Toscana
BASKET»I PLAYOFF
di GIORGIO BILLERI
Milano è ancora la favorita? Difficile dirlo adesso, ma l’impressione è che i nipotini delle Scarpette Rosse dovranno soffrire, molto più dell’anno passato, per conservare lo scudetto sotto le volte...
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Milano è ancora la favorita? Difficile dirlo adesso, ma l’impressione è che i nipotini delle Scarpette Rosse dovranno soffrire, molto più dell’anno passato, per conservare lo scudetto sotto le volte del Forum di Assago. Due i motivi: la squadra di Repesa, oggi, è figlia di una stagione balorda e massacrante, dove le bastoste di Eurolega e l’usura di un tour europeo infinito hanno inciso pesantemente sull’amalgama della squadra e soprattutto sull’infermeria, con infortuni in serie, tagli e reintegri. Sul piano del roster Milano è sempre una spanna superiore alla concorrenza: nessuno ha la profondità della panchina cui può attingere Repesa, nessuno ha tanti esterni con così tanti punti nelle mani, nessuno ha un sesto uomo che ti ribalta la partita come Dada Pascolo. Ma le sofferenze, eccessive, contro Capo D’Orlando sono la spia di una condizione complessiva ancora lontana dallo zenith. Con un problema in più: quello dei centri. Raduljca è esaurito da una stagione vissuta sempre sul filo del taglio, Tarczewski un onesto lavoratore del pitturato, nulla di più. E non sempre basta la multimedimensionalità di McLean e Macvan per togliere le castagne dal fuoco.
Chi può inserirsi nelle crepe dell’Armani? Anzitutto Venezia, Che è squadra forse ancora leggerina per le sfide senza domani, ma che ha dimostrato di avere una rosa di grandissimo talento. Haynes, Bramos, Mc Gee, Ejim se in giornata sono grimaldelli devastanti dietro l’arco dei tre punti, mentre Peric è il re del midrange. Stone e Batista (se De Raffaele lo farà giocare) le armi in più, anche se la Reyer sotto deve affidarsi ancora al vecchio Ben Ortner quando serve.
A sfidare la Reyer ci sarà Avellino, che parlando di pivot schiera forse il più dominante, Fesenko. La Scandone di Sacripanti è formazione al titanio in casa, meno fuori, e visto che Veneziua avrà il vantaggio del fattore campo, questo può essere un limite. Ma Ragland e Logan sono una coppia di tiratori che può stravolgere qualsiasi partita.
E poi c’è Trento. La mina vagante. Squadra di enorme energia, fisicamente al top, composta da giocatori capaci di recitare più parti in commedia. Craft, Sutton, Hogue, Forray, Flaccadori sono un corpo e un’anima, si conoscono da tempo, giocano a memoria. la classica buccia di banana sotto i piedi di Repesa.
Chi può inserirsi nelle crepe dell’Armani? Anzitutto Venezia, Che è squadra forse ancora leggerina per le sfide senza domani, ma che ha dimostrato di avere una rosa di grandissimo talento. Haynes, Bramos, Mc Gee, Ejim se in giornata sono grimaldelli devastanti dietro l’arco dei tre punti, mentre Peric è il re del midrange. Stone e Batista (se De Raffaele lo farà giocare) le armi in più, anche se la Reyer sotto deve affidarsi ancora al vecchio Ben Ortner quando serve.
A sfidare la Reyer ci sarà Avellino, che parlando di pivot schiera forse il più dominante, Fesenko. La Scandone di Sacripanti è formazione al titanio in casa, meno fuori, e visto che Veneziua avrà il vantaggio del fattore campo, questo può essere un limite. Ma Ragland e Logan sono una coppia di tiratori che può stravolgere qualsiasi partita.
E poi c’è Trento. La mina vagante. Squadra di enorme energia, fisicamente al top, composta da giocatori capaci di recitare più parti in commedia. Craft, Sutton, Hogue, Forray, Flaccadori sono un corpo e un’anima, si conoscono da tempo, giocano a memoria. la classica buccia di banana sotto i piedi di Repesa.
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