Gioco
100 TIFOSI IN PUGLIA con pullman, PULLMINI E AUTO
Quei duemila chilometri d’amore per la maglia
dall’inviato
FRANCAVILLA. “Che vuoi che sia...in ogni categoria...”. L’urlo sale alto dalla gradinata dove sono sistemati gli oltre 100 tifosi arrivati da Livorno. Il viaggio dell’amore, il viaggio di chi...
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FRANCAVILLA. “Che vuoi che sia...in ogni categoria...”. L’urlo sale alto dalla gradinata dove sono sistemati gli oltre 100 tifosi arrivati da Livorno. Il viaggio dell’amore, il viaggio di chi nonostante mille difficoltà (logistiche e non solo) ha voluto essere al fianco della squadra in questa battaglia nel profondo sud.
Sono arrivati con ogni mezzo. Ci sono due pullmini del Club Porto, ci sono una ventina di tifosi arrivati con le auto proprie tagliando in due l’Italia. C’è il Gruppino Alcoolico con la loro “pezza”, ci sono quelli del Milano Amaranto. E poi ci sono gli ultrà della Curva Nord, una cinquantina, che con mille salti mortali sono riusciti a reperire un pullman dopo che sia loro che Corrado Nastasio (col club Porto) erano stati lasciati a piedi da agenzie che d’improvviso avevano girato le spalle.
Gli ultrà sono partiti alle 4.30 dallo stadio, qualcuno è salito al volo sul pullman dopo un turno di notte. Presenza significativa, perché riempire un pullman di questi tempi, in un momento non facile per la curva (anche per le diffide) e per una trasferta così lontana, è un segnale di vitalità forte.
I cento colorati di amaranto hanno incitato dal primo all’ultimo secondo la squadra. Senza sosta. Senza tregua. Più il Livorno soffriva, più loro cantavano. E alla fine è arrivato l’applauso per tutta la squadra, che ha ricambiato arrivando sotto il settore per ringraziare i tifosi. Tutti abbarbicati alla balaustra, a raccogliere le maglie di Luci, di Borghese, di Valiani, di Mazzoni, i pantaloncini di mezza squadra. Un piccolo-grande gesto per chi si è sobbarcato 1800 km tra andata e ritorno. Loro hanno vinto di sicuro.
(al.ber.)
Sono arrivati con ogni mezzo. Ci sono due pullmini del Club Porto, ci sono una ventina di tifosi arrivati con le auto proprie tagliando in due l’Italia. C’è il Gruppino Alcoolico con la loro “pezza”, ci sono quelli del Milano Amaranto. E poi ci sono gli ultrà della Curva Nord, una cinquantina, che con mille salti mortali sono riusciti a reperire un pullman dopo che sia loro che Corrado Nastasio (col club Porto) erano stati lasciati a piedi da agenzie che d’improvviso avevano girato le spalle.
Gli ultrà sono partiti alle 4.30 dallo stadio, qualcuno è salito al volo sul pullman dopo un turno di notte. Presenza significativa, perché riempire un pullman di questi tempi, in un momento non facile per la curva (anche per le diffide) e per una trasferta così lontana, è un segnale di vitalità forte.
I cento colorati di amaranto hanno incitato dal primo all’ultimo secondo la squadra. Senza sosta. Senza tregua. Più il Livorno soffriva, più loro cantavano. E alla fine è arrivato l’applauso per tutta la squadra, che ha ricambiato arrivando sotto il settore per ringraziare i tifosi. Tutti abbarbicati alla balaustra, a raccogliere le maglie di Luci, di Borghese, di Valiani, di Mazzoni, i pantaloncini di mezza squadra. Un piccolo-grande gesto per chi si è sobbarcato 1800 km tra andata e ritorno. Loro hanno vinto di sicuro.
(al.ber.)
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