Gioco
Livorno falla Franca nel fortino della Virtus
di Fabrizio Pucci
Andata degli ottavi di finale in Puglia: confermato il 4-3-1-2
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Tuta mimetica, elmetto, pancia a terra e pronti a lottare su ogni pallone. Signore e signori il Livorno si appresta ad entrare nel fortino della Virtus Francavilla e serve l’uniforme da battaglia.
L’ecumenico nome dello stadio pugliese, intitolato a Papa Giovanni Paolo II, non deve trarre in inganno. Oggi – fischio d’inizio alle 17, 30 – o il Livorno gioca da Livorno o rischia di finire – è proprio il caso di dire così, visto il sintetico su cui si giocherà – al tappeto.
ANTENNE DRITTE. Dopo il Renate gli amaranto devono di nuovo misurarsi con un avversario con poco passato e proprio per questo carico a pallettoni, con le ghiandole surrenali in overproduzione di adrenalina.
Questo non scalfisce affatto il valore della Virtus. Anzi. Il suo contagioso entusiasmo – che ha coinvolto tutta la città – la rende ancora più pericolosa perché va ad oliare un motore assai collaudato capace di traghettarla in tre anni dal campionato di Eccellenza ai playoff per la serie B.
Ecco perché oggi il Livorno dovrà mettere subito le cose in chiaro con un approccio sereno e deciso alla partita senza cullarsi sul pensiero che – rispetto alla gara secca con il Renate – il margine di errore è più alto perché questa è una sfida che si disputa sulla lunghezza di 180’.
Cominciare bene significherebbe placare subito i prevedibili, bollenti spiriti iniziali della squadra di Calabro che storicamente in casa ha costruito le sue fortune. Dicono che la calma sia la virtù dei forti e il Livorno oggi deve dimostrare che i proverbi non sono solo perle di saggezza, ma trovano il riscontro oggettivo nei fatti.
PARTITA A SCACCHI. Domenica scorsa Cristiano Lucarelli ci ha confidato: «In Lega Pro il 3-5-2 è il modulo più gettonato e che alla lunga garantisce i risultati migliori» . Cotto e mangiato.
Come gioca la Virtus Francavilla? Proprio con tre difensori, il centrocampo folto e due punte veloci e ficcanti come Nzola e Abate. E il Livorno? Foscarini da un paio di mesi è marito fedele dell’idea tattica che prevede il trequartista Venitucci, il centrocampo a tre e la difesa a quattro.
Questa partita, sul piano squisitamente tattico, però sembra fatta apposta per instillargli il germe del dubbio. Andarsela a giocare con tre palleggiatori e Venitucci significa mostrare agli altri il petto nerboruto e far capire che la paura non abita sotto le maglie amaranto.
Sull’altro versante la prudenza – generata dall’impatto ambientale e dalle ristrette dimensioni del campo – invece imporrebbe l’inserimento di un incontrista (Marchi) al posto del fantasista. Mister Claudio scioglierà le riserve solo in extremis.
VALORE ASSOLUTO. Al netto delle disquisizioni tattiche, però, è facile tornare al punto di partenza: l’atteggiamento.
Se il Livorno gioca come sa, il modulo è un affare residuale. C’è un’ultima considerazione da fare. Ci sono ottanta tifosi-eroi che questa mattina si sono alzati alle 4 per salire su un pullman (gli Ultras), un pulmino da nove posti (il Club Porto e il Milano Amaranto) e a bordo delle loro macchine per sorbirsi in 24 ore circa 1800 chilometri e sostenere la maglia, l’ideale, la città, il Livorno. Se i giocatori riescono a interpretare – sul campo – i sentimenti di questi uomini veri non c’è Virtus Francavilla che tenga, e nemmeno altre squadre: si va dritti a Firenze. Intanto, però facciamo un passo alla volta. Oggi Virtus Francavilla.
Prossima stazione Livorno, stadio Armando Picchi, mercoledì alle 20, 30. Forza ragazzi. Credeteci. Per quegli 80 e per lo zoccolo duro che non vi abbandona mai.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ecumenico nome dello stadio pugliese, intitolato a Papa Giovanni Paolo II, non deve trarre in inganno. Oggi – fischio d’inizio alle 17, 30 – o il Livorno gioca da Livorno o rischia di finire – è proprio il caso di dire così, visto il sintetico su cui si giocherà – al tappeto.
ANTENNE DRITTE. Dopo il Renate gli amaranto devono di nuovo misurarsi con un avversario con poco passato e proprio per questo carico a pallettoni, con le ghiandole surrenali in overproduzione di adrenalina.
Questo non scalfisce affatto il valore della Virtus. Anzi. Il suo contagioso entusiasmo – che ha coinvolto tutta la città – la rende ancora più pericolosa perché va ad oliare un motore assai collaudato capace di traghettarla in tre anni dal campionato di Eccellenza ai playoff per la serie B.
Ecco perché oggi il Livorno dovrà mettere subito le cose in chiaro con un approccio sereno e deciso alla partita senza cullarsi sul pensiero che – rispetto alla gara secca con il Renate – il margine di errore è più alto perché questa è una sfida che si disputa sulla lunghezza di 180’.
Cominciare bene significherebbe placare subito i prevedibili, bollenti spiriti iniziali della squadra di Calabro che storicamente in casa ha costruito le sue fortune. Dicono che la calma sia la virtù dei forti e il Livorno oggi deve dimostrare che i proverbi non sono solo perle di saggezza, ma trovano il riscontro oggettivo nei fatti.
PARTITA A SCACCHI. Domenica scorsa Cristiano Lucarelli ci ha confidato: «In Lega Pro il 3-5-2 è il modulo più gettonato e che alla lunga garantisce i risultati migliori» . Cotto e mangiato.
Come gioca la Virtus Francavilla? Proprio con tre difensori, il centrocampo folto e due punte veloci e ficcanti come Nzola e Abate. E il Livorno? Foscarini da un paio di mesi è marito fedele dell’idea tattica che prevede il trequartista Venitucci, il centrocampo a tre e la difesa a quattro.
Questa partita, sul piano squisitamente tattico, però sembra fatta apposta per instillargli il germe del dubbio. Andarsela a giocare con tre palleggiatori e Venitucci significa mostrare agli altri il petto nerboruto e far capire che la paura non abita sotto le maglie amaranto.
Sull’altro versante la prudenza – generata dall’impatto ambientale e dalle ristrette dimensioni del campo – invece imporrebbe l’inserimento di un incontrista (Marchi) al posto del fantasista. Mister Claudio scioglierà le riserve solo in extremis.
VALORE ASSOLUTO. Al netto delle disquisizioni tattiche, però, è facile tornare al punto di partenza: l’atteggiamento.
Se il Livorno gioca come sa, il modulo è un affare residuale. C’è un’ultima considerazione da fare. Ci sono ottanta tifosi-eroi che questa mattina si sono alzati alle 4 per salire su un pullman (gli Ultras), un pulmino da nove posti (il Club Porto e il Milano Amaranto) e a bordo delle loro macchine per sorbirsi in 24 ore circa 1800 chilometri e sostenere la maglia, l’ideale, la città, il Livorno. Se i giocatori riescono a interpretare – sul campo – i sentimenti di questi uomini veri non c’è Virtus Francavilla che tenga, e nemmeno altre squadre: si va dritti a Firenze. Intanto, però facciamo un passo alla volta. Oggi Virtus Francavilla.
Prossima stazione Livorno, stadio Armando Picchi, mercoledì alle 20, 30. Forza ragazzi. Credeteci. Per quegli 80 e per lo zoccolo duro che non vi abbandona mai.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
