Il lutto
«Era molto difficile, siamo stati tosti»
di Alessandro Bernini
Foscarini: abbiamo tirato fuori l’elmetto, ora chiudiamola
2 MINUTI DI LETTURA
INVIATO A FRANCAVILLA. «Sono sincero, non mi aspettavo una partita del genere. E alla resa dei conti sono davvero contentissimo di questo risultato». Partita di sofferenza per noi, per i tifosi, immaginiamo per Foscarini. Che pure è uno che lascia trasparire poco, un po’ perché in panchina è sempre pacato e un po’ perché il suo volto nasconde emozioni con naturalezza.
Quindi è soddisfatto.
«Sì, molto. E dico che siamo stati a bravi a leggere la partita».
Perché dice che si aspettava un altro tipo di gara?
«Perché ho visto le ultime quattro partite del Francavilla e loro hanno sempre fatto un po’ di fatica nel possesso palla. Solitamente lasciano giocare le altre squadra».
E invece stavolta la partita l’hanno fatta loro. E con grande intensità.
«Verissimo. Questa per me è stata la migliore partita del Francavilla, per intensità e qualità. Questa è stata la sfida nella quale non pensi al ritorno, dai il massimo. E non dimentichiamoci che loro su 16 vittorie, ne avevano conquistatee 12 in casa. Da parte nostra c’è stata anche sofferenza, in alcune occasioni abbiamo subito il forcing di una squadra che ha fatto del gioco e della determinazione la sua forza».
Forse bisognava essere un po’ più lucidi nelle ripartenze.
«Sì, questo è vero. Ci abbiamo provato a ripartire ma ci siamo riusciti solo in parte».
Che cose le è piaciuto di più?
«La nostra capacità di adattarci a una partita profondamente diversa da come l’avevamo prevista. Ci abbiamo messo meno qualità e più carattere, tirando fuori l’elmetto, il pugnale e il bazooka. Non è nel nostro dna ma ci siamo adattati».
La scelta di Marchi al posto di Giandonato la rifarebbe?
«Sì, mi aspettavo una partita di grande intensità e Marchi sotto questo profilo ci ha dato una bella mano».
Sia Toninelli che Lambrughi sono stati sempre molto bassi e a centrocampo eravamo in minoranza. Scelta voluta?
«Solo in parte. Volevo che restassero bassi per aiutare i due centrali evitando duelli uno contro uno, però poi non sono riusciti ad alzarsi abbastanza in fase di possesso di palla».
E ora mercoledì...?
«Mercoledì è chiaro che dovremo fare qualcosa di più in fase offensiva».
Abbiamo a disposizione due risultati su tre.
«Se penso a questo, sono già morto».
In che senso?
«Prova a pensare a come dovrò preparare la partita io e come la dovrà preparare il mio collega del Francavilla. Loro vengono qua spensierati, per giocarsi senza pressione la partita più attesa. Noi abbiamo il rischio di voler, inconsciamente, gestire il risultato. E se gestisci, va a finire che subisci».
Quindi è soddisfatto.
«Sì, molto. E dico che siamo stati a bravi a leggere la partita».
Perché dice che si aspettava un altro tipo di gara?
«Perché ho visto le ultime quattro partite del Francavilla e loro hanno sempre fatto un po’ di fatica nel possesso palla. Solitamente lasciano giocare le altre squadra».
E invece stavolta la partita l’hanno fatta loro. E con grande intensità.
«Verissimo. Questa per me è stata la migliore partita del Francavilla, per intensità e qualità. Questa è stata la sfida nella quale non pensi al ritorno, dai il massimo. E non dimentichiamoci che loro su 16 vittorie, ne avevano conquistatee 12 in casa. Da parte nostra c’è stata anche sofferenza, in alcune occasioni abbiamo subito il forcing di una squadra che ha fatto del gioco e della determinazione la sua forza».
Forse bisognava essere un po’ più lucidi nelle ripartenze.
«Sì, questo è vero. Ci abbiamo provato a ripartire ma ci siamo riusciti solo in parte».
Che cose le è piaciuto di più?
«La nostra capacità di adattarci a una partita profondamente diversa da come l’avevamo prevista. Ci abbiamo messo meno qualità e più carattere, tirando fuori l’elmetto, il pugnale e il bazooka. Non è nel nostro dna ma ci siamo adattati».
La scelta di Marchi al posto di Giandonato la rifarebbe?
«Sì, mi aspettavo una partita di grande intensità e Marchi sotto questo profilo ci ha dato una bella mano».
Sia Toninelli che Lambrughi sono stati sempre molto bassi e a centrocampo eravamo in minoranza. Scelta voluta?
«Solo in parte. Volevo che restassero bassi per aiutare i due centrali evitando duelli uno contro uno, però poi non sono riusciti ad alzarsi abbastanza in fase di possesso di palla».
E ora mercoledì...?
«Mercoledì è chiaro che dovremo fare qualcosa di più in fase offensiva».
Abbiamo a disposizione due risultati su tre.
«Se penso a questo, sono già morto».
In che senso?
«Prova a pensare a come dovrò preparare la partita io e come la dovrà preparare il mio collega del Francavilla. Loro vengono qua spensierati, per giocarsi senza pressione la partita più attesa. Noi abbiamo il rischio di voler, inconsciamente, gestire il risultato. E se gestisci, va a finire che subisci».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
