Il Tirreno

Livorno

Foscarini si scopre «Pochi calcoli: bisogna attaccare» 

di Nicolò Cecioni
Foscarini si scopre «Pochi calcoli: bisogna attaccare» 

Sul forfait di Vantaggiato: «Lo tengo per domenica» E poi rivela: «Vorrei restare anche il prossimo anno»

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LIVORNO. Un attacco da inventare, due partite da giocare e la voglia di arrivare fino in fondo. Con la consapevolezza che, a questo punto, anche le altre iniziano a temerci. Claudio Foscarini si presenta al doppio appuntamento con la Reggiana con qualche sicurezza in più. Ma anche con diversi dubbi. In primis sulla formazione. «Vantaggiato non è stato convocato – ha esordito il mister – mentre Franco, Benassi e Giandonato hanno avuto dei problemi negli ultimi giorni e non sono al top. Daniele ha un fastidio sotto il piede, ero indeciso se portarlo in panchina, ma lo tengo a riposo per averlo domenica».
Murilo o Calil accanto a Maritato?
«Posso alternare i due giocatori. Se giochiamo sulla profondità metterò Murilo. Se dobbiamo mantenere il possesso della palla è meglio Calil, che può fare anche il trequartista».
Invece a centrocampo?
«Giandonato si è allenato poco per un fastidio al ginocchio, ma ieri ha svolto la partitella e può esserci. È molto utile nei calci piazzati e abbiamo visto che può essere vantaggioso saper sfruttare le situazioni di gioco fermo. Abbiamo delle defezioni, ma abbiamo lavorato bene. Servirà l'esperienza di chi ha già affrontato certe tensioni e la sfrontatezza dei più giovani».
Galli ha delle chance?
«È bravissimo con la palla, ma deve migliorare in fase difensiva. In match con tanti duelli sulle fasce ho bisogno di maggior qualità in fase di non possesso».
A proposito di mentalità, il Livorno non potrà più accontentarsi del pareggio.
«Lo so. E per di più giocheremo la prima partita in casa. Ma queste due cose possono girare a nostro favore. Il primo match è al Picchi e per avere una chance in più al ritorno, dobbiamo assolutamente vincere in casa. Abbiamo visto che avere due risultati su tre può deviarti mentalmente e condizionare l'approccio alla partita. Adesso, invece, dobbiamo solo vincere e ci sarà poco da gestire il risultato o difendere. Bisogna attaccare».
È contento di aver pescato la Reggiana?
«Sicuramente è più abbordabile di Lecce o Parma. Ma ho letto che anche loro sono felici di aver trovato noi, piuttosto che le altre due. I playoff sono un altro campionato e i riferimenti di prima sono saltati. Il nostro obiettivo è arrivare a Firenze. Loro sono molto solidi in difesa e forse, come noi, hanno qualche problema in più in attacco. Ma a centrocampo hanno due cervelli come Genevier e Bovo che possono sempre inventarsi qualcosa».
Che partita vedremo?
«Saranno due match equilibrati. Il nostro modo di interpretare il calcio non cambia in base all'avversario. Dobbiamo essere intelligenti a difenderci, recuperando palla, e a ripartire, attaccando con tenacia. Insomma, dobbiamo sempre giocare da Livorno».
Con il Francavilla non lo abbiamo fatto...
«Sono stato criticato per il modulo. Ma il 3-5-2 era una soluzione che ci poteva stare. Dovevamo solo interpretarla meglio. Siamo scesi troppo in bassi sugli esterni e non siamo più risaliti. Si può giocare tranquillamente anche con il centrocampo a 5, interpretando il match in modo più coraggioso e offensivo».
Facciamo un gioco, proiettiamoci nel futuro. Chi vorrebbe incontrare in semifinale tra Lecce e Alessandria?
«Una squadra con la quale posso vincere. Più vai avanti, più trovi squadre con maggiori qualità. Ma lo stesso vale per noi. Se battiamo un avversario forte come la Reggiana, significa che qualcosa di buono lo abbiamo fatto. E che, nonostante le difficoltà, anche il Livorno può giocarsela fino in fondo».
Rimanendo nel futuro, rimarrebbe a Livorno un altro anno?
«Sì. È stata un'esperienza bella e gratificante, sono felice di averla fatta. Mi arrivasse una telefonata, sarei pronto a rimanere».
Cellini lo confermerebbe?
«Subito. Sia per quello che ha dimostrato in campo, che per i valori umani che ha».

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