castelfiorentino o la PL contro Agliana, 1.000 persone sarebbero state un grande risultato. Così le abbiamo quadruplicate. Le “duellanti”, faccio mio un termine che avete usato voi per primi, nello stesso campionato aumentano a dismisura l'interesse. Ripeto, non denigro il lavoro di nessuno ma se è così è così, non possiamo farci niente».
Sta dicendo che l'una senza l'altra non può vivere?
«Ora non esageriamo, noi cercheremo di fare la nostra serie B nella miglior maniera possibile. Ma è un fatto che in questi giorni a Livorno si era creato un clima particolare, che ha finito per creare un evento clamoroso, direi storico. Anche per merito vostro che avete supportato l'evento giorno per giorno, aumentando sempre lo spazio dedicato. Ma ci si rende conto? 4.000 persone per una partita di serie C! Fossimo andati a gara 4 ce ne sarebbero state anche di più, per un'ipotetica gara 5 ci sarebbe voluto uno stadio. A Livorno in quei giorni si è respirata un'atmosfera da Palio di Siena, io ho dei nipotini e so che in quei giorni i bambini a scuola non facevano altro che chiedersi: ma te sei della Libertas o della Pielle?».
L'allenatore è confermato?
«Gabriele è stato eccezionale, una fortuna che sia potuto tornare. Faccio una battuta: ha fatto il “nemo propheta in patria”.»
Ma se un giorno venisse da lei e dicesse che ha avuto un'offerta da un'altra parte?
«Posso fare un'altra battuta? Solo se ricevesse una buona offerta dall'A1...».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Presidente, può confermare le anticipazioni del Tirreno di stamani?
«Dopo gara1 dissi che per fare una B tranquilla ci sarebbero voluti 250.000 euro, che non era necessario trovare un unico sponsor disposto a versare quella cifra, ma che sarebbero andati benissimo anche 5 contributi da 50.000 euro ciascuno. Ma va anche detto che non li ho ancora in mano. Al momento l'unico sponsor che abbiamo è la Opus Officine Omaelba, un matrimonio avvenuto in corso di stagione e che è destinato a continuare, visto che ha portato bene a tutte e due. Per ora non c'è altro, anche se durante la finale si sono rivisti tifosi storici anche di spessore».
Ma davvero è necessaria una cifra così importante?
«Ripensandoci forse si può spendere qualcosa meno, diciamo una cifra compresa fra 150.000 e 200.000 euro. Poi però c'è la fidejussione bancaria e la trasformazione della società in s.r.l., altre spese».
Sinceramente, sarebbe contento se anche la Pielle chiedesse (e ottenesse) il ripescaggio?
«Sicuramente sì. I fatti di queste ultime due settimane hanno dimostrato, e qui sono d'accordissimo con quanto avete scritto, che il grande basket a Livorno può ritornare solo attraverso la grande rivalità grazie alla quale era nato. Non voglio essere offensivo nei riguardi di nessuno, ma i fatti dicono questo. Se noi avessimo giocato la finale contro Castelfiorentino o la PL contro Agliana, 1.000 persone sarebbero state un grande risultato. Così le abbiamo quadruplicate. Le “duellanti”, faccio mio un termine che avete usato voi per primi, nello stesso campionato aumentano a dismisura l'interesse. Ripeto, non denigro il lavoro di nessuno ma se è così è così, non possiamo farci niente».
Sta dicendo che l'una senza l'altra non può vivere?
«Ora non esageriamo, noi cercheremo di fare la nostra serie B nella miglior maniera possibile. Ma è un fatto che in questi giorni a Livorno si era creato un clima particolare, che ha finito per creare un evento clamoroso, direi storico. Anche per merito vostro che avete supportato l'evento giorno per giorno, aumentando sempre lo spazio dedicato. Ma ci si rende conto? 4.000 persone per una partita di serie C! Fossimo andati a gara 4 ce ne sarebbero state anche di più, per un'ipotetica gara 5 ci sarebbe voluto uno stadio. A Livorno in quei giorni si è respirata un'atmosfera da Palio di Siena, io ho dei nipotini e so che in quei giorni i bambini a scuola non facevano altro che chiedersi: ma te sei della Libertas o della Pielle?».
L'allenatore è confermato?
«Gabriele è stato eccezionale, una fortuna che sia potuto tornare. Faccio una battuta: ha fatto il “nemo propheta in patria”.»
Ma se un giorno venisse da lei e dicesse che ha avuto un'offerta da un'altra parte?
«Posso fare un'altra battuta? Solo se ricevesse una buona offerta dall'A1...».
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