Toscana
Ogni derby è un film E la Libertas si invola
di Francesco Parducci
Gara-2 pazzesca, con una cornice di pubblico da serie A Domani (ore 20) match ball e PL che non può perdere
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LIVORNO. Con la rocambolesca vittoria in gara2 la Libertas ha ora un piede (e forse di più) in serie B, per più motivi. Primo, perché vive una condizione psicologica eccellente, testimoniata dalle 7 vittorie consecutive all’interno delle quali ci sta il percorso netto nei play-off. Secondo, perché rimontare da 0-2 è sempre impresa difficilissima se non disperata e la Pielle dovrà affrontarla senza Buzzo, che prima o poi una partita in questa serie avrebbe pur dovuto indovinarla. Terzo, perché una sconfitta arrivata nel modo che già sappiamo potrebbe aver dato un colpo terribile al morale della squadra di Mori, unitamente a tutte le altre difficoltà.
Gara3, probabilmente, si deciderà su questo versante: se la rabbia per l’occasione di impattare la serie già nelle mani e poi evaporata in pochi secondi si trasformerà in energia positiva, allora i biancazzurri potrebbero quantomeno allungarla, anche se, obiettivamente, un tre su tre sembra davvero un’impresa. Se il fantasma del beffardo finale resterà nella mente dei giocatori di Mori allora la Libertas comincerà a festeggiare la serie B prima ancora che il cronometro sia arrivato al 40’.
Questa volta la Pielle gioca meglio che in gara1, quantomeno sul versante della scelta dei tiri anche se non delle percentuali. Riesce a abbassare di parecchio i tentativi da tre (visto che tanto non vanno dentro), riscopre un Venditti da doppia doppia sul quale la Libertas ha avuto oggettive difficoltà e ha una netta superiorità a rimbalzo. Non basta, perché mentre durante il black-out della Pielle (dal 7’30” del primo quarto al 5’30” del secondo periodo) la Libertas è stata capace di piazzare un parziale di 19 a 2, durante il periodo no dei gialloblù (dal 3’all’8’dell’ultimo quarto) il massimo vantaggio che la Pielle è riuscita a prendere è stato di tre punti, ricucibile con facilità (tripla di Bertran). Che poi la maledizione dei tiri liberi (10 su 22, 45%) che per tutto il campionato ha accompagnato la squadra di Mori, prima o poi un danno grosso finisse per farlo, era nella logica delle cose.
Brava, e lucida, la Libertas a aver approfittato del doppio errore di Massoli a – 6” per trovare con Marchini (alla sua prima realizzazione nelle due partite) la tripla che può aver deciso il campionato.
Pubblico. Tremila persone, in serie C, in un infrasettimanale. Trovatene un’altra. La finale anomala ha riacceso passioni forti, visto che di questi tremila la maggior parte erano tifosi e non spettatori. Potrebbe rinascere qualcosa, da qui? Forse è presto per dirlo, quello che molto probabile è che, se qualcosa rinascerà, è da qui che lo farà, così come successe dalla seconda metà degli anni’70 quando le due società cominciarono a volersi superare l’una con l’altra gettando le fondamenta di Basket City.
Certo, perché ciò avvenga è necessaria la presenza di un tessuto imprenditoriale che ancora non si vede (e il momento della città è quello che è) e nessuna sponsorizzazione, da sola, potrà mai bastare a garantire continuità a medio/alti livelli. Ma è un punto di partenza. Da non disperdere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gara3, probabilmente, si deciderà su questo versante: se la rabbia per l’occasione di impattare la serie già nelle mani e poi evaporata in pochi secondi si trasformerà in energia positiva, allora i biancazzurri potrebbero quantomeno allungarla, anche se, obiettivamente, un tre su tre sembra davvero un’impresa. Se il fantasma del beffardo finale resterà nella mente dei giocatori di Mori allora la Libertas comincerà a festeggiare la serie B prima ancora che il cronometro sia arrivato al 40’.
Questa volta la Pielle gioca meglio che in gara1, quantomeno sul versante della scelta dei tiri anche se non delle percentuali. Riesce a abbassare di parecchio i tentativi da tre (visto che tanto non vanno dentro), riscopre un Venditti da doppia doppia sul quale la Libertas ha avuto oggettive difficoltà e ha una netta superiorità a rimbalzo. Non basta, perché mentre durante il black-out della Pielle (dal 7’30” del primo quarto al 5’30” del secondo periodo) la Libertas è stata capace di piazzare un parziale di 19 a 2, durante il periodo no dei gialloblù (dal 3’all’8’dell’ultimo quarto) il massimo vantaggio che la Pielle è riuscita a prendere è stato di tre punti, ricucibile con facilità (tripla di Bertran). Che poi la maledizione dei tiri liberi (10 su 22, 45%) che per tutto il campionato ha accompagnato la squadra di Mori, prima o poi un danno grosso finisse per farlo, era nella logica delle cose.
Brava, e lucida, la Libertas a aver approfittato del doppio errore di Massoli a – 6” per trovare con Marchini (alla sua prima realizzazione nelle due partite) la tripla che può aver deciso il campionato.
Pubblico. Tremila persone, in serie C, in un infrasettimanale. Trovatene un’altra. La finale anomala ha riacceso passioni forti, visto che di questi tremila la maggior parte erano tifosi e non spettatori. Potrebbe rinascere qualcosa, da qui? Forse è presto per dirlo, quello che molto probabile è che, se qualcosa rinascerà, è da qui che lo farà, così come successe dalla seconda metà degli anni’70 quando le due società cominciarono a volersi superare l’una con l’altra gettando le fondamenta di Basket City.
Certo, perché ciò avvenga è necessaria la presenza di un tessuto imprenditoriale che ancora non si vede (e il momento della città è quello che è) e nessuna sponsorizzazione, da sola, potrà mai bastare a garantire continuità a medio/alti livelli. Ma è un punto di partenza. Da non disperdere.
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