Il Tirreno

Livorno

Fame di basket, davanti a un super pubblico primo derby alla Libertas

di Federico Lazzotti
Fame di basket, davanti a un super pubblico primo derby alla Libertas

Livorno, Mariani, Dell’Agnello e Beltran trascinano gli ospiti in gara-uno. Pielle penalizzata dalle basse percentuali al tiro

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LIVORNO . Questa è fame. Fame di basket. Fate pure il giro del mondo dei canestri, confrontatevi con i vegetariani che si alimentano – di notte – solo con patatine ed Nba; fate due chiacchiere con i vegani del College Basketball che impazziscono per la March madness. E se non siete ancora convinti, ascoltate chi ha scelto la dieta Dukan dei playoff di serie A o il finger food delle Final Four di Eurolega. Bene, nessuno di questi appassionati ha appetito di retina e palla a spicchi quanto la città di Livorno, da troppi anni a stecchetto, costretta a sopravvivere pranzo e cena a pane duro, cipolle e ricordi.

Solo partendo da qui è possibile capire le oltre (ben oltre) duemila persone presenti ieri sera sugli spalti del PalaMacchia per una finale di quarta serie (questa è la serie C Gold nella gerarchia della Lega), dove di solito i giocatori, guardando verso la tribuna durante il riscaldamento, vedono genitori, fidanzata e gli amici più stretti. E non un muro umano per tre quarti bianco e blu e per il restante quarto giallo e blu.

Sul campo gara-uno è andata alla Libertas (la serie per la promozione in serie B è al meglio delle cinque partite), più brava della Pielle – che giocava in casa – a fare canestro dal campo nonostante le difficoltà ad attaccare la zona 1-3-1 dei biancoblù e ad uscire indenne dall’aggressività a tutto campo che Marco Mori ha tatuato nel Dna dei suoi giocatori. Il merito dei gialloblù è stato quello di trovare, lungo tutti i quaranta minuti, più alternative in attacco: da capitan Nesti, in difficoltà nella prima parte, a Dell’Agnello junior (doppia doppia con 10 punti e 11 rimbalzi), fino al gaucho Beltran, autore di una tripla a 25” dalla fine che ha spezzato l’inerzia del match. E soprattutto a Leonardo Mariani, miglior realizzatore della gara con 18 punti e il sangue freddo di segnare i due liberi (54-60 a 1’19” dall’ultima sirena) che hanno fatto svanire le ultime speranze di rimonta della Pielle.

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Dall’altra parte, troppo solo in attacco Tommaso Dell’Agnello (16 punti e tanti errori dovuti a cattive letture) per sperare di portare i compagni oltre i sessanta punti, soglia minima sotto la quale vincere una partita diventa come scalare l’Everest in babbucce. Una difficoltà, quella di trovare il canestro su azione, che si spiega con il 6/30 da tre punti. Colpa della bruttissima serata da oltre l’arco di Malvone (2/8) e Sidoti (0/6). Ma purtroppo per le triglie non è andata meglio ai liberi (18/33). Ecco perché l’unica alternativa di Buzzo (1/10 dal campo) e soci è stata quella di correre in contropiede perché a difesa schierata i falli di Venditti (il quarto è arrivato a 7’ dalla fine della partita) e l’area intasata hanno lasciato poche altre soluzioni. Non a caso i momenti migliori dei padroni di casa sono arrivati quando il campo si è aperto.

Nel secondo quarto, grazie all’aggressività di capitan Capobianchi (29-24 a 3’23” dall’intervallo lungo, ma tanta fatica in difesa su Mariani) e nell’ultimo periodo quando la Pielle è stata capace di ricucire il massimo svantaggio (43-52 con canestro di Dell’Agnello e quarto fallo di Venditti a 7’40” dalla fine) fino al 49-52 a 4’30” dal game-over con Malvone che ha sbagliato i due liberi del meno uno. Finisce con il salto di Mariani sulla balaustra degli “Sbandati” per festeggiare il gol dell’uno a zero Libertas. L’appuntamento è per giovedì alle 21, quando è fissata la seconda sfida. E l’unica cosa certa è che il pubblico, dopo questo aperitivo, avrà ancora più fame.
 

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